Gustavo Raffi, 15 anni alla guida del Grande Oriente. Trasparenza e filosofia civile di un magistero massonico

Un innovatore, che ha dato inizio ad una nuova Primavera della massoneria. Quando nel 1999 Gustavo Raffi assunse il supremo maglietto, l’obbedienza usciva da un periodo difficile, fitto di cupe ombre. In 15 anni di magistero massonico il Gran Maestro uscente ha saputo imprimere una svolta coraggiosa e senza precedenti al Grande Oriente d’Italia restituendo all’immagine dell’istituzione prestigio e onore e un ruolo di primo piano nella società civile.

Time for a change. Tradizione e Innovazione

Quando fu eletto Raffi si rese conto fin da subito che era il momento per imprimere all’obbedienza grandi cambiamenti. Ebbe così inizio un magistero all’insegna della trasparenza e della filosofia civile in totale rottura con i vecchi schemi del passato. Tantissimi fratelli sostennero il suo progetto, altri settori dell’istituzione invece lo contrastarono, non cogliendo che il nuovo corso aveva come linea guida un forte richiamo alla migliore storia della Libera Muratoria nel segno della contemporaneità. Tradizione e innovazione hanno caratterizzato la Gran Maestranza di Raffi, con il quale il Grande Oriente ha ritrovato l’orgoglio di tornare nel mondo per proporre i suoi valori e per contribuire in modo trasparente e originale alla soluzione di problemi centrali della società moderna. Obiettivo che è stato raggiunto, coniugando ricerca esoterica e impegno pratico, umanesimo, spiritualità e scientificità, ma soprattutto spalancando le porte dei tempi.

Una nuova strategia della comunicazione.

Raffi ha saputo traghettare nel nuovo Millennio Palazzo Giustiniani e i valori insegnati nelle sue officine, quegli ideali di libertà, tolleranza, fratellanza e solidarietà, patrimonio non solo dei liberimuratori, ma dell’umanità intera. Una sfida che è stata vinta anche grazie alla ad una nuova strategia di comunicazione inaugurata in questi anni dalla Gran Maestranza. Una comunicazione all’insegna della trasparenza che si è rivelata in grado di trasmettere all’esterno le finalità etiche, culturali, sociali ed educative della liberamuratoria utilizzando i mass media. Accanto alla rivista Hiram, che è diventata una apprezzata fonte – per il mondo profano – di conoscenza del dibattito all’interno dell’Istituzione e al mensile Erasmo notizie, che si è rinnovato di anno in anno e grazie al quale tutti i fratelli della Comunione sono sempre stati aggiornati sul lavoro della Giunta e sulle attività coordinate a livello nazionale e periferico, il Grande Oriente si è dotato di un sito internet (www.grandeoriente.it), di una newsletter settimanale, e di altri strumenti multimediali in grado di diffondere le iniziative promosse, attraverso interviste, corsi e lezioni di carattere esoterico, storico e culturale, programmi di musica massonica e riprese anche in diretta di convegni e manifestazioni.

Le Gran Logge sono diventante anche eventi culturali

Le Gran Logge, pur conservando la loro funzione di massime assise interne dell’Ordine, si sono trasformate in un annuale appuntamento che costituisce, anche per il mondo profano, un’ importante occasione di incontro e confronto con i liberi muratori in cui vengono affrontati temi nodali. La partecipazioni di insigni studiosi, intellettuali, scienziati e artisti ai dibattiti e agli spettacoli, organizzati contemporaneamente ai lavori rituali, sono la dimostrazione dell’attenzione del mondo culturale e scientifico al nuovo corso impresso al Grande Oriente.

Quel serrato dialogo con la società

Ma non solo le Gran Logge sono diventate un momento di apertura al mondo profano. Altre innumerevoli iniziative organizzate dalla Giunta adempiono a questa funzione di divulgazione del pensiero della liberamuratoria in modo da evidenziarne la trasparenza, a partire dal tradizionale appuntamento del XX Settembre, che da riunione autocelebrativa di un passato glorioso ma consegnato alla storia, si è trasformato in un momento di riflessione e dibattito sui temi cari al pensiero massonico, coinvolgendo personalità come i premi Nobel Rita Levi Montalcini e Rigoberta Menchú e illustri studiosi profani. Numerosi sono stati i convegni e le giornate di studio organizzate a livello nazionale e locale dove non solo si sono affrontati i tradizionali temi storici ed esoterici, come era avvenuto in passato, ma si sono discussi problemi come quello della laicità dello stato, dell’istruzione pubblica, della bioetica, della globalizzazione, dei diritti umani, del fenomeno dei fondamentalismi, che mettono in pericolo la pace e fomentano l’odio e la guerra. E questi momenti di riflessione si sono svolti ponendo a confronto, intorno a uno stesso tavolo, uomini di fedi religiose e idee politiche diverse con lo stesso spirito di dialogo e rispetto con cui si riunivano, agli albori della liberamuratoria speculativa, i massoni inglesi nelle taverne londinesi.

