Il Gran Maestro della Massoneria a Bolzano / Alto Adige

Stefano Bisi: «Basta con i pregiudizi, non siamo la P2, di segreto non abbiamo più neanche l’email» di Paolo Campostrini / Alto Adige / Intervista/

Mozart era massone. E poi Garibaldi, Quasimodo, Enrico Fermi. Re Vittorio Emanuele II, il padre della patria, in odore di fratellanza di loggia, fu scomunicato dal Papa. Ma tutto il Risorgimento è stato una stagione da Gran Maestri. Il quale culminò non a caso, nel 1870, con la breccia di Porta Pia, l’ultimo ideale assalto massonico al potere temporale della Chiesa. La Turchia laica di Ataturk era molto vicina ai “fratelli” e lui stesso lo era. La costituzione americana, è stata vergata da massoni (Washington, Jefferson, Adams). La rivoluzione francese ne era innervata. Secondo il Fatto quotidiano lo sarebbero, oggi, anche Draghi e Napolitano. «Non mi risulta», dice Stefano Bisi. E Renzi, e Verdini? «Non iscritti». Il nuovo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia da ieri a Bolzano passa così le sue giornate. A dire che i poteri forti sono altrove. Che la P2 è stata una tragedia per i massoni. Che era una loggia drammaticamente deviata. Che di segreto non ci sono oggi neanche gli indirizzi email delle sedi (consultabili sul sito, come i numeri degli iscritti). Che le battaglie contemporanee sono per riconquistare palazzo Giustiniani, storica sede del Grande Oriente, strappato loro da Mussolini e mai ancora restituito nonostante fosse stato acquistato con moneta sonante del Regno. Che lui è cavaliere al merito della Repubblica. Che le loro assemblee nazionali si svolgono con le istituzioni pubbliche in tribuna. Fatica improba. Iniziata dal suo predecessore, Gustavo Raffi, capo fino al 2014 dei massoni italiani (che sono 22750) prima, appunto, di Stefano Bisi. Un giornalista (è vicedirettore del Corriere di Siena). E non a caso: perché la principale operazione in atto, ancora oggi, è quella della trasparenza. E della comunicazione. Bisi è a Bolzano perché i fratelli bolzanini e trentini (che sono 150) si sono riuniti per celebrare i loro riti con le logge austriache.

Riti segreti? È la tradizione. Ma lo è solo il rituale.

Dicono: lì si nascondono i poteri forti. È il pregiudizio che ci portiamo dietro dai tempi della P2. Che col Grande Oriente non c’entrava nulla.

I grillini hanno detto che la riforma costituzionale è stata approvata con un “indicibile accordo massonico”. C`è da sorridere. Ma cose di questo tipo le dicevano anche i fascisti. E i nazisti. I massoni sono sempre stati perseguitati dalle dittature. Questo vorrà dire qualcosa.

In risposta la ministra Boschi ha detto: “Massone sarà tua sorella”… Una battuta infelice. Ma almeno sarà chiaro che non è una nostra iscritta.

Ma allora perché mantenere una certa ritualità nascosta? Perché è il senso dell’essere fratelli. Uno durante gli incontri di loggia si spoglia di ogni suo ruolo esterno, è se stesso, si racconta, mostra la sua natura e rivelale sue curiosità.

Solo per questo? Qualcuno avverte il rischio contrario a quello che è dettato dai luoghi comuni, dai pregiudizi. E cioè di essere discriminato nella propria attività. Ci sono sospetti immotivati ma duri a morire tra le gente, sui luoghi di lavoro.

Dicono: lì si coltivano reti di relazioni economiche e politiche. Non è il posto giusto una loggia, glielo assicuro. Se cercassi le reti andrei nelle fondazioni, nei club service, nelle associazioni legate alla politica.

E allora perché in tanti sono “bussanti”, in aspettativa per entrare in massoneria? Per la crisi dei partiti e delle ideologie. O perché la nostra storia è un esempio di ricerca della verità al di là dei testi sacri. Abbiamo sempre sospettato dei poteri assoluti, del potere che viene da Dio, dei re e delle regine.

E dei Papi… Ma non di Dio. Delle religioni come insieme di regole assolute invece sì.

Chi sono i massoni altoatesini? Sono liberi di raccontarsi. Chi lo dice, chi no. Ognuno è padrone di sé.

Iscritti ai partiti? Non ne conosco. Ma magari ci sono. I partiti non pubblicano gli elenchi degli iscritti.

Professioni, tutte libere? Tutti liberi gli iscritti. La selezione non è legata al censo. Altrove sì, mi pare. Nei club si entra solo se si ricoprono posizioni importanti. Da noi no. Devi solo dimostrare di rispettare le leggi e la costituzione e di credere nella libertà di pensiero. A Bolzano ci sono artigiani e studenti.

Uno degli ultimi suoi atti? Ho consegnato l`onorificenza Galileo Galilei, che assegnamo ai non massoni che si sono distinti, al sindaco di Lampedusa per la sua opera di accoglienza. Un massone non accetta di ributtare in mare un bisognoso di aiuto.

L’articolo pubblicato sull’Alto Adige dell’8 gennaio 2016



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