Gran Loggia 2019. Il mondo dei libri con il Servizio Biblioteca

La Gran Loggia 2019 “Tra Terra e Cielo” ha dedicato ampio spazio alla cultura e attraverso il Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia ha reso protagonisti i libri con una serie di incontri, aperti a tutti, al Palacongressi di Rimini. Tanti i titoli presentati in rassegna il 5 e 6 aprile.

Massoneria e totalitarismi nell’Europa tra le due guerre” di Marco Cuzzi, Santi Fedele, Marco Novarino (FrancoAngeli). Nell’Europa tra le due guerre la diffusione del fenomeno totalitario procede di pari passo con quello dell’avversione alla Libera Muratoria e della persecuzione dei suoi aderenti. Alle prese di posizione dei primi congressi dell’Internazionale Comunista che danno l’ostracismo alla Massoneria considerata “strumento della borghesia”, fa riscontro la lotta contro di essa ingaggiata dal fascismo al potere con l’uso combinato della violenza squadrista e della legislazione antimassonica. Con non minore rapidità con la quale il nazismo pervenuto al governo del Reich procede all’annientamento della Massoneria, i franchisti avviano, sin dai giorni immediatamente successivi allo scoppio della guerra civile spagnola, l’eliminazione sistematica dei Liberi muratori che cadono nelle loro mani. La persecuzione antimassonica culminerà nella parossistica campagna propagandistica e nell’implacabile caccia al massone messa in atto in Francia, Belgio, Olanda, Norvegia, Jugoslavia, Romania, da governi fantoccio o movimenti asserviti all’occupante nazista, senza che ciò riesca tuttavia a impedire una significativa presenza dei Liberi muratori nel movimento resistenziale dei rispettivi paesi.

Marco Cuzzi, insegna Storia contemporanea nell’Università statale di Milano. Si occupa di storia del confine orientale d’Italia, della dimensione internazionale del fascismo e di storia dei Balcani nel Novecento, con particolare riferimento alla Jugoslavia. Recentemente ha pubblicato “Dal Risorgimento al Mondo nuovo. La massoneria italiana nella Prima guerra mondiale” (2017). Santi Fedele,  Gran Maestro Onorario e Gran Maestro Aggiunto uscente (2014-2019) del Grande Oriente d’Italia, insegna Storia contemporanea nell’Università di Messina. Si è dedicato allo studio dei partiti e dei movimenti politici del Novecento italiano con particolare riferimento ai filoni della democrazia laica e repubblicana e del socialismo libertario. Tra i suoi lavori “La massoneria italiana nell’esilio e nella clandestinità 1927-1939” (2005), “Alessandro Tedeschi, Gran Maestro dell’esilio” (2008), “Massoneria ed Europa. 300 anni di storia” a cura di Santi Fedele e Giovanni Greco (2017). Marco Novarino, insegna Storia contemporanea nell’Università di Torino. Si è prevalentemente dedicato allo studio della Spagna contemporanea, del movimento libertario internazionale e dei rapporti tra massoneria e partiti politici. Tra le sue pubblicazioni “Tra squadra e compasso e sol dell’avvenire. Influenze massoniche sulla nascita del socialismo italiano” (2013), “Compagni e liberi muratori. Socialismo e massoneria dalla nascita del Psi alla grande guerra” (2015), “Solidarietà e percorso iniziatico. L’impegno della massoneria contro vecchie e nuove povertà” con Sergio Rosso (2018). 

