Il Gran Maestro: “Il mondo ha bisogno di noi, di uomini che costruiscano ponti tra gli uomini”. Teodori ai massoni: “Percorrete la strada degli antichi valori”

“Il mondo ha bisogno di noi, di uomini che costruiscano ponti tra gli uomini, di piccoli miracoli quotidiani fatti di coraggio, ragione e passione. Dobbiamo pensare e operare. E mettere al servizio dei fratelli e dell’umanità le nostre opere. In ogni uomo è nascosto un diamante dalle mille sfaccettature. Non offuschiamolo ma facciamolo brillare”. E’ questo l’appello lanciato dal Gran Maestro Stefano Bisi nel suo intervento all’incontro dedicato al tema “Il Grande Oriente d’Italia nella tradizione e nella trasparenza”, organizzato dal Servizio Biblioteca il 5 maggio a Roma al Teatro Vascello e al quale è intervenuto lo storico Massimo Teodori con una relazione dedicata a “Il Grande Oriente e la pedagogia della libertà e della laicità”. Un incontro che è stato anche l’occasione per la presentazione della nuova squadra che guiderà la Comunione fino al 2019 e che è composta da Sergio Rosso (Gran Maestro Aggiunto), Santi Fedele (Gran Maestro Aggiunto), Antonio Seminario (Primo Gran Sorvegliante), Pasquale La Pesa (Secondo Gran Sorvegliante), Claudio Bonvecchio (Grande Oratore), Giovanni Esposito (Gran Tesoriere), Michele Pietrangeli (Gran Segretario) e Gabriele Brenca (Gran Segretario Aggiunto).

Bisi, rendendo omaggio alla sua terra, alle “crete senesi grigio-azzurre che le conferiscono quell’insolita idea di paesaggio lunare”, ha invitato i liberi muratori del Grande Oriente a cercare di essere “come l’argilla, utili a costruire e ad adattarsi alle varie situazioni”, facendosi forti delle diversità che li compongono. “Il nostro è un viaggio -ha spiegato- che si adatta più alla collina che al mare o alla montagna, perché la collina è fatta per essere scavalcata -ha spiegato- e lascia intravvedere altre colline”. Una metafora per dire che “tutti noi dobbiamo lavorare cercando certamente le grandi utopie senza per questo dimenticare il viaggio fra le piccole cose quotidiane, compiendo piccoli miracoli quotidiani”, simili a quelli realizzati ogni giorno da tanti fratelli nel silenzio e senza clamore, fuori del tempio, accanto ai più fragili, a coloro che hanno bisogno di solidarietà. Come in questo momento -ha ricordato Bisi- gli abitanti di Piombino, la città toscana dell’industria metallurgica. “L’altoforno che si spegne -ha sottolineato- è una sconfitta per tutti. Il Grande Oriente deve essere più che mai al fianco dei cittadini della Val di Cornia”. “Siamo uomini di sogni possibili -ha aggiunto il Gran Maestro citando il suo predecessore Gustavo Raffi- sogni fatti di cose concrete”. E se tra i piccoli sogni realizzati Bisi ha incluso l’apertura di Casa Nathan, la nuova casa massonica romana e centro polifunzionale, inaugurato lo scorso marzo, intitolata a Ernesto Nathan, grande massone e sindaco di Roma, un luogo che si prefigge di diventare un punto di riferimento per tutti i fratelli nella capitale, tra i sogni da realizzare ha inserito la restituzione della sede di Palazzo Giustiniani al Grande Oriente d’Italia. “E’ un altro sogno possibile – ha assicurato- Ci spetta, sul piano morale e su quello del diritto”. Infine Bisi ha parlato di Calabria e della necessità di sfatare il luogo comune che la identifica con la terra della ‘ndrangheta e che accosta la ‘ndrangheta alla massoneria. “Basta con questa identificazione. Basta con generiche accuse. Non ci fa piacere che il presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi dica che la massoneria nazionale deve stare più attenta in Calabria. Siamo disponibili a parlarle, a incontrarla”, ha detto il Gran Maestro.

“Indietro non si torna” è l’impegno che ha preso Bisi raccogliendo il testimone da Raffi. “Indietro non si torna” è la risposta che il nuovo Gran Maestro ha dato a Massimo Teodori che, in occasione dell’incontro tenuto al Teatro Vascello, ha invitato i massoni del Grande Oriente a ritrovare e percorrere “la strada degli antichi valori” e della loro “migliore tradizione”. “Se è vero- ha detto Teodori- che lo spettro dell’intolleranza, dei fondamentalismi e delle oscure manovre si aggira nel nostro tempo, la massoneria dovrebbe sempre più adoperarsi per rendere concreti i valori, i principi e le istituzioni di quelli che sono stati i pilastri della sua migliore storia, la libertà e la laicità, questa è la mia esortazione”. “Io mi permetto di dirvi: non guardate al potere piccolo o grande che sia, non accontentatevi di rivendicare un passato glorioso ma immergetevi nel presente, sporcatevi le mani, non nel senso di perseguire il potere o i poteri, ma percorrendo la strada degli antichi valori in cui la migliore massoneria in passato si è riconosciuta. Fate in modo che le parole non rimangano astratte proposizioni, bandiere al vento sotto cui c’è il vuoto. Libertà e laicità o sono alimento dell’azione quotidiana o sono formule retoriche che servono solo ad auto compiacersi. Il mio auspicio qui è che divengano la sostanza dei diritti e dei doveri che ciascuno di voi di noi deve praticare”.



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