Pescara 14 ottobre 2008 – (AGI) Massoneria: Gran Maestro Raffi in Abruzzo il 16 ottobre.

Pescara 14 ottobre 2008 – (AGI) Massoneria: Gran Maestro Raffi in Abruzzo il 16 ottobre.

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, avvocato Gustavo Raffi, sara’ in Abruzzo giovedi’ 16 ottobre per una serie di incontri con i Liberi Muratori del Collegio Circoscrizionale dell’ Abruzzo e del Molise. “La Libera Muratoria, oggi, – sottolinea il Gran Maestro Raffi – non puo’ e non deve deviare dal proprio secolare impegno. Non puo’, in nessun modo, vivacchiare su di un passato glorioso e limitarsi a vantare la sua storia. Non puo’ limitarsi ad sostentare quelle conquiste che sono state il suo vanto e che sono diventate patrimonio dell’umanita’. Deve, invece saper vivere le trasformazioni dell’oggi che, spesso, hanno i caratteri di una crisi sociale ed esistenziale”.

“I Liberi Muratori – conclude – devono essere presenti nella societa’ contemporanea ed assumersi il compito di gridare a tutti – come hanno fatto in passato – la loro fede nella dignita’ dell’uomo, il loro amore per la liberta’, la loro vocazione alla tolleranza, la loro assoluta convinzione nell’ugualitarismo, valori questi che devono essere assolutamente riaffermati”.

In Abruzzo e Molise gli iscritti al Grande Oriente d’Italia sono 290, suddivisi in 14 logge: 6 a Pescara; 1 a Chieti e altre 4 nella relativa provincia; 1 rispettivamente a Teramo; Campobasso e a L’Aquila. Sul ruolo della Massoneria nella societa’ contemporanea e sui temi di piu’ stretta attualita’, il Gran Maestro Gustavo Raffi incontrera’ la stampa giovedi’ 16 ottobre, alle ore 10, all’Hotel Promenade di Montesilvano.

(AGI) 14 OT 08

Palermo, 9 ottobre 2008 – (ANSA) Mafia: Grande oriente d’Italia, nulla a che fare con De Carolis.

Palermo, 9 ottobre 2008 – (ANSA) Mafia: Grande oriente d’Italia, nulla a che fare con De Carolis.

“Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani non ha nulla a che spartire con Stefano De Carolis Villas al quale viene attribuito il titolo altisonante di ‘Gran Maestro della Massoneria’ senza peraltro specificare la formazione massonica o sedicente tale di appartenenza”.

Lo dice, in una nota, l’ufficio stampa del Grande Oriente d’Italia, in merito all’interrogatorio di De Carolis, sentito nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta “Hiram” su collusioni tra mafia, settori dell’imprenditoria e della massoneria, e definito dagli inquirenti ‘Gran Maestro della Massoneria’.

“Grande Oriente d’Italia – continua la nota – denuncia ancora una volta la superficialità con cui vengono rese notizie siffatte, nonché l’utilizzo indiscriminato e incauto di denominazioni generiche che possono ingenerare confusione nei media, facendo di tutta l’erba un fascio”.

(ANSA) 09 ottobre 2008

Palermo 8 ottobre 2008 – (ANSA) Mafia: Gran Maestro massoneria fornisce indicazioni a PM.

Palermo 8 ottobre 2008 – (ANSA) Mafia: Gran Maestro massoneria fornisce indicazioni a PM.

Il gran maestro della massoneria Stefano De Carolis Villas è stato interrogato a Roma dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo nell’ambito dell’inchiesta Hiram che riguarda un intreccio fra boss mafiosi, massoni e imprenditoria, diretta anche a pilotare i processi in Cassazione. Il massone è coinvolto insieme al faccendiere Stefano Grancini, arrestato a giugno.

De Carolis, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, per gli inquirenti sarebbe stato messo a conoscenza dall’imprenditore agrigentino Michele Accomando e da un altro indagato, del piano per ottenere il controllo di un procedimento penale pendente in Cassazione che riguardava il boss mafioso Giovanbattista Agate, fratello del capomafia di Trapani, Mariano. Secondo quanto emerge dall’indagine, Accomando voleva che il procedimento che riguardava Agate venisse insabbiato in modo da impedirne la trattazione e conseguire la progettata prescrizione del reato. Il massone, interrogato negli uffici del Reparto operativo dei carabinieri di Roma ha risposto a tutte le domande (pm Asaro, Guido, Padova e Scarpinato), fornendo anche indicazioni su contatti e rapporti con persone coinvolte nell’inchiesta.

