Gli Asili Notturni di Torino nel Tg3 Piemonte

Un romanzo racconta il disagio di chi vive senza una casa e le sofferenze del suo cuore triste, stretto nella morsa della solitudine. Fino a quando mani amiche si stendono per aiutarlo e lo fanno sentire meno solo.  È la storia di fantasia di un uomo senza fissa dimora raccontata da Claudio Zangrandi in “Trenta notti senza stelle”, un libro che fotografa lo spaccato di un mondo reale che si annida ai margini della società. Un mondo sommerso sempre più esteso, tanto quanto poco conosciuto, fatto di povertà, di disagio spirituale ed esistenziale, spesso di malattia, che allunga le distanze di una parte sempre più ampia di uomini e donne dalla collettività. Tra le pagine del libro si snoda il viaggio di sofferenza di un’anima, quella di Andrea, il protagonista che finalmente arriva a varcare la soglia degli Asili Notturni di Torino. Nella prefazione Massimo Gramellini scrive che Andrea «non ha solo una bocca per tacere e un cervello per pensare storto. Ha anche un cuore ferito e grande. Un cuore bisognoso di mani che lo massaggino. Gli Asili Notturni Umberto I sono quelle mani. E sono così calde e necessarie che, dopo aver letto il libro, ci si chiede perché non ne sorgano in ogni quartiere di ogni città. Ma al tempo stesso, non sembri un controsenso, si resta stupefatti al pensiero che siano riusciti a crescere davvero da qualche parte, quelle mani, e a resistere fino a diventare un appiglio stabile».

Claudio Zangrandi, ospite del Tg3 Piemonte, racconta il suo libro

Per acquistare Trenta notti senza stelle basta collegarsi al sito www.asilinotturni.org nella sezione dedicata al libro.

 



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