“Solidarietà e percorso iniziatico. L’impegno della Massoneria contro vecchie e nuove povertà” di Marco Novarino e Sergio  Rosso (Bonanno Editore). In questo libro, suddiviso in due parti, viene delineato con competenza il senso profondo che riveste la solidarietà massonica dalle sue origini fino ai nostri giorni. Le pagine di Marco Novarino tracciano, sotto il profilo storico, il percorso della solidarietà massonica, declinata in alcuni momenti con la beneficenza e in altri con la filantropia a partire dalle corporazioni medievali fino ai primi anni del Novecento. In queste fasi il germogliare di iniziative promosse e sostenute dalla Libera Muratoria dimostra inconfutabilmente che la solidarietà non è un percorso del nostro presente ma fa parte della storia della massoneria; non a caso confrontando le esperienze del passato con quelle attuali, è possibile trovare considerevoli similitudini. Fra le associazioni di ispirazione massonica più antiche sopravvissute nel tempo vi sono gli Asili Notturni Umberto I di Torino, dei quali, nella seconda parte di questo libro ci parla diffusamente Sergio Rosso, Gran Maestro Onorario e Gran Maestro Aggiunto uscente (2014-2019) del Grande Oriente d’Italia e Presidente degli Asili Notturni di Torino. Nel suo intervento Rosso chiarisce che questa centenaria istituzione non ha mai nascosto, pur senza ostentarlo, che il valore della solidarietà è una naturale conseguenza di quella crescita interiore che si realizza durante i lavori svolti sotto la volta stellata del Tempio massonico, alimentandosi e introiettando cultura e spiritualità. Prendendo come esempio l’esperienza degli Asili Notturni di Torino ultimamente sono nate numerose associazioni, coordinate dalla Federazione Italiana di Solidarietà Massonica, delle quali viene tracciata una breve descrizione del loro operato.

Sergio Rosso, imprenditore torinese, dal 1983 è presidente degli Asili Notturni Umberto I di Torino, ente morale in prima linea per la cura e l’assistenza dei poveri e degli ammalati, e dal 1999 fondatore della struttura Piccolo Cosmo. Gran Maestro Onorario e Gran Maestro Aggiunto uscente (2014-2019) del Grande Oriente d’Italia, è da sempre impegnato nelle opere di solidarietà massonica che si occupano di indigenti e dei senza tetto, per i quali lavora da molti anni senza sosta al fine di trovare soluzioni concrete alle tante problematiche che investono coloro che vivono alla “periferia del mondo”, attivando anche soluzioni a tutela della loro salute e dando vita alla più grande rete odontoiatrica gratuita nel nostro paese.Marco Novarino, insegna Storia contemporanea nell’Università di Torino… (v. sopra)

“Maestri per la città. Sindaci massoni    nell’Ottocento” e “Maestri per la città. Sindaci massoni nel Novecento” a cura di Giovanni Greco (Tipheret). Centocinquanta sindaci massoni, centocinquanta “cittadini militanti”, per usare un’espressione di Paolo Pansa riferita al sindaco Lando Conti. Da Bolzano a Taormina, nelle grandi come nelle piccole comunità; un patrimonio di idee e di realizzazioni veramente straordinario, dove ognuno di questi sindaci ha portato una parte cospicua di sé riuscendo spesso a concretizzare i sogni della propria vita: la gente di talento è la risorsa più grande di una nazione dal conte di Cavour a Gabriele Albertini, da Giuseppe Zanardelli a Francesco Angelini. Un viaggio verso la libertà attuata da amministratori locali noti o meno noti, dai tre sindaci della capitale con circa tre milioni di persone a piccoli comuni con poche anime, ma tutti sindaci operosi, onesti e liberi sotto ogni profilo. E questi sindaci, insieme a tanti altri, hanno fatto brillare le loro luci, a maggior ragione nel contesto politico attuale dove spesso più marce sono le mele e meno i cittadini italiani pretendono dal cesto.

Giovanni Greco, già professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà dell’ateneo felsineo, ha insegnato presso le Università di Salerno, di Modena e Reggio Emilia, di Bologna e presso l’Accademia Militare di Modena. Ha lavorato in sette facoltà: Lettere e Filosofia, Scienze umane, Magistero, Scienze politiche, Lingue e letterature straniere, Giurisprudenza, Scienze della formazione. Ha al suo attivo 235 pubblicazioni di cui 65 fra monografie e curatele; tra questi si ricorda la cura del volume “Massoneria ed Europa. 300 anni di storia” con Santi Fedele (Bonanno editore). Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali e dirige riviste e collane.