(ANSA) 08 ottobre 2008

Roma 25 settembre 2008 – (Adn kronos) Cultura: il mensile ‘Monsieur’ spiega la Massoneria italiana. La copertina a Garibaldi e Mazzini. In esclusiva il Gran Maestro Raffi racconta l’essenza di Palazzo Giustiniani.

Roma 25 settembre 2008 – (Adn kronos) Cultura: il mensile ‘Monsieur’ spiega la Massoneria italiana. La copertina a Garibaldi e Mazzini. In esclusiva il Gran Maestro Raffi racconta l’essenza di Palazzo Giustiniani.

‘Fieri di essere italiani’: titola cosi’ la copertina del mensile ‘Monsieur’ target socio-culturale elevato edito da Swan Group, che nel numero 71 di ottobre dedica uno speciale a Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini (www.monsieur.it). “Sono due uomini che ammiro particolarmente -spiega nell’editoriale Franz Botrè, direttore di ‘Monsieur’- Il primo, Garibaldi, perché per lui a contare davvero erano l’onore, i valori, il pensare al futuro di una nazione unita, l’Italia, che era al di sopra di ogni altra cosa”. Per Mazzini, invece, “difendere il concetto di Dio, Patria e famiglia era una vera e propria missione di vita. Dio non era il creatore come è inteso dai cattolici, ma come ideale supremo a cui ispirarsi”. E simpaticamente Botrè, spiega che all’ottavo anno di vita del mensile per l’uomo extravagante, è tempo di tirare anche due somme: “In questi sette anni -scrive- ho frequentato l’asilo, ho iniziato le elementari ed eccomi con il mio grembiulino nero e il solino stretto da un bel fiocco blu pronto per iniziare la terza elementare..”. Ma c’è anche un altro ‘grembiule’ che il mensile intende far conoscere appieno, quello della Massoneria italiana.

Perché proprio “la Massoneria – rimarca il direttore di ‘Monsieur’- fu il primo fattore che accomunò Garibaldi e Mazzini. Era l’approdo naturale delle menti più libere e brillanti, che ben presto sentirono l’esigenza e la necessità di gridare al mondo la loro fede e i loro ideali”. “Adesso non mettetevi in testa che sono, o sono diventato, massone -taglia corto la penna guizzante di Botrè- certo, non posso negare né dimenticare che con la squadra e con il compasso, io che nasco come tipografo e che per vent’anni ho fatto il grafico, ho tracciato tante righe e disegnato tanti cerchi di raccordo della mia vita”.

La scelta di ‘Monsieur’, al solito felicemente provocatoria, intende invece approfondire la storia di due grandi uomini, protagonisti nel Risorgimento e nella massoneria, e in questa linea anche sfatare miti e luoghi comuni su Palazzo Giustiniani. Garibaldi, che assunse la massima carica di Gran Maestro, rimane tuttora il massone più famoso ma anche l’insegnamento di Mazzini, di cui l’appartenenza non è invece certa, svolse un ruolo fondamentale nella definizione culturale della massoneria italiana. Nel 1925 sacrificato dal fascismo a profitto delle sue buone relazioni con la Chiesa cattolica, Grande Oriente d’Italia andò in esilio. Dopo vicende alterne, tra le quali va ricordata la pericolosa degenerazione della loggia massonica P2 (Propaganda 2), la svolta si ebbe nel 1999 con l’elezione alla gran maestranza dell’avvocato Gustavo Raffi che in queste pagine racconta, proprio in esclusiva per ‘Monsieur’, l’essenza del pensiero massonico.

E così proprio Gustavo Raffi, guida i lettori alla scoperta dell’identità massonica, spiegando che il Grande Oriente è “un’officina di libertà, innanzitutto intellettuale e spirituale”. La Libera muratoria (così viene anche chiamata la Massoneria) non esprime una particolare filosofia, religione o ideologia, “ma un metodo di convivenza tra filosofie e culture diverse, affermando il principio laico che consiste nella regola: Non pretendere di possedere la verità più di quanto ogni altro possa pretendere di possederla”. Soprattutto, il Gran Maestro di Palazzo Giustinani, chiarisce: “Si fa molto parlare della segretezza della massoneria, ma in realtà si tratta di un’istituzione che nei suoi quadri dirigenti, nelle sue finalità, nella sua progettualità non ha nulla da nascondere. La massoneria si sente parte viva della società civile cui intende portare il proprio contributo di uomini e di idee”.

Ciò non significa che la massoneria rinunci alla sua tradizione o al suo esoterismo, “ma solo che tutte queste attività continueranno a svolgersi in un quadro istituzi

Roma 22 settembre 2008 – (Adn Kronos) Roma: Bianchi (GOI), Ripristinare 20 settembre festa nazionale.

