Il Gran Maestro Bisi scrive al Procuratore Principato: “La massoneria del Grande Oriente d’Italia rifiuta indignata l’equazione mafia=massoneria”

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi ha indirizzato una ferma lettera di protesta al Procuratore aggiunto di Palermo, dottoressa Teresa Principato, in merito alle dichiarazioni rese dal magistrato al Tg1 nell’edizione delle 20.00 di domenica 17 aprile. Rispondendo ad una domanda della giornalista sulla rete di protezione che circonderebbe Il latitante Matteo Messina Denaro, il procuratore ha detto: “È coperto da mafia, massoneria, settori della borghesia professionale ed imprenditori”.

Il Gran Maestro Bisi si è detto sconcertato ed indignato per una dichiarazione così semplicistica e generica che accomuna tutta la Massoneria come in odore di mafia. “Un’affermazione, secondo me, generica ed estremamente grave – ha scritto Bisi al Procuratore – che ha creato nel sottoscritto e nei 23mila fratelli dell’Istituzione massonica che rappresento un grande imbarazzo e, se mi consente, una fortissima e legittima indignazione. Mafia=Massoneria e massoni=mafiosi è un’equazione che non si può fare in maniera così semplicistica, e tirando in ballo tutti coloro che fanno parte della Libera Muratoria Universale”.

Ed ha aggiunto: “Noi del Goi siamo per la legalità e combattiamo i mostri della ndrangheta, della camorra e della mafia. Noi siamo fedeli alla Repubblica ed ai suoi valori. Da qualche mese in tante località italiane si stanno svolgendo dei convegni in cui celebriamo l’ormai prossimo 70° anniversario della nostra amata Repubblica. Ecco perché siamo rimasti sconcertati nel sentire dire certe parole. Se ci sono delle prove di collusione bisogna agire contro quei soggetti ed evitare di sparare nel mucchio…
La Procura della Repubblica di Palermo, di cui Lei è componente autorevole, deve continuare con decisione e con tutti i mezzi che ha a disposizione le indagini per arrivare alla cattura dei latitanti e al trionfo della Giustizia e della Legalità. Ma deve esercitare il suo operato senza creare problemi ed esporre anche a pericolosi rischi d’incolumità, vista la difficile epoca che stiamo vivendo, Istituzioni e persone che nulla hanno a che vedere e a che fare con la criminalita’ organizzata.

Per questo, Egregio Procuratore, Le chiedo vivamente in futuro di evitare incresciose e infamanti generalizzazioni. Non lo meritano le migliaia e migliaia di massoni che lavorano con trasparenza fuori e dentro i templi della Fratellanza e dedicano il loro tempo e il loro sacrificio a creare una sola rete di protezione: la tutela dell’Umanita’”.



21 commenti a “Il Gran Maestro Bisi scrive al Procuratore Principato: “La massoneria del Grande Oriente d’Italia rifiuta indignata l’equazione mafia=massoneria”

  1. Carissimo Gran Maestro solo grazie, difendiamo con fermezza l’onore l’onestà e la passione dei Fratelli.

  2. Nessuno può infangare il nome di 23 mila persone, difendiamo la nostra Istituzione e tutti coloro che ne fanno parte.

  3. Sono orgoglioso di essere Grande Rappresentante del questo Grande Oriente D’ITALIA, con questo suo Gran Maestro

  4. Perchè non si chiede una lettera di scuse al procuratore, lo so già che essendo nella casta degli intoccabili non lo fara, ma io, come cittadino offeso e come massone gliela chiedo, vedremo

  5. Ven.mo Gran Maestro: hai fatto BENISSIMO. Ricordo sempre le parole di SCIASCIA sui professionisti dell’antimafia. Comunque mi chiedo: la Procura di Palermo che, sembra, abbia idee molto chiare, che fà in proposito ??

  6. Sarebbe come dire che i prelati sono tutti omosessuali; che i politici sono comunque e solo ladri; che i maestri d’asilo sono tutti maneschi; che i militari sono tutti guerrafondai; che gli agricoltori sono solo avvelenatori; e che il mondo intero è sporco. Insomma, se anche i magistrati scendessero dal palcoscenico dei mass media e facessero il loro lavoro con maggior attenzione, i delinquenti sarebbero maggiormente individuati e puniti. Renato Traquandi

  7. Gran Maestro é ora che finisca questa storia .Noi Massoni non siamo un appiglio a chi non sa fare il proprio lavoro. Il nome della libertà individuale deve essere rispettato. Grazie .

  8. Io Siciliano di nascita, Calabrese di adozione e Massone convinto sono da “etichettare” come perfetto “mafioso”? Certamente NO! E allora basta con semplici pregiudizi e semplificazioni che ledono una libera scelta di vita.

  9. Ci sono momenti in cui bisogna sedersi a contemplare l’orizzonte, guardare cosa si muove al limite del nostro sguardo e chiedersi se sia il caso di andare o meno in quella direzione, e perché. L’ottima nota del Gran Maestro mi aiuta a cogliere l’autenticità di ciò che sta sul limite con ciò che sta attorno.

  10. Una adeguata e ferma risposta da parte del nostro Gran Maestro, che chiude una incresciosa ed artata confusione nel mondo profano. AGDGADU

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