Gran Loggia 2015. Libri, gli appuntamenti del Servizio Biblioteca

Venerdì 10 aprile
Ore 14.00: Il Gran Maestro Stefano Bisi presenta Allende massone di Juan Gonzalo Rocha (Mimesis)

All’età di 27 anni, Salvador Allende Gossens diviene massone, fedele a una tradizione familiare che risale al nonno paterno, figura indelebile nella memoria del nipote, il dottore Ramón Allende Padín, che pagava le medicine dei suoi pazienti indigenti ed era stato eletto Gran Maestro della Gran Loggia del Cile. Nei discorsi rivolti ai Fratelli, Allende riconosce in sé tutta l’influenza dei valori di questa Istituzione, “né una setta né un partito”, che educa alla tolleranza e al perseguimento dei principi di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. È un socialista che combatte contro le tentazioni discriminatorie ai danni dei massoni nel suo partito, e che altrettanto farebbe all’interno della sua Obbedienza massonica, se essa, errando, dichiarasse delle pregiudiziali politiche. Eppure ciò è un aspetto finora rimasto nell’ombra. Per la prima volta, con tanta ricchezza di documenti, la ricerca di Juan Gonzalo Rocha – giornalista cileno “profano” e obiettivo – dimostra come “la presenza della Massoneria attraversa l’intera esistenza di Salvador Allende, dall’infanzia all’ultimo istante di vita”. Del resto, la storia della Massoneria nell’America Latina è sempre stata intrecciata con le lotte di liberazione nazionale e con il progresso civile dei popoli di questo continente. La correttezza democratica del “compagno Presidente”, la sua onestà politica e intellettuale portata al sacrificio della propria vita, fanno parte di questa storia, sono uno dei suoi più grandi capitoli. Sono il testamento di Allende, massone.
JUAN GONZALO ROCHA, nato in Angola, è un giornalista cileno dalla lunga esperienza. Inizia la sua carriera professionale con “El Correo de Minería”, mentre a partire dal 1960 lavora come cronista politico specializzato de “Las Últimas Noticias”. Nel 1987 è tra i fondatori del periodico “La Época”, poi fa parte de “La Nación” (1997). Per le sue inchieste, ha viaggiato negli Stati Uniti, in Argentina, Perù, Paraguay e Panama, ottenendo diversi premi. Allende masón. La visión de un profano è stato pubblicato per la prima volta in Cile nel 2000.

Ore 14.30: Il Gran Maestro Stefano Bisi e il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara presentano 27° Rapporto Italia 2015 Eurispes (Eurispes)

Sempre più giovani bussano ai Templi del Grande Oriente d’Italia che cresce al ritmo di 600 nuovi affiliati l’anno – un vero e proprio record tra le Obbedienze libero muratorie di tutta Europa. E’ il dato che emerge dal rapporto 2015 dell’Eurispes “Italia: burocrazia il ‘grande fardello'” nella scheda intitolata “Mistero e Trasparenza. La Massoneria in Italia” e dedicata alle tre “più importanti” Obbedienze nel nostro paese, oltre al GOI, che è la più antica e numericamente la più consistente, la Gran Loggia Regolare d’Italia e la Gran Loggia d’Italia. In particolare, per quanto riguarda il Grande Oriente, il rapporto dell’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali fondato e presieduto da Gian Maria Fara sottolinea la capacità di aver saputo esprimere “una linea etico-politica che va dalla tolleranza interetnica alla necessità di umanizzare il libero mercato: contenuti -si sottolinea- dalle maglie larghe che consentono la convivenza di Fratelli di orientamento sia moderato che progressista”. Tra i punti qualificanti dell’attività del GOI, l’Eurispes sottolinea l’impegno a favore delle fasce deboli che ha portato recentemente alla nascita della FISM, la Federazione Italiana di Solidarietà Massonica, un organismo a disposizione delle organizzazioni di volontariato libero-muratorie che operano a favore di quei segmenti della popolazione che vivono ai margini. Il Grande Oriente d’Italia, pur nel rispetto della tradizione, ha saputo dunque rimanere al passo con i tempi, aprendosi sulla via della trasparenza ai media, alla società civile e alle istituzioni con le quali ha intrecciato un dialogo serrato sui grandi temi attraverso la promozione di convegni, seminari, iniziative scientifiche e culturali.
L’EURISPES è un istituto di studi sociali che opera dal 1982 nel campo della ricerca politica, economica, sociale e della formazione, realizzando studi e ricerche per conto di imprese, enti pubblici e privati, istituzioni nazionali ed internazionali. Nello stesso tempo promuove e finanzia autonomamente indagini su temi di grande interesse sociale, attività culturali, iniziative editoriali, proponendosi come centro autonomo di informazione ed orientamento dell’opinione pubblica e delle grandi aree decisionali che operano nel nostro Paese.
GIAN MARIA FARA dal 1982 è Presidente dell’Eurispes, dal 1990 al 1993 ha insegnato Formazione dell’opinione pubblica ed etica della comunicazione presso l’Università degli Studi di Salerno e Psicologia della Politica e dei Comportamenti di Massa presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università G. D’Annunzio di Teramo. Dal 1990 al 2002, ha insegnato “Scienze dell’Opinione Pubblica” presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Dal 2006 al 2010 ha insegnato “Scienze dell’opinione pubblica” presso l’Università LUMSA di Roma.