“Le muse ermetiche. Esoterismo e occultismo nella letteratura italiana tra fin de siècle e avanguardia” di Mauro Ruggiero (Jouvence). .L’esoterismo è parte integrante del patrimonio culturale delle società occidentali. Essendo la letteratura espressione diretta della cultura di un’epoca, ne deriva che questa e il pensiero esoterico debbano necessariamente entrare in contatto in qualche momento del loro sviluppo storico. Nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento si ebbe in Italia un intreccio particolarmente fecondo tra questi due rami dell’albero della conoscenza umana, i cui frutti diedero nuova energia al rinnovamento culturale in atto sulla Penisola. Questo lavoro si inserisce in quel filone di studi sull’Esoterismo Occidentale il cui scopo è chiarire i rapporti esistenti tra l’occultismo e la letteratura italiana, in questo caso specifico tra XIX e XX secolo. In questo periodo, infatti, l’interesse per la dimensione occulta della realtà da parte di autori e intellettuali, tra cui spiccano i nomi di Pirandello, D’Annunzio, Pascoli, Capuana, Fogazzaro, Onofri e altri, non fu solo una moda passeggera o un fenomeno di importanza marginale, ma il segno evidente di un interesse profondo e tale da influenzare in modo significativo la loro produzione letteraria e la cultura del tempo.

Mauro Ruggiero si è laureato in Filosofia presso l’Università di Salerno e in Lingua e Cultura Italiana per Stranieri a Pisa. Ha insegnato filosofia, storia, lingua italiana e letteratura all’estero e conseguito un dottorato di ricerca in Filologia moderna presso l’Università Carlo IV di Praga. Vive nella capitale ceca dove lavora come giornalista e amministratore dell’Istituto Italiano di Cultura dell’Ambasciata d’Italia a Praga. Collabora con l’Università IV di Praga ed è consulente accademico dell’ Università tecnica di Erbil nel Kurdistan iracheno.

“Massoneria in Egitto. I miti, gli immaginari, la storia” di Barbara De Poli (Jouvence). A partire dalla spedizione di Bonaparte, questo volume segue le tracce delle logge massoniche egiziane, attraverso quasi due secoli. Al Cairo e ad Alessandria le vite di intellettuali, borghesi, militari, politici egiziani, levantini ed europei – tra i quali spiccheranno gli esuli risorgimentisti italiani – si intrecceranno all’ombra dei templi del Grande Oriente d’Egitto e della Gran Loggia Nazionale. Nel segno del più fertile cosmopolitismo, le officine diverranno luogo di espressione dei più importanti movimenti di riforma culturale e politica che a cavallo tra Otto e Novecento forgeranno l’Egitto moderno; in seguito, importanti mutamenti geopolitici sanciranno l’epilogo di quella fortunata esperienza, formalmente conclusa nel 1964. In tale lungo percorso, le logge si faranno riflesso di una storia di incontri ma anche di aspri scontri, restituendo l’immagine di una Libera Muratoria capace di farsi strumento e voce delle più importanti sfide che gli uomini di quelle epoche affrontavano.

Barbara De Poli insegna Storia contemporanea dei paesi islamici presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove coordina il Centro di Studi sul Medio Oriente Contemporaneo (CEM). Tra le sue pubblicazioni: “I musulmani nel terzo millennio. Laicità e secolarizzazione nel mondo islamico” (2007) e “Dal Sultanato alla Monarchia. La formazione culturale dell’élite nel Marocco coloniale” (2015).