Dalla scuola pubblica ai diritti umani, le grandi battaglie

In questi anni il Grande Oriente d’Italia si è impegnato nelle grandi battaglie a favore della scuola pubblica, per la libertà di ricerca scientifica, per la riaffermazione del pensiero laico, per i diritti delle minoranze e perché la globalizzazione possa essere tale anche per i diritti umani, per la valorizzazione dell’arte e della cultura italiana. Grazie a questa incisiva presenza nella società, la massoneria è oggi tornata ad assumere un importante ruolo attivo e ha riconquistato una propria riconosciuta presenza costruttiva e propositiva.

Le azioni legali in difesa del diritto a essere massone

Anche l’energica e determinata azione legale in difesa della onorabilità e dei diritti costituzionali di cui i massoni, come cittadini di uno stato di diritto e democratico, devono godere, ha ottenuto notevoli risultati. Nel 2001 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha accolto il ricorso presentato dal Grande Oriente contro la legge regionale delle Marche, che obbligava chi concorre per cariche pubbliche a dichiarare la propria «non appartenenza alla massoneria», condannando lo stato italiano per aver violato, in pregiudizio dei massoni, la libertà di associazione. Solo nel 2005 la Regione Marche ha abrogato le norme che discriminavano i liberimuratori. Il 31 maggio 2007 la Cedu ha accolto un altro ricorso proposto contro la legge regionale delle regione autonoma Friuli Venezia Giulia (1/2000), ravvisando una disparita di trattamento rispetto alle altre associazioni non segrete. Lo Stato fu condannato al pagamento delle spese.

Biblioteca e archivio storico aperti agli studiosi

Con il nuovo millennio si è aperta una stagione di rispetto, di dialogo, di confronto con il mondo profano che chiede sempre di più di conoscere, di capire la liberamuratoria. Ed è allo scopo di rispondere a questa voglia d’informazione e conoscenza che la Biblioteca centrale del Grande Oriente, dopo anni di totale abbandono, è stata completamente rinnovata e si è arricchita di migliaia di volumi diventando una prestigiosa struttura culturale, nell’ambito della quale si tengono con frequenza presentazioni di libri, incontri e discussioni con autori, editori e intellettuali, profani e non. Lo stesso vale per l’archivio storico che è stato aperto agli studiosi che hanno potuto accedere alle fonti originali per completare i loro studi e dare alle stampe fondamentali opere storiche. Un’apertura, questa voluta dal Gran Maestro Raffi, che sta contribuendo a far capire all’opinione pubblica chi sono davvero i massoni, che sono uomini che non hanno certezze dogmatiche né si ritengono depositari di nessuna verità, ma al contrario sono uomini del dubbio, che sanno di non sapere, e che nelle logge non tramano o complottano ma studiano e si impegnano a essere laici, aperti e tolleranti, proprio perché diversi e molteplici sono i modi di essere degli uomini nella società.

Ritualità e ricerca esoterica

Si può sicuramente dire dunque che il rispetto di cui la massoneria di Palazzo Giustiniani gode ora da parte del mondo profano è anche il frutto di un franco esercizio di responsabile autocritica sul proprio passato e di un continuo interrogarsi sui modi di rapportarsi e di comunicare con la società civile, con la capacità di presentarsi con le proprie idee, principi e proposte, rivendicando con orgoglio la propria tradizione e il proprio modo di essere, al fine di contribuire al dibattito culturale e sociale e al benessere dell’umanità in modo critico e originale. Ma la trasparenza, il dialogo con la società, il dibattere temi d’attualità non ha voluto dire rinunciare al senso della riservatezza, che deve riguardare i lavori rituali e la vita privata dei fratelli. La ricerca esoterica e la ritualità costituiscono una parte fondamentale della tradizione massonica del Grande Oriente. Il lavoro nelle logge è rimasto il principale mezzo per il miglioramento dei massoni e il rito e la simbologia sono un momento indispensabile per la maturazione e la crescita dell’iniziato e quindi, di conseguenza, dell’officina e dell’Istituzione. Non è diminuito il secolare impegno di sostegno umano e finanziario verso diverse istituzioni, massoniche e profane, che svolgono un’azione di solidarietà nei confronti dei più deboli e di tutela dei diritti umani.