Ore 15.00: Guglielmo Adilardi presenta il libro fotografico Accordi di libertà. A trent’anni dalla revisione del Concordato e dall’avvio delle intese con le altre confessioni religiose della Fondazione Allori

Il libro fotografico della Fondazione Allori ripercorre le fasi della firma del Concordato con la Santa Sede nel 1984 e dell’avvio delle intese con le altre confessioni religiose. Nel volume sono riportati i testi e le immagini dei protagonisti dell’epoca e di esponenti delle massime istituzioni nazionali, del mondo religioso e della Massoneria. Il testo è stato presentato lo scorso 29 ottobre a Palazzo Giustiniani a Roma e il Gran Maestro Stefano Bisi ha partecipato all’incontro in rappresentanza della Massoneria del Grande Oriente d’Italia. Insieme a lui, si sono espressi esponenti di diverse visioni del mondo, evidenziando l’urgenza di esaminare e favorire nuovi percorsi di convivenza civile che, al di là del diritto sancito dalle democrazie, sia in grado di fornire strumenti culturali idonei al dibattito, al confronto e alla comprensione reciproca, nel rispetto di ogni identità e manifestazione, ideale, spirituale e religiosa. Il Gran Maestro Bisi ha portato al confronto la visione del mondo della Massoneria e la sua storica tradizione di ininterrotto esercizio di libertà. LA FONDAZIONE ALLORI si propone di promuovere il “Novecento” attraverso il recupero, la conservazione e la divulgazione di immagini rappresentative di un secolo che ha modificato in modo radicale la nostra vita, e che ha visto la nascita di sogni e speranze diventate realtà. La Fondazione Allori nasce dalla forte volontà di conservare una memoria storica visiva attraverso l’utilizzo di materiale proveniente dalle più grandi e storiche agenzie fotografiche che documentano l’Italia in molti dei suoi aspetti dagli inizi del XX secolo fino agli anni novanta. La novità oggi è la trasformazione del rapporto tra la memoria e la storia, le società agiscono per conservare delle tracce di quello che è stato il loro passato, ma anche per trasformare in passato le tracce del loro futuro. La Fondazione Allori nasce per contribuire alla “conservazione e trasformazione di queste tracce”, operando per il recupero e la promozione della Memoria del Novecento italiano.
GUGLIELMO ADILARDI, giornalista. Ha promosso in Prato convegni di studio fra i quali quello in occasione del ventennale (1989) dell’incontro di Savona tra il Gran Maestro Giordano Gamberini e don Rosario F. Esposito. E’ autore di numerosi saggi fra cui: Un’Antica condanna: le origini di un conflitto tra Chiesa Cattolica e Massoneria Volume I (Bastogi, 1989) e Chiesa cattolica e Massoneria: antiche lotte-nuovi orizzonti. Volume II (Bastogi, 2009). Ha pubblicato: Un sacerdote massone: Antonio Jerocades (1738-1803), Edizioni Polistampa (Firenze, 1999), per la quale è direttore della Collana “Massoneria” ed ha curato l’Estratto de’ primi travaglj della Gran Loggia Generale dell’Ordine R. della Franca Massoneria Scozz. al Rito Antico ed Accettato sotto la denominazione di G. O. in Italia (Firenze, Angelo Pontecorboli Editore, 2012).