“Lumen. Cappella dei Pianeti e dello Zodiaco nel Tempio Malatestiano” (Editrice Quinlan) con fotografie di Nino Migliori e testo introduttivo e citazioni a margine delle immagini di Moreno Neri che presenta il volume. I rilievi di Agostino di Duccio nella Cappella dei Pianeti e dello zodiaco del Tempio Malatestiano di Rimini fotografati da Nino Migliori a lume di candela. Nel Tempio Malatestiano di Rimini, i bassorilievi dei Pianeti si stagliano sulla faccia centrale dei pilastri. Posti in sequenza, secondo la distanza della terra, emergono dal pannello in basso del pilastro di sinistra Luna, Mercurio e Venere, Sole/Apollo sulla chiave di volta e, riprendendo dall’alto del pilastro di destra, Marte, Giove e, infine in basso, Saturno. I pianeti sono affiancati dalle loro case zodiacali, sulla faccia interna ed esterna dei pilastri: Luna con Cancro (sua unica casa, notturna), Mercurio con Vergine e Gemelli, Venere con Bilancia e Toro, al vertice dell’arco Sole con Leone (unica casa diurna), Marte con Ariete e Scorpione, Giove con Pesci e Sagittario e Saturno con Capricorno e Acquario. Questi bassorilievi che hanno un profondo significato simbolico sono stati fotografati da Nino Migliori a lume di candela; quelle opere di metà Quattrocento, immerse nel liquido amniotico della notte e raccolte da un geniale occhio contemporaneo, rivelano la loro dimensione gotica, più di quanto non possa fare qualsivoglia riflessione estetica o teologica.

Nino Migliori, fotografo. Le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale e inedita. È tra gli autori che meglio rappresentano la straordinaria avventura della fotografia che da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Moreno Neri ha curato, commentato e tradotto (dall’inglese, dal francese e dal greco antico)  opere su Pletone, sul Tempio Malatestiano e su Sigismondo Pandolfo Malatesta, uno dei patroni della rinascenza neoplatonica. Tra le sue pubblicazioni: “Macrobio / Commento al sogno di Scipione” (2007), “Giorgio Gemisto Pletone / Trattato delle virtù” (2010) e “Gotthold Ephraim Lessing – Johann Gottfried Herder / Dialoghi per Massoni” (2014), “In cerca di Ipazia” (2016).

“History of the Grand Orient of Italy” a cura di Emanuela Locci (Westphalia Press). L’idea di scrivere questo volume nasce dall’esigenza di colmare una lacuna bibliografica. Infatti, ad oggi, non esiste nella letteratura massonica un libro che tratti in maniera organica la storia della massoneria in Italia, scritto in inglese. Questo volume si propone di eliminare questa mancanza e di far conoscere a una parte del mondo, quella che si rifà alla lingua anglosassone, la storia della più importante delle Obbedienze che operano in Italia: il Grande Oriente d’Italia. Il libro curato da Emanuela Locci è composto da otto contributi, scritti da giovani ricercatori sulla materia e copre un arco temporale che inizia nel Settecento e arriva fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, tracciando attraverso un lineare percorso cronologico la storia, le vicende e le attività legate al Grande Oriente d’Italia.

Emanuela Locci laureata in Scienze Politiche e Dottore di Ricerca presso il Dipartimento Storico Politico Internazionale della Facoltà di Scienze Politiche, ha collaborato con il Centro Studi Al Mutawassit, Il Mediterraneo, di Cagliari e con il Centro Ricerche Storiche sulla Libera Muratoria di Torino. La sua ricerca si focalizza sulla storia della Massoneria nell’Impero Ottomano e nell’area del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni e curatele: “Il cammino di Hiram. La massoneria nell’Impero Ottomano” (2013), “Massoneria nel Mediterraneo. Egitto, Tunisia e Malta” (2014), “Società segrete nel Mediterraneo” (2014), “Storia della massoneria femminile. Dalle corporazioni alle obbedienze” (2017).

Sabato 6 aprile Biblioteca del Vascello

Minofessore Ordinario di iconografia e iconologia e di Scienza e filologia delle immagini (Università di Udine)… (v. sopra)

“Filosofia della Massoneria” di Johann Gottlieb Fichte (Mursia) e “La saggezza dell’acacia. Riflessioni sulla Libera Muratoria (Mimesis) di Claudio Bonvecchio «Tu non puoi esigere ragionevolmente che io ti conceda altra conoscenza dell’Ordine salvo che esso esiste». Pubblicata in Germania tra il 1802 e il 1803, in forma anonima e sotto forma di lezioni, la Filosofia della Massoneria è opera di uno dei più grandi esponenti del Romanticismo tedesco: Johann Gottlieb Fichte. Lo spirito che anima gli interventi di Fichte, che si possono considerare delle vere e proprie Lezioni Magistrali, fa emergere con forza e rigore la centralità della Tradizione iniziatica ed esoterica. Per Fichte la Tradizione non richiede prove storiche e tanto meno modalità razionali che ne attestino l’autenticità. L’essenza della Libera Muratoria, alla quale il filosofo era iniziato, non consiste allora nella sua storia, ma nel fatto che esiste nel cuore di chi ad essa aderisce. Fichte dimostra di aver compreso, così, seppure in un’aura romantica, l’essenza esoterica della Libera Muratoria: la ricerca dell’Assoluto, della Totalità, dell’Essere.