Roma 22 settembre 2008 – (Adn Kronos) Roma: Bianchi (GOI), Ripristinare 20 settembre festa nazionale.

“Sulla difesa della laicità, principio informatore della Costituzione Italiana, il Grande Oriente d’Italia non accetta lezioni da nessuno: celebra ininterrottamente la ricorrenza del XX Settembre auspicando, non da oggi, che venga ripristinata come Festività Nazionale”. Lo ha dichiarato il Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Massimo Bianchi, in riferimento alle polemiche che hanno accompagnato la cerimonia di sabato alla Breccia di Porta Pia.

“Con la Breccia di Porta Pia, che ha segnato la fine del potere temporale dei Papi – ha aggiunto Bianchi – l’Italia ha coronato l’Unità Nazionale con Roma capitale, e anche quest’anno il Grande Oriente d’Italia ha reso omaggio ai caduti a Porta Pia per l’Italia una e indivisibile. Il fatto che dipendenti del Comune di Roma abbiano tolto il microfono al rappresentante della Libera Muratoria e a quelli delle associazioni laiche e liberali, dopo l’intervento ufficiale del Comune e di un Generale che aveva commemorato i caduti pontifici, trasforma in farsa quello che avrebbe dovuto essere un momento di alta riflessione politica. Non è infatti seriamente ipotizzabile che qualcuno possa invocare la restaurazione del potere temporale”.

“Preferiamo pensare – ha concluso il Gran Maestro Aggiunto – che si sia trattato di un incidente di percorso, che però richiede, da parte della Amministrazione Capitolina, un pubblico mea culpa”.

(Adn Kronos) 22 SET 08

Roma 22 settembre 2008 – (OMNIROMA) Porta Pia, Grande Oriente: su laicità non accettiamo lezioni da nessuno.

Roma 22 settembre 2008 – (OMNIROMA) Porta Pia, Grande Oriente: su laicità non accettiamo lezioni da nessuno.

“Sulla difesa della laicità, principio informatore della Costituzione Italiana, il Grande Oriente d’Italia non accetta lezioni da nessuno: celebra ininterrottamente la ricorrenza del XX settembre auspicando, non da oggi, che venga ripristinata come festività nazionale.” Lo ha dichiarato, in una nota, il Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Massimo Bianchi, in riferimento alle polemiche che hanno accompagnato la cerimonia di sabato alla Breccia di Porta Pia.

“Con la Breccia di Porta Pia, che ha segnato la fine del potere temporale dei Papi, – ha aggiunto Bianchi – l’Italia ha coronato l’Unità nazionale con Roma capitale, e anche quest’anno il Grande Oriente d’Italia ha reso omaggio ai caduti a Porta Pia per l’Italia una e indivisibile. Il fatto che dipendenti del Comune di Roma abbiano tolto il microfono al rappresentante della Libera Muratoria ed a quelli delle associazioni laiche e liberali, dopo l’intervento ufficiale del Comune e di un generale che aveva commemorato i caduti pontifici, trasforma in farsa quello che avrebbe dovuto essere un momento di alta riflessione politica. Non è infatti seriamente ipotizzabile che qualcuno possa invocare la restaurazione del potere temporale”.

“Preferiamo pensare – ha concluso il Gran Maestro Aggiunto – che si sia trattato di un incidente di percorso, che però richiede, da parte della Amministrazione capitolina, un pubblico mea culpa”.

(OMNIROMA) 22 SET 08

Roma 22 settembre 2008 – (ASCA) Massoneria: Bianchi, su difesa laicità Stato non accettiamo lezioni.

Roma 22 settembre 2008 – (ASCA) Massoneria: Bianchi, su difesa laicità Stato non accettiamo lezioni.

“Sulla difesa della laicità, principio informatore della Costituzione italiana, il Grande Oriente d’Italia non accetta lezioni da nessuno: celebra ininterrottamente la ricorrenza del XX Settembre auspicando, non da oggi, che venga ripristinata come Festività nazionale”. Lo afferma il Gran Maestro aggiunto del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Massimo Bianchi, in riferimento alle polemiche che hanno accompagnato la cerimonia di sabato a Porta Pia.

“Con la Breccia di Porta Pia, che ha segnato la fine del potere temporale dei Papi – aggiunge Bianchi – l’Italia ha coronato l’Unità nazionale con Roma capitale, e anche quest’anno il Grande Oriente d’Italia ha reso omaggio ai caduti a Porta Pia per l’Italia una e indivisibile. Il fatto che dipendenti del Comune di Roma – sottolinea il Gran Maestro aggiunto – abbiano tolto il microfono al rappresentante della Libera Muratoria ed a quelli delle associazioni laiche e liberali, dopo l’intervento ufficiale del Comune e di un Generale che aveva commemorato i caduti pontifici, trasforma in farsa quello che avrebbe dovuto essere un momento di alta riflessione politica”.