Ore 15.30: Francesco Lepore presenta Il Purgatorio Ragionato di Francesco Longano a cura di Francesco Lepore (Palladino Editore – Istituto per gli Studi Storici del Molise)

Dopo oltre due secoli dalla stesura è possibile leggere Il Purgatorio ragionato del filosofo molisano Francesco Longano (1728-1796), allievo prediletto di Antonio Genovesi. Francesco Lepore, autore di numerosi studi di storia del cristianesimo d’età medievale e moderna, ha avuto il merito sia d’aver consigliato, nel 2005, l’acquisizione del manoscritto da parte della Biblioteca Apostolica Vaticana (dove è conservato con segnatura Vat. lat. 15366) sia di aver restituito finalmente il trattato longaniano più controverso alla comune lettura con un’edizione filologicamente ineccepibile. Francesco Lepore, attraverso un’investigazione molto attenta e documentata anche presso la Biblioteca del Grande Oriente d’Italia, spiega quello che i contemporanei di Longano non potevano sapere e cioè che nel momento in cui veniva steso Il Purgatorio ragionato l’abate molisano era certamente già a Napoli sul piè di lista della loggia La Parfaite Union e, con il grado di Maestro scozzese (4°), su quello della loggia l’Harmonie. Il suo nome figurava anche tra gli affiliati della Loggia partenopea Vittoria all’Obbedienza della Gran Loggia Nazionale de’ Regni delle due Sicilie. Il prisma della sua appartenenza massonica, che non era solo ossequio ad una moda culturale ma un tentativo profondo di capire l’Eterno codice dell’umana ragione (come lui stesso scriveva), diventa così la chiave per entrare nell’opera e capirne le inquietudini non comprese dai contemporanei.
FRANCESCO LEPORE laureato in lettere antiche è giornalista e studioso di storia del cristianesimo d’età medievale e moderna. Scrive di diritti civili per Huffington Post e cura, per la stessa testata on line, un blog interamente in latino.

Ore 16.00: Corto iniziato: Hugo Pratt e la massoneria incontro con Joël Gregogna per la presentazione del suo volume Corto l’initié (Dervy)