Johann Gottlieb Fichte, (1762 – 1814) filosofo tedesco, continuatore del pensiero di Kant e iniziatore dell’Idealismo tedesco.

La Libera Muratoria non è una società segreta. È una società iniziatica: vuol dire che i suoi membri cercano nella loro interiorità le risposte alle domande fondamentali che una persona deve porsi per essere se stessa. Sono le domande sul senso della vita, della morte, del mondo, della società, del progresso, del bene e del male. Certo, innumerevoli possono essere le risposte a tali interrogativi. La Libera Muratoria ritiene, però, di essere in grado di possederne una, quella maturata nel corso dei secoli e che vede nella via esoterica la strada maestra per giungere alla Verità e alla Luce. Essa si fonda sul presupposto di pensare tutto ciò che ci circonda – ossia le cose che vediamo e quelle che non vediamo – come la biunivoca unione del soggetto che ciascuna persona è e la realtà che sta al di fuori di lei. Rendersi conto di questo significa pensare la persona e il mondo non più come entità separate, ma come un tutto unico, in cui si può – e si deve – vivere armonicamente in spirito di pace, di gioia, di tolleranza, di fraternità e di libertà. Gli scritti raccolti in
“La saggezza dell’acacia. Riflessioni sulla Libera Muratoria” (Mimesis) di Claudio Bonvecchio – e dedicati al Gran Maestro Stefano Bisi – vogliono essere un modesto contributo per tutti coloro che, oltre a “conoscere” vogliono “vivere” l’esperienza della Libera Muratoria. “Per questo da chi bussa alla porta del Tempio per chiedere di essere iniziato, la Libera Muratoria esige una scelta netta ed inequivocabile. Esige che l’iniziando sia disposto – nell’assoluto rispetto per le leggi della Repubblica Italiana, della morale e della civile convivenza – ad “abbandonare”, simbolicamente, la vecchia vita per rinascere ad una nuova: diversa, migliore, più piena e cosciente. Esige che l’iniziando venga messo alla prova e si metta alla prova, scontrandosi con gli aspetti più controversi e nascosti del proprio essere. È a tutti noto che bisogna saper morire, simbolicamente, per poter rinascere realmente.”

Claudio Bonvecchio, filosofo (ha insegnato nelle Università di Palermo, Trieste e Varese), è uno dei massimi esperti italiani di simbolica e di esoterismo. E’ neo eletto Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia dove è Grande Oratore uscente (2014-2019). Tra i suoi lavori: “Il sacro e la cavalleria” (2005), “Esoterismo e Massoneria” (2007), “L’illuminismo dei Rosa-Croce” (2011), “L’ora del dialogo: il Papa, la Chiesa, la Libera Muratoria” (2014), “Filosofia del Natale. L’itinerario di un simbolo” (2014), “Il mito della Pasqua” (2016), “Iniziazione e tradizione” (2018).

“Cosmogonie &  Cosmologie. Una breve storia delle rappresentazioni, dal simbolo alla fisica” di Pietro Oliva (La Lepre Editore). Un libro pieno di bellissime illustrazioni a colori, che offre un’ampia rassegna di come le diverse civiltà hanno immaginato le origini del nostro Universo. Uno splendido arazzo, che attinge alla mitologia, all’antropologia, alla filosofia, alle fiabe e alla storia delle religioni, non trascurando ma anzi dando ampio spazio alle moderne teorie della fisica sull’origine del Cosmo. L’autore, astrofisico, si chiede se la visione scientifica del cosmo abbia qualcosa in comune con i miti del passato, fin dai primi graffiti sulle pareti delle caverne. Particolare cura viene dedicata al significato di molte parole, che troppo spesso vengono utilizzate in modo scorretto nel linguaggio comune. Parlare male spesso significa pensare ancora peggio.

