In un libro la storia della loggia “Liberi e Coscienti”

Lo storico pugliese Mario De Marco racconta in libro appena uscito “La Storia della Rl Liberi e Coscienti n. 260 all’Oriente di Lecce” (Ed. INLab, 2014) officina di cui è oratore. Una storia antica e ricca. L’officina infatti nacque nel 1904 sulle ceneri della “Mario Pagano”, fondata nel 1864 da Giuseppe Libertini e poi chiusa nel 1885 per problemi interni, assenze, morosità.

Il volume di De Marco, che esce in occasione dei 110 anni della loggia, riporta autorevoli presentazioni, tra cui quella del Gran Maestro Stefano Bisi, del Venerabile Pasquale Cavaliere e di Alessandro La Porta, direttore della Biblioteca Provinciale, intitolata al fratello Nicola Bernardini. Una ricostruzione serrata e sorretta e sorretta dal vaglio critico delle fonti connota il testo che si offre alla conoscenza, non solo massonica, delle vicende della Libera Muratoria di Terra d’Otranto espressasi già prima del secolo scorso e fino ad oggi.

Nella narrazione, val la pena di notarlo, nulla è taciuto, nulla è omesso, nulla viene rastremato: il documento, fuoco di verità, viene messo a disposizione di tutti pubblicandolo, anche quando emergono situazioni poco commendevoli o che generano perplessità. Loggia Madre delle attuali Officine del Salento leccese, la “Liberi e Coscienti” ha attraversato tutti gli avvenimenti del secolo scorso, passando attraverso la prova di due guerre mondiali, della dittatura fascista, del passaggio dalla monarchia alla repubblica, eventi che non potevano non provocare scontri e dissensi e lasciare astiosità e risentimenti, con conseguenti code e scissioni. Tuttavia la Loggia ha sempre vissuto nelle sue ragioni l’attaccamento ai valori della patria, l’impegno per le libertà civili, la solidarietà e la larga beneficienza soprattutto per le calamità che hanno funestato il Paese.



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