Corto Maltese, personaggio mitico di Hugo Pratt, è, certamente, un “gentiluomo di fortuna”, miscela di avventuriero e di dandy romantico il cui peregrinare ci porterà sulle tracce di Stevenson, Conrad e Melville, ma è anche un iniziato. Dalla Ballade de la mer salée a Mû, la Citée perdue passando per Fable de Venise, l’itinerario marittimo e terrestre di Corto è prima di tutto la metafora del viaggio interiore. Questa saga costituisce uno spazio di referenze multiple e complesse alla mitologia e all’esoterismo occidentali e orientali. Spiegando ogni volta il simbolo o mito a cui si riferisce (quali la “Fontana della rosa” o le “Clavicole di Salomone”) Joël Gregogna guida il lettore nel labirinto dell’immaginario di Hugo Pratt, immenso conoscitore in materia di esoterismo, e permette così di comprendere meglio perché Corto Maltese è lui stesso divenuto un mito quasi universale. Che le storie di Hugo Pratt siano piene di elementi magici ed esoterici è cosa nota: basta sfogliare uno qualsiasi degli album disegnati dal grande maestro veneziano per trovarsi precipitati in un universo arcano e misterioso dove nulla è come appare e tutto rimanda ad un labirinto di simboli in cui si rischia ad ogni passo di perdersi. Corto l’initié di Joël Gregogna, permette ora di superare questa difficoltà e di muoversi con sicurezza fra gli arcani dell’alchimia, della Kabbalah e delle società segrete seguendo le avventure di terra e di mare del celebre marinaio creato da Hugo Pratt che fu iniziato nella loggia Hermes all’Oriente di Venezia e all’Obbedienza della Gran Loggia d’Italia di Palazzo Vitelleschi, il 19 novembre 1976.
JOEL GREGOGNA avvocato, saggista, pittore, è autore di diversi volumi di successo che aiutano a decriptare il linguaggio esoterico nei fumetti ed è il maggiore specialista di Hugo Pratt massone. Tra le sue opere: Bande dessinée, imaginaire & franc-maçonnerie (Dervy, 2013); Vitriol Océan (Véga, 2013); La Venise d’Hugo Pratt (Dervy, 2012); Les arcanes du triangle secret (Véga, 2011); Corto l’Initié (Dervy, 2008).

Ore 16.30: Emanuela Locci presenta i volumi Il cammino di Hiram. La massoneria nell’impero ottomano, La massoneria nel Mediterraneo. Egitto, Tunisia e Malta, Società segrete nel Mediterraneo (Bastogi)

La storia dell’Istituzione massonica nell’area del Mediterraneo è al centro delle ricerche dell’autrice, che attraverso i suoi libri delinea e analizza le vicende legate alla massoneria e agli uomini che ne hanno fatto parte, all’interno dell’area del Mediterraneo. Interessante l’analisi sia delle vicende interne delle logge, sia l’impatto che la massoneria ha avuto sulle società civili, nella maggior parte dei casi di religione islamica, che si sono trovate in contatto con essa. Spesso la massoneria ha svolto un ruolo chiave nelle vicende storiche legate al paese ospitante, scopo delle ricerche è riportare alla luce questi avvenimenti e dare loro la giusta collocazione storica, tutto in un’ottica di rigorosa ricerca scientifica. Un particolare riferimento alla storia delle società segrete che animarono l’area mediterranea nel corso dell’Ottocento e del Novecento e che vede la massoneria come protagonista.
EMANUELA LOCCI è nata a Ballao nel 1974. Laureata in Scienze Politiche, Dottore di Ricerca presso il Dipartimento Storico Politico Internazionale della Facoltà di Scienze Politiche, attualmente collabora con il Centro Studi Al Matuwassit, Il Mediterraneo, di Cagliari. La sua ricerca si focalizza sulla storia dell’istituzione massonica nell’Impero Ottomano e nell’area del Mediterraneo. È autrice di diversi articoli.

Sabato 11 aprile
Ore 14.30: Claudio Bonvecchio presenta L’ora del dialogo. Il Papa, la Chiesa, la Libera Muratoria intervista di Sabatino Alfonso Annecchiarico (Mimesis)

Fede, ragione, umanesimo, spiritualità, coppie di concetti, di valori che hanno tracciato strade divergenti nella storia della Chiesa cristiana e della cultura laica. Soprattutto per impulso di Papa Francesco, il tempo di questa incomprensione sembra finalmente terminato. La Chiesa del Papa della gente torna a parlare di sentimento, ma anche di razionale confronto con la società e con la storia. Questo libro getta un ponte per il confronto più delicato, ma più proficuo. Un documento possibile per una nuova alleanza che abbia come obiettivo l’uomo. Un inizio di dialogo senza sconti da parte del razionalismo libero e maturo della cultura muratoria, ma anche senza preclusioni.
CLAUDIO BONVECCHIO è professore ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali, coordinatore del dottorato in Filosofia delle Scienze Sociali e Comunicazione Simbolica all’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) e membro di numerosi comitati scientifici e di prestigiosi istituti di ricerca italiani e stranieri. Tra le sue pubblicazioni dedicate alla simbologia e al mito politico: Il sacro e la cavalleria (2005), Esoterismo e massoneria (2007), I viaggi dei filosofi (2008), La magia e il sacro (2010).
SABATINO ALFONSO ANNECCHIARICO, scrittore, giornalista, drammaturgo, docente e ricercatore italo-argentino. Le sue attività riguardano prevalentemente la storia e la geopolitica latinoamericana e le politiche migratorie. Tra le sue opere: Cocoliche e Lunfardo: l’italiano degli argentini. Storia e lessico di una migrazione linguistica (2012).