Pietro Oliva, astrofisico, appassionato di simbolismo e storia delle religioni, si è specializzato ad Heidelberg presso il Max-Planck-Institut für Kernphysik e presso la Bergische Universität Wuppertal. Dal 2012 lavora come Ricercatore Associato e Professore Aggregato di Fisica Generale II con l’Università Niccolò Cusano di Roma. Dal 2016 collabora inoltre con l’Università Roma Tre di Roma presso la sezione di Nanoscienze e nanotecnologie nel Dipartimento di Scienze nel gruppo di Fisica, in stretta collaborazione con il Prokhorov General Physics Institute dell’Accademia delle Scienze Russa di Mosca.

Terra nostra! La conquista della Libia e i movimenti islamici tra misticismo e lotta armata a cura di Eugenio Viola e Thierry Zarcone, maestro venerabile della Loggia di Ricerca Villard de Honnecourt. Nel pomeriggio del 3 ottobre 1911, con un cannoneggiamento dei fortini turchi che difendevano la baia e il porto di Tripoli, cominciava la nuova avventura coloniale italiana, dopo il disastro abissino e il massacro di Adua. Da allora le vicende libiche non hanno mai cessato di segnare per più versi la politica, l’economia e la stessa vita sociale italiana. Il colonialismo italiano ha mostrato in Libia un volto ambiguo, spesso palesemente ignaro di alcune realtà culturali – e religiose – che dovevano influire sulla resistenza araba. Una di queste era certamente il tessuto di confraternite che univano saldamente interessi economici, assistenziali e religiosi, fino a farne un imprescindibile carattere identitario: e tra tutte quella dei Senussi fu la confraternita che più efficacemente ispirò la lotta contro l’invasore europeo, in Libia come era accaduto e accadeva in altre parti del Mahgreb. Lo Stato maggiore italiano, appena si rese conto dell’errore commesso nella illusione di uno spontaneo sollevamento arabo contro i turchi in favore dei nuovi occupanti, incaricò un ufficiale noto per cultura e finezza di analisi di redigere un dettagliato studio su questa sconosciuta realtà. Ne nacque il rapporto – ultimato a nemmeno un anno dal primo sbarco – totalmente dimenticato e che qui viene ripresentato.

Thierry Zarcone direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi e l’Ecole Pratique des Hautes Etudes dell’Università Sorbonne e Maestro Venerabile della Loggia di Ricerca Villard de Honnecourt della Grande Loge Nationale Française. I suoi studi si concentrano principalmente sul mondo islamico e sui suoi rapporti con la massoneria e con il sufismo nell’Impero Ottomano, in Turchia e in Asia Centrale. Tra le sue pubblicazioni: “Secret et sociètés secrètes en Islam. Turquie, Iran et Asie centrale, XIXe-XXe siècles. Franc-Maçonnerie, Carboneria et Confréries soufie” (2002) e la direzione, con la collaborazione di Jean-Marie Mercier, dello studio “La fabrique de la Franc-maçonnerie française. Histoire, sociabilité et rituels, 1725-1750” (2017). Gianni Eugenio Viola, già direttore per le Attività Culturali dell’Istituto della Enciclopedia Italiana-Treccani, per circa un ventennio si è dedicato allo studio del complesso fenomeno delle avanguardie del Novecento. Ha insegnato in numerose università italiane e straniere,  tenendo seminari e un corso curricolare presso la New York University (1989-92) e alcune conferenze presso la Columbia University (1992 e 1993).  Attualmente unisce all’insegnamento (dal 2007 è docente presso la Scuola Superiore di Dottorati dell’Università di Siena) l’attività editoriale: dirige a Roma la casa editrice Edizioni Biblioteca d’Orfeo, che ha fondato nel 1997, e dirige la collana ‘Alia: viaggi, avventure, idee’ presso l’editrice L’Epos di Palermo.



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