Bianchi rileva inoltre che “non è infatti seriamente ipotizzabile che qualcuno possa invocare la restaurazione del potere temporale. Preferiamo pensare – conclude il Gran Maestro aggiunto – che si sia trattato di un incidente di percorso che però richiede, da parte della Amministrazione capitolina, un pubblico mea culpa”.

(ASCA) 22 SET 08

Roma 21 settembre 2008 – (La Gazzetta del Sud) Il Grande Oriente d’Italia e la memoria. La Massoneria rende omaggio alla Costituzione.

Roma 21 settembre 2008 – (La Gazzetta del Sud) Il Grande Oriente d’Italia e la memoria. La Massoneria rende omaggio alla Costituzione.

Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal marzo 1999, è un avvocato che vive e lavora a Ravenna e che, iniziato alla massoneria, è Maestro libero muratore dal 1970. Ieri a Roma ha presieduto le celebrazioni del 20 settembre, il giorno della memoria che la massoneria commemora nell’Equinozio d’Autunno per onorare l’ingresso dei bersaglieri nel 1870 dalla breccia di Porta Pia, evento che segnò la fine del potere temporale della Chiesa cattolica su Roma, neo capitale d’Italia.

Quest’anno il tema che Raffi si è dato per riunire i maggiori esperti del Paese è stato un omaggio alla Costituzione repubblicana nel suo 60 anniversario; una sorta di rilettura di ciò che ha rappresentato la carta costituzionale per il Paese. Il no al nuovo è l’atteggiamento del legislatore stigmatizzato dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre che ha invitato a «non considerare il revisionismo costituzionale alla stregua di un dramma intoccabile».

Per il già presidente Baldassarre, così come avviene negli altri Paesi, la Carta costituzionale deve essere rivisitata perché «è necessario rivedere una serie di principi superati tra tutti quelli legati al dirigismo statale, una visione dell’economia e del lavoro che oggi appare datata perché spesso, quando non è superata, contrasta persino con il dettato del diritto comunitario europeo». A questo proposito – ha suggerito Baldassarre – «dovrebbero essere inseriti nella Costituzione precisi riscontri con il diritto espresso dall’Unione Europea, della quale l’Italia è parte integrante».

Baldassarre ha anche liquidato come un’ovvietà storica «il fatto che la Costituzione sia figlia della Resistenza. Alcune frange – lamenta – sembrano non aver assorbito i principi di libertà e di tolleranza che sono inscritti nel dna della nostra Carta fondamentale». Il politologo Massimo Teodori ha poi osservato che «ogni generazione dovrebbe avere la sua Costituzione, mentre l’idea della fissità della Costituzione è niente altro che una sclerosi ideologica, dietro cui si cela l’incapacità ad operare il cambiamento. Certamente bisogna rifiutare sia la tesi di chi ritiene la Carta intoccabile, e sia si chi la vuole gettare nel cestino. Del resto, sono trent’anni che si fanno commissioni parlamentari per rivedere la Costituzione e non si arriva mai da nessuna parte».

Il politologo, esperto del sistema statunitense, ha invitato a «riflettere su questo malessere tipicamente italiano. Quel che occorre cambiare – ha sottolineato Teodori – è la debolezza del potere esecutivo e di quello legislativo» ed ha concluso con una stoccata alla legge elettorale e a chi continua a difenderla: «bisogna rafforzare i poteri di controllo di un Parlamento che non sia, come ora, composto da burattini nominati da tre o quattro persone, che scelgono amici e parenti per avere come risultato finale dei fedeli camerieri».

Nel chiudere il convegno il Gran Maestro Raffi è tornato sul tema dei valori e sul ruolo che la Massoneria, ma anche la scuola possono svolgere nel sociale: «Se non si riconoscono valori e principi comuni, tutto si dissolve. Ma serve anche che i principi e i valori espressi nella nostra Costituzione, sempre validi, siano però storicizzati e ancorati alla vita attuale». Fra gli applausi scroscianti ha così continuato: «In tal senso – ha detto – la Massoneria deve tornare a essere scuola di maturazione del cittadino, in uno Stato autenticamente laico, in cui sia sempre vigente il principio di libertà religiosa che confligge con l’inserimento del Concordato e delle successive intese nella Carta costituzionale: intese buone per ottenere esenzioni, privilegi ed elargizioni, a cominciare dall’otto per mille, ma che nel momento in cui le chiese si svuotano, non servono a nulla».

Una lezione magist