Ore 15.00: Claudio Bonvecchio presenta Anatomia dei Quadri di Loggia nelle loro forme simboliche e allegoriche di Percy John Harvey (Edizioni Mediterranee)

Il Quadro di Loggia è una modalità di descrizione del Rituale del grado mediante immagini; viene tracciato sul pavimento della Loggia oppure su un quadro che si pone a terra in occasione delle cerimonie. In questo libro l’autore analizza e spiega le relazioni esistenti tra i testi classici della massoneria e le immagini presenti in esso. Al di là della sua complessità e dei suoi significati, il Quadro di Loggia è l’elemento simbolico essenziale per tutti i riti massonici, una sorta di promemoria che riunisce i principali simboli del grado. In senso più tecnico si può aggiungere che, in virtù della sua forma grafica, il Quadro di Loggia è una rappresentazione sinottica della Loggia stessa. La sua rappresentazione permette di trasformare un locale ordinario o un Tempio massonico in una Loggia. La sua sola presenza, associata alle luci del rito, autorizza lo svolgimento dei Lavori della Loggia, e senza di esso non può esservi una cerimonia. Pertanto è un elemento indispensabile, e riguarda tutti i massoni e tutti i riti.
PERCY JOHN HARVEY, di origine e cultura franco-britannica, oltre ad occuparsi, come ingegnere, di sistemi di automazione in ambito aeronautico e spaziale, è appassionato di iconografia religiosa e di ermeneutica. In quest’opera egli espone le sue osservazioni e le riflessioni elaborate nel corso di un trentennio di pratica massonica del Rito Scozzese Antico ed Accettato.

Ore 15.30: Claudio Bonvecchio e Moreno Neri presentano Il Bussante. Che cos’è (e non è) la massoneria a cura di Luciano Gajà, Carmelo Muscato, Moreno Neri. Prefazione di Stefano Bisi (Mimesis)

“Ora resta solo da attendere. Speriamo che, anche grazie a questo opuscolo, si siano messi da parte i preconcetti e chiuse le orecchie ai pettegolezzi. E ora di guardare in se stessi, installarvi la pace e, un bel giorno, con la benda sugli occhi, penetrare nel cuore del mistero, scoprendo una delle ultime società iniziatiche del mondo occidentale. Non ci resta che dirvi: Buon viaggio, Fratello mio”.
“Il presente opuscolo rappresenta per il Grande Oriente d’Italia una grande occasione di contatto fra l’Istituzione ed i potenziali aspiranti Fratelli. Offre in maniera chiara e con un linguaggio diretto, con un rigoroso e stimolante ordine metodologico, a chi ha intenzione di “bussare” al GOI, una visione d’insieme del sistema Massoneria, partendo dal punto di vista storico per arrivare sino ai giorni nostri. Tante e articolate domande e risposte consentono a chi si avvicina con lo spirito giusto di farsi un quadro preciso ed esauriente di noi. E poi, se lo vorrà, potrà effettuare il grande passo. Quello di chiedere l’ammissione in una delle mille logge del GOI e di incamminarsi con umiltà sulla Via della Conoscenza che può portare alla Verità”. Dalla prefazione di Stefano Bisi.
MORENO NERI, traduttore, esegeta e saggista, è studioso della tradizione unica, specialmente di quella classica e umanistica che dall’antichità giunge fino al Rinascimento e di quella esoterica in generale. Collabora a Hiram ed è, da poco, redattore capo de L’Acacia Rivista di studi esoterici.

