Grosseto 3 giugno 2010 – (La Nazione – Grosseto) Assessore massone, compromesso. La redistribuzione delle deleghe in giunta appare l’unica soluzione.

Grosseto 3 giugno 2010 – (La Nazione – Grosseto) Assessore massone, compromesso. La redistribuzione delle deleghe in giunta appare l’unica soluzione.

Scarlino il «Caso Destri» ha provocato una spaccatura nel centro sinistra.

Martedì l’incontro decisivo in maggioranza sul caso Destri, l’assessore iscritto alla massoneria. E la soluzione di compromesso potrebbe essere la redistribuzione delle deleghe all’interno della giunta del sindaco Maurizio Bizzarri.

Intanto il Centrosinistra scarlinese si ritrova spaccato sulla vicenda, e la rottura è emersa più profonda che mai nel corso dell’ultimo vertice di coalizione, l’altra sera: al Partito democratico basterebbe che Guido Mario Destri lasciasse la loggia per conservare l’incarico in giunta, mentre gli altri alleati (Socialisti, Verdi, Sinistra Ecologia e Libertà) chiedono le sue dimissioni da assessore e biasimano il sindaco che aveva definito la massoneria “un’associazione culturale come tante altre». Il primo cittadino aveva annunciato che Destri (assessore esterno in quota Pd) era disposto a lasciare la loggia, chiudendo così il caso, ma agli alleati non basta.

“Credo che alla fine riusciremo a trovare un accordo tra tutte le forze della coalizione spiega Siliano Campinoti, segretario comunale del Partito democratico scarlinese anche se al momento siamo su due linee diverse: noi del Pd chiediamo a Destri di dimettersi dalla massoneria per restare assessore, altri partiti invece vogliono che lasci l’incarico in giunta. A qualcuno non sono piaciute le parole del sindaco, che ha paragonato la massoneria a un’associazione culturale. L’accordo è difficile, ma sono convinto che alla fine lo troveremo. Redistribuire le deleghe in giunta? Può essere una soluzione. In ogni caso a noi non interessa affatto difendere la massoneria, ci preme difendere Guido Mario Destri come persona: è un uomo di fiducia del sindaco, apprezziamo ciò che ha fatto finora”.

Intanto c’è chi fa notare che il “codice etico” del Pd nazionale prevede l’impegno a “non far parte di associazioni che comportino vincoli di segretezza o a carattere riservato, ovvero forme di mutuo sostegno tali da porre in pericolo il principio di uguaglianza e imparzialità”: un chiaro riferimento (seppur non diretto) alla massoneria. Eppure i garanti del Pd scarlinese sostengono l’assenza di incompatibilità con l’assessorato.

(La Nazione – Grosseto) 03 GIU 2010

Roma 3 giugno 2010 – (Il Tempo) Fioroni: “No ai massoni. Il Pd sia libero e dia risposte”.

Roma 3 giugno 2010 – (Il Tempo) Fioroni: “No ai massoni. Il Pd sia libero e dia risposte”.

L’ex ministro: “Stupito dal silenzio di Bersani. La Bindi? È la presidente del pretesto. Il partito non ha nemmeno stilato linee alternative sulla manovra. Abbiamo grande rispetto per il ruolo che la massoneria democratica ha avuto in questo Paese ma l’autonomia della politica e i valori del Pd sono irrinunciabili”.

Dopo le polemiche seguite alle dimissioni, imposte dal partito, di due assessori (uno del comune di Scarlino in provincia di Grosseto e l’altro di Ancona), perché iscritti alla massoneria, è il leader della componente popolare del Pd, Beppe Fioroni, ad attaccare e a chiedere al segretario Bersani una presa di posizione chiara.

Onorevole Fioroni, perché non si può essere iscritti alla massoneria e nello stesso tempo al Pd?

