(il Velino) Dall’epopea risorgimentale alla “Massoneria 2.0”

“Noi dobbiamo cercare di costruire ponti tra gli uomini, in un mondo in cui non c’è armonia. Ci poniamo come uomini del dialogo. Favoriamo l’avvicinamento tra le persone, perché questa è la condizione fondamentale per favorire il progresso. Oggi ci sono problemi economici, ma di fondo manca la volontà di convivenza, di essere tutti sotto lo stesso cielo, al di là delle appartenenze politiche e religiose”.

E’ un programma ambizioso, quello del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, che da un mese ha raccolto la pesante eredità di Gustavo Raffi, che ha governato il goi per ben 15 anni. Anni caratterizzati dalla volontà di far conoscere la Massoneria, per allontanare luoghi comuni negativi, sorti nel nostro paese soprattutto dopo alcuni fatti di cronaca giudiziaria risalenti ai primi anni Ottanta. “Abbiamo fatto tanto – spiega Raffi al Velino – per la trasparenza, e continueremo a fare tanto. Abbiamo fatto delle iniziative pubbliche e saranno sempre più numerose, nelle università, nei palazzi comunali, aperte anche ai non massoni. Allo stesso modo, sono sempre più numerose le iniziative di solidarietà, come l’assistenza agli indigenti e a chi non può permettersi cure sanitarie”.

E anche se l’epopea risorgimentale, col ruolo riconosciuto come fondamentale dagli storici nel processo di unificazione italiana è lontano, il ruolo delle logge, spiega Bisi, non è esaurito: “La Massoneria oggi ha prevalentemente uno scopo educativo, nel senso che deve aiutare i Fratelli ad essere uomini migliori. La cosa importante è il dialogo, ma il dialogo vero. Nella nostre logge, a differenza di altre associazioni e movimenti, si parla uno alla volta, affinché chiunque sia ascoltato. In un mondo in cui chi non urla non ha spazio, è già una cosa rivoluzionaria. L’apertura ci ha fatto aumentare la adesioni. Siamo più di 22mila distribuiti in tutte le regioni italiane. Ci sono anche molti giovani, che cercano di essere iniziati al Goi, bravi anche ad avvalersi delle nuove tecnologie per chiedere l’adesione e per comunicare”.

Una rivoluzione che, mutuando il gergo moderno, potrebbe essere definita “Massoneria 2.0”, che è rivoluzione anche di approccio alla Loggia. “Se questi giovani pensano però – conclude Bisi – all’adesione per avere dei vantaggi personali nel lavoro o in altri campi, hanno sbagliato porta”. Dal 14 al 17 maggio, Bisi sarà impegnato a Bucarest per la conferenza mondiale delle grandi logge massoniche che avrà come tema centrale la Massoneria di fronte alle sfide della modernità.



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