Sabato 11 aprile, Il cinema in biblioteca
Ore 16.00: proiezione di una sintesi del film Umanità di Elvira Giallanella (1919)

Per gentile concessione del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, che lo ha restaurato, verrà proiettato il film Umanità. La pellicola è stata girata da Elvira Giallanella per la Liana Films, casa cinematografica da lei fondata avente come target quello di fare film con bambini per i bambini. Lo spunto del film è fornito dal racconto per ragazzi di Vittorio Amedeo Bravetta Tranquillino dopo la guerra vuol creare il mondo…nuovo, un componimento in versi impreziosito da splendide illustrazioni a colori di Golia. I protagonisti sono due fratellini, Tranquillino e Sirenetta. Presentato come un lavoro “umoristico-satirico-educativo”, il film si apre nella camera da letto in cui riposano Tranquillino e Sirenetta. Nella notte i piccoli si alzano e mentre la bambina va a rubare nel vaso della marmellata, il maschietto si dedica alle sigarette di papà. Il fumo provoca a Tranquillino un sogno angoscioso: il mondo è stato distrutto da una terribile guerra e a lui tocca il compito di rifarlo. Le scene successive mostrano i bambini aggirarsi all’interno di un paesaggio spettrale, pieno di rovine e senza più tracce di vita umana. Nel suo tentativo di ricreare il mondo, Tranquillino scopre di avere in sé la stessa pulsione distruttiva che ha portato l’umanità alla rovina. Alla fine, disperati e impauriti, i piccoli cercano conforto nella preghiera e trovano rifugio tra le braccia di un Dio barbuto che indica loro la via per ricostruire il mondo: fornendogli una cazzuola lo invita a farsi “Muratore”. Girato all’indomani del primo conflitto mondiale, Umanità è un caso forse unico di uso del cinema da parte di una donna per testimoniare la sua ferma condanna di tutte le guerre. Le finalità pedagogiche dell’operazione rendono il film ancor più interessante. La proiezione sarà introdotta dal documentarista televisivo Enzo Antonio Cicchino.
ELVIRA GIALLANELLA (1885-1965) regista, produttrice e distributrice di pellicole cinematografiche negli anni dieci periodo nel quale iniziò a occuparsi di cinema come segretaria in una casa di produzione e distribuzione cinematografica, la Vera film, insieme ad Aldo Molinari. Alla fine del 1919 Elvira inizia a girare il suo primo (e probabilmente unico) film: Umanità. Le notizie su tutti i giornali specialistici dicono che Giallanella ha fondato una nuova casa di produzione, la Liana Films, con l’intento di “realizzare film per bambini in cui i bambini stessi fossero protagonisti”. Dopo il 1920 finisce la vicenda cinematografica di Elvira Giallanella. Poche sono le informazioni biografiche sui decenni successivi: una volta ritirata dal mondo del cinema, Elvira condusse una vita appartata fino alla morte nel 1965.
ENZO ANTONIO CICCHINO, nato a Isernia nel 1956. Allievo a Pisa di Mario Benvenuti. Ex assistente alla regia di Paolo e Vittorio Taviani. Regista televisivo. Ha realizzato numerosi documentari storici ma anche opere saggistiche e letterarie. Si occupa di fascismo. Ultime pubblicazioni Il duce attraverso il Luce (2010), il romanzo La fonte di Mazzacane, la trilogia per il teatro Prima dello specchio. Nel 1995 ha creato il primo sito di cultura del web italiano: www.larchivio.com. Vive e lavora a Roma.

