“Costituzione, Democrazia e Lavoro”. I capisaldi della Repubblica discussi nel convegno di Piombino

“Costituzione, Democrazia e Lavoro”. I tre temi molto significativi e attuali sono stati al centro del convegno di studi svoltosi nel pomeriggio di sabato 21 maggio nella bella cornice di Palazzo Appiani ed organizzato dal Grande Oriente D’Italia con il patrocinio del Comune di Piombino. In una sala gremitissima di pubblico è proseguita in una delle città simbolo del lavoro ed oggi in crisi, il giro d’Italia voluto dalla nostra Comunione massonica per celebrare i prossimi 70 anni della Repubblica.

È stato il presidente del Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana, Francesco Borgognoni, ad aprire i lavori insieme ad Andrea Paesano presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili di Piombino e Campiglia Marittima. Il saluto da parte dell’Amministrazione Comunale è stato portato dal vice sindaco di Piombino, Stefano Ferrini. Il professor Massimo Nardini dell’Universita’ di Siena ha aperto le relazioni trattando il tema “della nascita della Costituzione”.

Il professor Giovanni Greco dell’Università di Bologna ha quindi parlato di “Sviluppo e declino della Repubblica dei partiti”.
Infine, Gianni Anselmi, presidente della Commissione Sviluppo Economico, Rurale, Cultura, Istruzione, Formazione del Consiglio Regionale della Toscana è intervenuto con un’ampia e interessante relazione su “La scelta del lavoro come pilastro della Repubblica”.

Nelle sue conclusioni il Gran Maestro Bisi
ha ricordato alcuni fratelli di Piombino, come Matozzi, ai quali si deve la ricostruzione e la crescita della Città dalle macerie della seconda guerra mondiale. “Uomini che non compaiono nei libri ma che hanno fatto la Storia di questa comunità. Molti quando parlano di Massoneria dovrebbero ricordarsi che se oggi c’è più Libertà e c’è qualche diritto in più lo devono anche all’opera dei massoni che hanno pagato a caro prezzo, anche sulla propria pelle, le battaglie per la Liberazione. Ha fatto bene Andrea Paesano a ricordare pure che se oggi ci sono Libertà e Diritti lo si deve anche all’opera di Marco Pannella di cui si sono celebrati i funerali a Roma stamani. Quanti saluti ipocriti – ha detto la Bonino – ci sono stati ora che è scomparso questo uomo libero. Qualcuno ha scritto su Internet che era massone visto il ricordo del Gran Maestro su di lui pubblicato sul nostro sito del Grande Oriente. Pannella di certo non si sarebbe scandalizzato di questa qualifica. L’ho capito il XX Settembre di un anno fa, quando un gruppo dei radicali e noi massoni ci incontrammo in occasione delle celebrazioni a Porta Pia. È un ricordo che porterò sempre nel cuore e nella mente, quello di un abbraccio tra padre e figlio. “Sono qui per una testimonianza di Libertà”, furono le brevi e significative parole che Marco mi disse. E noi, anche nel suo nome, continueremo il giro d’Italia per affermare quei valori di cui è intrisa la Repubblica: Democrazia, Lavoro, Uguaglianza, Solidarietà. Un sentimento forte quest’ultimo. Mi ha colpito un ragazzino di Reggio Calabria durante il convegno precedente a questo. Salendo sul palco con molte difficoltà questo ragazzino ha detto: “Sono qui per ringraziare voi, le insegnanti e i compagni che mi fanno sentire uguale”. Nel segno dell’Uguaglianza e dei valori espressi dalla Costituzione dobbiamo continuare con forza a parlarne nei futuri convegni in programma. Noi non buttiamo a mare nessuno, non eleviamo barriere, e con il cuore e la passione portiamo avanti ed affermiamo tanti nobili principi, come quello che siamo tutti fratelli, fratelli che guardano lo stesso cielo”.

 



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