Il fulmine su Garibaldi al Gianicolo, a 148 anni dalla Breccia di Porta Pia | Il Fatto Quotidiano

La saetta ha distrutto il basamento della statua: la massoneria del Goi pronta a finanziare il restauro (Fabrizio d’Esposito)

Il fulmine su Garibaldi al Gianicolo, a 148 anni dalla Breccia di Porta Pia | Il Fatto QuotidianoOggettivamente, i fulmini sono un segno del cielo. Poi si tratta di capire se con la “e” minuscola, cielo, o maiuscola, Cielo. Peri fedeli cattolici, senza dubbio, fu un segno del Cielo la luccicante saetta che cadde sul Cupolone l`’11 febbraio di un lustro fa. Ossia lo stesso giorno della eclatante rinuncia al pontificato di papa Ratzinger, evento unico e inaspettato. Il fulmine della notte tra il 6 e il 7 settembre, sempre a Roma, ha suscitato molto meno clamore ma questo non attenua il suo carattere simbolico. Stavolta uno spietato lampo si è abbattuto sul Gianicolo, sgretolando parte della base del monumento equestre eretto a Giuseppe Garibaldi. A quasi 148 anni dall’anniversario della Breccia di Porta Pia che finalmente riunì la Roma papalina al regno d’Italia. Era il 20 settembre 1870, una ricorrenza ormai dimenticata se non fosse per le celebrazioni del Grande Oriente d’Italia, la maggiore obbedienza massonica del Paese.
L’eroe dei due mondi fu infatti Gran Maestro del Goi e la sua statua a cavallo, per un’altezza di oltre venti metri, fu opera di Emilio Gallori, artista massone. Non a caso, appresa la funesta notizia, il Goi si è subito detto pronto a contribuire alla riparazione del basamento: “Il Grande Oriente d’Italia intende assicurare sin da ora al Comune di Roma e al sindaco Virginia Raggi la propria disponibilità a contribuire economicamente al restauro del monumento in virtù dell’importanza che esso ha non solo per i massoni ma per tutti gli italiani”. Il monumento venne inaugurato il 20 settembre 1895, a 25 anni dall’arrivo degli “italiani” a Roma, e la sua realizzazione fu tortuosamente lunga, ben 13 anni. Non solo. L`intera famiglia Garibaldi, con il primogenito Menotti in testa, disertò l’inaugurazione in polemica con il governo Crispi, accusato di non aver cacciato 100mila lire per il comitato delle celebrazioni del 25esimo anniversario della breccia di Porta Pia. In origine, Garibaldi a cavallo guardava il Vaticano. Ma dopo i Patti Lateranensi del 1929, il monumento fu “voltato” verso il Gianicolo dal regime fascista di Mussolini, su richiesta della Santa Sede.



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