Comunicato 8 novembre 2010 – Gran Maestro Raffi. Pompei: serve un piano serio per il nostro patrimonio.

Un Paese che vive di cultura ha anticorpi per fronteggiare derive populiste, perché la cultura è libertà.

“Il crollo della Domus dei Gladiatori, a Pompei, è una ferita profonda nel cuore della storia e della cultura italiana. Giocare a scaricare responsabilità ora non ha senso, serve invece trovare una soluzione concreta per riportare all’antico splendore un sito archeologico che è patrimonio dell’umanità”. Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dopo l’annuncio del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che mercoledì riferirà in Aula a Montecitorio sul crollo della Domus pompeiana. “No ai becchini della cultura – attacca l’avvocato ravennate alla guida della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani – non si può assistere inermi allo sbriciolarsi di una storia che racconta da millenni una sapienza che ha stupito il mondo. Non è solo un problema di fondi e di attenzione: occorre anche ripensare la governance dei luoghi culturali, affiancando manager specializzati all’equipe degli archeologi”.

“I numeri – fa notare il Gran Maestro del GOI – dicono che spendiamo un terzo rispetto a quanto investono Francia e Germania per la salvaguardia di un patrimonio culturale che attira 93 milioni di visitatori l’anno. Occorrono scelte precise, ma anche, vista la scarsità dei fondi pubblici, aprire a privati disposti a sostenere la cultura italiana. Un Paese che vive di cultura ha al suo interno anticorpi per fronteggiare derive populiste, perché la cultura è libertà. La scure dei tagli, inoltre, porta come conseguenza meno qualità, appalti al ribasso, più lavoratori fantasmi nei cantieri, senza diritti né tutele”.

“Per Pompei e per mille altri siti d’arte in Italia – ragiona Raffi – occorre uscire dalla gestione commissariale, spesso limitata solo al controllo e alla gestione dell’esistente. Per pensare il futuro serve programmare a lungo termine e curare le radici. Da eredi dei maestri di pietra denunciamo anche lo sfregio delle torri eoliche nel sito archeologico di Sepino, in Molise. Serve un Piano serio – conclude il Gran Maestro Raffi – per la tutela e la gestione dei Beni culturali italiani. O assisteremo ad altri crolli annunciati della nostra storia”.



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