Gran Maestro a Rieti, tornata speciale della Loggia Sabina Ludovico Petrini

Il maestro venerabile Claudio Capalbo ha definito ‘speciale’ la tornata rituale della sua loggia, la “Sabina Ludovico Petrini” (1243) di Rieti, realizzata il 28 ottobre nella casa massonica di Labro, dedicata proprio al reatino Ludovico Petrini, patriota risorgimentale. I motivi, come lui stesso ha spiegato, sono tanti: sicuramente la presenza del Gran Maestro Stefano Bisi e di tanti ospiti prestigiosi, l’installazione dei due membri onorari Sergio Bellezza e Tiziano Franceschini, ma, soprattutto, quella condizione di percezione intuitiva immediata che si è avvertita sin dall’ingresso nel Tempio, manifestata durante la tornata e confermata, con scambio di impressioni, durante la frugale cena di fine lavori.

“Belle e speciali sono state le parole espresse dal Gran Maestro nella sua allocuzione – ha precisato il maestro venerabile – in cui alla bellezza del Tempio si è affiancata la forza e il calore che lo stesso trasferisce ai presenti, esortando poi tutti ad attuare e vivere con coraggio una Massoneria del cuore, affinché in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo possa diventare un faro, un punto di riferimento”.

Questa esortazione ha di fatto stimolato l’orgoglio di appartenenza all’Istituzione e anche una considerazione: la Massoneria, presente in modo “discreto” nel territorio reatino, da oltre centocinquant’anni, appena si è manifestata attraverso l’Associazione Amici della Sabina, con la pubblicazione di due libri e con due convegni a tema “Risorgimento e Massoneria”, ha vissuto un momento di grande interesse che è sfociato in un passaparola tendente a sapere, come e cosa fare per entrare a farne parte, tant’è che nell’arco di soli due anni e dopo attente e scrupolose selezioni, le colonne della Ludovico Petrini sono diventate così solide da potersi consentire una “gemmazione”.

“Con questi presupposti – ha ribadito il maestro venerabile Capalbo – e con l’incitazione che deriva dalle parole di introduzione di una recentissima Lettera aperta ai Massoni d’Italia, “ben pensare, ben dire, ben fare”, credo che la Massoneria nella Sabina possa rivivere, quei momenti di splendore risorgimentale, in grado di dare a questo territorio da secoli sfruttato e dimenticato, il lustro che sino ad oggi solo alcuni nostri grandi fratelli del passato gli hanno saputo dare”.



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