Gran Maestro Bisi commemora i martiri del 1859 e i Cacciatori del Tevere. Si celebra anche 70° anniversario della liberazione

Il Gran Maestro Stefano Bisi si è recato a Perugia per deporre insieme al presidente del Collegio umbro Antonio Perelli una corona al monumento dei martiri, tra cui molti massoni, del 20 giugno 1859, fucilati o caduti negli scontri con le truppe papaline dopo una breve ma strenua resistenza.

Una data che la città conserva nel suo dna come momento di sconfitta ma anche di stimolo per la rinascita, avvenuta l’anno successivo, nel 1860, quando Luigi Masi, il generale medaglia d’oro che era stato vice presidente dell’Assemblea Costituente della Repubblica Romana, alla guida di una colonna di volontari, la liberò e liberò numerosi altri territori dell’Umbria e dell’alto Lazio dalle truppe francesi e dal dominio dello Stato Pontificio.

Masi era al comando di una formazione che si chiamava “Cacciatori del Tevere”, di cui facevano parte patrioti e numerosi perugini spinti dal desiderio di vendicare le stragi del 20 giugno. Fra loro anche due valorosi massoni: Carlo Bruschi e Giuseppe Danzetta. Compiuta la missione il corpo si sciolse e la maggior parte di loro confluì nei Cacciatori delle Alpi. Oggi una lapide li commemora in via Masi a Perugia. Ma il 20 giugno coincide con un altro storico anniversario: l’ingresso delle Forze Alleate a Perugia, di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario. La scelta di questa data non fu casuale, ma avvenne su espressa richiesta avanzata all’esercito di Liberazione da parte di Mariano Guardabassi, massone e animatore della Resistenza locale insieme ad altri fratelli. Gli alleati capirono e attesero il momento giusto, dando così ai perugini e all’intera regione l’occasione di celebrare nello stesso giorno due ricorrenze memorabili, entrambe nel segno della democrazia e della libertà.



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