E’ online il numero di marzo 2026 di Erasmo, che dedica l’apertura alla Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia. Nell’articolo “Siamo custodi della tradizione”, l’allocuzione del Gran Maestro Antonio Seminario affronta con chiarezza il nodo del presente: disinformazione, crisi della verità e smarrimento dei riferimenti. Il richiamo a Hannah Arendt rafforza l’idea che senza distinzione tra vero e falso si perde anche il senso etico. Da qui l’invito a tornare al lavoro iniziatico, riattivando simboli e strumenti dell’Arte.
“L’arte del costruire” racconta invece la Gran Loggia nel suo svolgersi concreto: partecipazione, coesione, ma anche confronto su questioni interne ed elettorali, segno di un’istituzione viva e chiamata a misurarsi con le proprie regole. Seguono un articolo sulle delegazioni estere presenti e sulla filatelia massonica.
“Tra ordine e caos”, dedicato all’equinozio di primavera, propone una lettura simbolica del tempo presente: il punto di equilibrio tra forze opposte diventa immagine di una condizione contemporanea segnata da instabilità, ma anche da possibilità di armonizzazione interiore.
“Un ponte di Fratellanza” racconta il legame tra Sicilia e Stati Uniti, restituendo in forma concreta la dimensione internazionale della comunione massonica, fatta di relazioni vive, scambi e continuità tra esperienze lontane.
Le News & Views offrono uno sguardo sull’attualità, mentre “La luce dei fratelli ci guida e illumina”, legato alla ricorrenza del 10 marzo, assume un tono più raccolto e riflessivo: la memoria diventa occasione per riaffermare il valore della fraternità come principio che orienta e sostiene il cammino, anche nei momenti più incerti.
Di particolare rilievo è poi il contributo sul 17 marzo 1861, che rievoca la nascita dello Stato italiano non solo come evento storico, ma come passaggio carico di ideali e tensioni civili, nei quali la tradizione massonica si riconosce. Chiudono il numero le pagine dedicate agli anniversari e alle figure emblematiche: Buffalo Bill, letto in chiave culturale e simbolica, e il massone belga Mettewie, esempio di come l’appartenenza all’Ordine possa intrecciarsi con l’impegno pubblico e l’innovazione.
