Grande Oriente d’Italia, festa per i 70 anni della Repubblica – affaritaliani.it

Grande Oriente d’Italia apre a Reggio Emilia le celebrazioni per i 70 anni della Repubblica. Convegno pubblico il 20 febbraio con Marieli Ruini, nipote di Meuccio, padre della Costituzione.

Marieli Ruini, nipote di Meuccio, il padre della Costituzione italiana, sarà ospite d’eccezione a Reggio Emilia nel convegno di studi del prossimo 20 febbraio che inaugura le celebrazioni del Grande Oriente d’Italia per i 70 anni della Repubblica. Meuccio Ruini fu anche esponente del Grande Oriente dai primi del Novecento.

La Massoneria italiana celebra l’anniversario con “Repubblica70”, una rassegna di convegni culturali che toccherà varie città, luoghi simboli dell’Italia per parlare di fatti e personaggi della nostra storia più recente e sensibilizzare gli abitanti della nazione, soprattutto i più giovani, a conoscere l’identità e i fondamenti della comunità in cui vivono. Partendo proprio dalla Costituzione, dai suoi principi e dai suoi valori inderogabili su cui si fonda la Repubblica italiana nata dal referendum del 2 giugno 1946 che è una data storica anche sul piano dei diritti perché vide le donne esprimersi per la prima volta alle urne.

“La scelta di Reggio Emilia come prima tappa della rassegna culturale che porteremo in tutta Italia – spiega il Gran Maestro Stefano Bisi – è stata obbligata. Reggiani sono il Tricolore e Meuccio Ruini che ha presieduto la Commissione dei 75 incaricata dal 1947 di redigere la nostra Costituzione. La relazione di Ruini che accompagnava il progetto costituzionale è ancora oggi di grande attualità in ogni suo aspetto e sarà interessante ascoltare dalla professoressa Marieli Ruini, profonda conoscitrice degli scritti di suo nonno, il profilo dell’uomo, del politico, del giurista e, chissà, magari anche del massone, visto che il Grande Oriente d’Italia si onora di averlo avuto al suo interno”.

“Aggiungo – ha detto il Gran Maestro – che la professoressa Ruini è una studiosa dei fenomeni sociali e sarebbe interessante avere da lei il raffronto della nostra società, quella di ieri e quella di oggi, per capire come l’Italia sia cambiata nell’idea di chi, come suo nonno Meuccio, l’aveva pensata. E, soprattutto, per dare oggi un senso alla scelta che i cittadini fecero quel 2 giugno di settant’anni fa. Ecco perché invito a intervenire soprattutto i giovani perché sono loro, più di tutti, che hanno bisogno di testimonianze per costruire il futuro con coscienza e responsabilità”.

“Il Tricolore e la Repubblica. Simbolo dell’Unità e principio fondamentale (articolo 12 Costituzione) di valori per i nuovi italiani” è il titolo del convegno che si terrà il 20 febbraio (ore 10) a Reggio Emilia presso la Sala del Capitano del Popolo, in Piazza del Monte 2 e che sarà introdotto da Giangiacomo Pezzano, presidente circoscrizionale dell’Emilia Romagna. Porteranno contributi lo storico Giovanni Greco, il giurista Angelo Scavone, entrambi dell’Università di Bologna, e Marieli Ruini, sociologa e antropologa, già docente dell’Università La Sapienza di Roma. I relatori approfondiranno il percorso dell’Italia verso la democrazia, evidenziando luci e ombre di un processo complesso e tardivo, rispetto a paesi di più antica tradizione democratica. Al Gran Maestro Stefano Bisi sono state affidate le conclusioni del convegno.

Scheda. Meuccio Ruini nacque a Reggio Emilia nel 1877 e morì nel 1970, quasi centenario. Avvocato, deputato nella 24esima e 25esima legislatura nelle file dei radicali, condivideva con Nitti l’interesse per la questione meridionale e il progetto di espansione produttiva del paese. In precedenza aveva aderito alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia raggiungendo la carica nazionale di Consigliere dell’Ordine. Nella sua lunga attività politica, interrotta solo durante il ventennio fascista (nell’ultimo periodo fu attivo nella lotta clandestina al regime), fu responsabile di vari dicasteri, presidente del Consiglio di Stato prima e dopo la seconda guerra mondiale, presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, senatore e poi senatore a vita. Il suo nome è legato alla nascita della Repubblica italiana per aver presieduto la Commissione dei 75 che elaborò il progetto costituzionale poi presentato all’Assemblea Costituente.

L’articolo del 15 febbraio 2016 su Affaritaliani.it



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