Le relazioni con le altre Obbedienze

Questa nuova immagine seria e positiva che il Grande Oriente ha acquisito in questi anni ha avuto ricadute positive anche nelle relazioni con le Obbedienze massoniche regolari e si sono ottenuti concreti risultati sul piano della credibilità. In questo quinquennio si è registrato un costante aumento di reciproci riconoscimenti e la ripresa di alcuni rapporti (Svizzera, Spagna, Belgio e Portogallo) in passato sospesi o interrotti a causa delle note vicende del decennio scorso.

La riforma elettorale- Un Maestro, Un Voto

L’apertura verso l’esterno è stata anche accompagnata, durante la Gran Maestranza di Raffi, da una vigorosa azione di rinnovamento della struttura e da significative riforme per eliminare disfunzioni organizzative e procedure elettorali che potevano favorire fenomeni riprovevoli come i voti di scambio o la creazione di logge solo a fini elettorali. Il riferimento è alla riforma elettorale fondata sul principio Un Maestro, Un Voto approvata nel 2000, che impedisce condizionamenti interni ed esterni, rende inutile la costituzione di logge per meri fini elettorali e assicura la libertà e la segretezza del voto. E della quale un altro punto qualificante è stata l’introduzione del sistema della lista bloccata (il voto per il Gran Maestro vale anche per i membri della Giunta da lui proposti), che ha evitato il rischio di giunte difficilmente governabili perché composte con membri di altre liste. Lo stesso principio è stato applicato per l’elezione dei presidenti e dei dignitari dei Collegi circoscrizionali dei Maestri Venerabili.

Le case massoniche- Le grandi manifestazioni

Un altro grande sforzo è stato inoltre fatto nella direzione della razionalizzazione e miglioramento delle strutture amministrative e nell’acquisizione di nuove case massoniche – l’ultima Casa Nathan, inaugurata a Roma il primo marzo scorso- per consentire i lavori delle logge in templi prestigiosi e funzionali. Una parola infine sulle manifestazioni di grande respiro organizzate dal Grande Oriente, come quella memorabile del 2005 in occasione del bicentenario della propria fondazione o quella per i 150 anni dell’Unità d’Italia, cui fu intitolata la Gran Loggia del 2011.

Gustavo Raffi
Note biografiche

Nato a Bagnocavallo (Ravenna) il 4 gennaio 1944, Gustavo Raffi, Gran Maestro uscente del Grande Oriente d’Italia, è avvocato civilista con specializzazione in diritto commerciale e marittimo, patrocinante in Cassazione, e saggista. È stato segretario provinciale del partito repubblicano dal 1989 al 1990 e consigliere nazionale nel biennio 1990-92. Presidente del comitato regionale dell’Associazione Mazziniana e proboviro nazionale dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini, ha ricoperto l’incarico di Consigliere d’amministrazione della casa editrice “Archivio Trimestrale” e revisore dell’Istituto di studi per la storia del movimento repubblicano. Iniziato in massoneria nel 1968 nella Loggia “Dante Alighieri” di Ravenna fu elevato al grado di Maestro nel 1970. Fondatore della Loggia “La Pigneta n. 676” di Ravenna, della quale è stato più volte Maestro Venerabile, è stato membro della Corte Centrale nel quinquennio 1985-90 ed ha ricoperto la carica di Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili dell’Emilia-Romagna per due mandati. Grande Oratore dal 1990 al 1993, è stato eletto Gran Maestro della Massoneria Italiana il 20 marzo 1999 e riconfermato per un altro quinquennio nell’aprile 2004 e successivamente dal 2009 al 2014.

Le Allocuzioni, i Manifesti e le Relazioni Morali del Gran Maestro Gustavo Raffi dal 1999 al 2013 sono raccolte nel libro Indietro non si torna edito da Tipheret a cura di Alberto Jannuzzelli e con prefazione di Massimo Teodori. Tra gli altri saggi di Raffi: In nome dell’Uomo a cura di Gerardo Picardo, prefazione di Paolo Peluffo, Mursia editore e l’intervista a Paolo Gambi dal titolo Massoneria: una nuova primavera, Gangemi editore.



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