Ore 16.30: Antonino Zarcone presenta I precursori. Volontariato democratico italiano nella guerra contro l’Austria: repubblicani, radicali, socialisti riformisti, anarchici e massoni (Annales Edizioni)

Cento anni fa la Grande Guerra che provocò una crisi di coscienza che divise trasversalmente i ceti ed i movimenti politici. Ancor prima che iniziasse la lotta politica in favore dell’intervento, nacquero forme di volontariato nelle file dei repubblicani, dei radicali, dei socialisti riformisti, dei cattolici di sinistra e perfino degli anarchici alimentate e supportate nelle case del popolo, nelle logge massoniche ed anche in alcune parrocchie. Il partito repubblicano italiano, fedele alla tradizione risorgimentale, mazziniana, massonica e garibaldina, fu favorevole ad un intervento al fianco delle nazioni democratiche “con gli oppressi, non con gli oppositori”. Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Ettore Ferrari, convinto repubblicano, inviò una circolare alle Logge in cui si dichiarava apertamente per l’intervento in guerra considerata come la prosecuzione del percorso risorgimentale. La Massoneria ha sempre aderito ad iniziative per la formazione di corpi di volontari per spedizioni nei Balcani per l’emancipazione delle nazionalità oppresse dal giogo della monarchia austro-ungarica e dell’impero ottomano. Già il 29 agosto 1914, il repubblicano, e massone, Cesare Colizza d’accordo con il proprio fratello maggiore Ugo, anch’egli massone e con altri cinque amici decise di formare un piccolo nucleo e si recò in Serbia per combattere contro gli austriaci. I sette parteciparono ai combattimenti di Babina Glava, dove cinque di essi caddero in combattimento diventando eroi nazionali serbi. Antonino Zarcone in questo volume tratta le loro gesta, insieme a quelle della legione garibaldina in Francia.
ANTONINO ZARCONE, storico militare, è stato per oltre sette anni capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e come tale responsabile settore archivi, studi storici e patrimonio museale della Forza Armata, membro della Commissione Italiana di Storia Militare del Ministero della Difesa. Cultore di Storia Militare presso l’Università di Firenze, di Storia Contemporanea presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e di Storia degli equilibri politici e delle dinamiche economiche presso l’Università Europea di Roma e collabora con numerosi associazioni ed enti. Tra le sue pubblicazioni: curatore dell’opera in due volumi Dall’Isonzo al Piave. 24 ottobre-9 novembre 1917 (2014), La campagna di Russia. Nel 70º anniversario dell’inizio dell’intervento dello CSIR Corpo di spedizione italiano in Russia con Antonello Biagini (2012).

Ore 17.00: Carlo Ricotti presenta La Carta del Carnaro. Dannunziana, massonica, autonomista. Prof. Carlo Ricotti commenta il testo integrale (Fefè editore)

La Carta del Carnaro del 1920 fu più di un simbolo, di una prefigurazione di una società futura, come lo stesso D’Annunzio tendeva a presentarla. Il vero autore della Carta, il sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris, affermò invece che essa non tendeva “a distruggere il vecchio tronco democratico” ma recepiva concezioni nuove quali “il riconoscimento del valore sociale del lavoro”, una rappresentanza degli interessi espressa dalle corporazioni, un ampio ventaglio di diritti individuali e di libertà. Una soluzione innovativa quindi e al tempo stesso non meramente tecnica, in grado di rispondere alle attese di rinnovamento politico sociale espresse dagli “uomini nuovi” usciti dalla fornace della prima guerra mondiale. “Abbiamo cercato di far si che la legge fondamentale della Repubblica – scrisse Alceste De Ambris a D’Annunzio – fosse non già una barriera ma piuttosto una via aperta verso l’avvenire.
CARLO RICOTTI, storico e professore all’Università LUISS Guido Carli di Roma. In tema di storia della codificazione ha pubblicato La codificazione commerciale pontificia. Il progetto Bartolucci-Vergani (1804-1806) (1984) e Il codice di procedura civile del 1865 in Il Parlamento Italiano. Storia parlamentare e politica dell’Italia. 1861-1988 Volume II (1989). In tema di storia costituzionale il saggio Anglomania costituzionalismo settecentesco (1998), nonché Il costituzionalismo britannico nel Mediterraneo (1794-1818) (2005).



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