“Chiariamo subito una cosa: noi non facciamo crociate contro nessuno ma difendiamo due aspetti che riteniamo fondanti. Il primo è l’autonomia degli scritti e dei dirigenti del Pd: la loro azione deve essere orientata al bene di tutti e non a fini e interessi particolari. Il secondo aspetto è che lo sforzo del Pd di costruire un’identità e un’appartenenza sulla base di valori e ideali comuni, non certo migliori o peggiori di altri, è lontano da altre mpostazioni, come quelle delle logge. Mi sembra evidente, dunque, che l’adesione alla massoneria è incompatibile con il nostro impegno politico”.

Sembra però che non tutti siano d’accordo nel Pd…

“Sì, ma nel codice etico del nostro partito abbiamo inserito il riferimento ad associazioni o logge segrete o con vincolo di segretezza, rendendole incompatibili col Pd”.

Ma i massoni dicono che non c’è alcuna segretezza ma solo riservatezza: sono noti i dirigenti e non gli iscritti. Come succede nei partiti. A questo punto, sostengono, sarebbero incompatibili col Pd anche l’Azione cattolica o gli scout…

“Credo che tra l’essere iscritto agli scout o all’Azione cattolica e alla massoneria ci siano differenze. Provo difficoltà a paragonarle”.

Si aspettava qualcosa di più da Bersani? Nonostante il dibattito non ha detto niente…

“Mi sembra che la questione sia talmente chiara che mi stupisce che Bersani non sia intervenuto. Del resto abbiamo soltanto precisato quello che Veltroni e Franceschini hanno ribadito più volte”.

Invece la presidente dell’assemblea nazionale del Pd, Rosy Bindi, ha detto che le vostre richieste a Bersani sono strumentali.

“La Bindi ormai è diventata la presidente del pretesto: ogni volta che qualcuno pone un problema serio lei dice che è soltanto un pretesto per litigare. Mi sembra che invece sia un pretesto per non rispondere”.

Che dovrebbe fare Bersani?

“Ribadire un comune sentire che eviti la nascita di tormentoni e di tempeste in un bicchiere d’acqua. Basterebbe una risposta e non dare colpe a chi pone domande”.

Ma in questi mesi in cui si è parlato tanto di politici pieni di privilegi, spreconi, forse corrotti, lei e i popolari non rischiate di essere considerati anime belle?

“Siamo stati gli unici a proporre elementi caratterizzanti. In assemblea ho anche detto di presentare le nostre linee guida sulla manovra ma anche allora mi è stato risposto che era soltanto un pretesto per litigare. Per questo adesso ci troviamo nella condizione di dire soltanto sì o no alle scelte del governo. Altro che anime belle, tocchiamo i nodi politici che nessuno tocca”.

(Il Tempo) 03 GIU 2010

Roma 3 giugno 2010 – (Adnkronos) PD: Gozi, su Massoneria dibattito ottocentesco. Italiani assillati da difficoltà economiche e questioni lavoro.

Roma 3 giugno 2010 – (Adnkronos) PD: Gozi, su Massoneria dibattito ottocentesco. Italiani assillati da difficoltà economiche e questioni lavoro.

“Constato con stupore che per il terzo o quarto giorno consecutivo tanti dirigenti e parlamentari del mio partito, con tutti i problemi che l’Italia deve affrontare, si stanno appassionando e dividendo sull’ottocentesco dibattito su Pd e Massoneria”.

E’ quanto sottolinea il deputato del Pd, Sandro Gozi.

“Ancora una volta -aggiunge- una classe dirigente che dimostra la sua inadeguatezza. Sarebbe meglio che si mettessero sulla stessa lunghezza d’onda dei loro contemporanei che hanno problemi più stringenti -conclude Gozi- che stabilire chi ha diritto di cittadinanza dentro al Pd e sono molto più assillati da temi come le difficoltà economiche e del lavoro”.

(AdnKronos) 03 GIU 2010

Roma 3 giugno 2010 – (Europa) L’intervento di Giovanni Bachelet. I massoni nel Pd. Una soluzione c’era. E c’è.

Roma 3 giugno 2010 – (Europa) L’intervento di Giovanni Bachelet. I massoni nel Pd. Una soluzione c’era. E c’è.

Ieri, quando Federico Orlando mi ha beccato al telefono mentre guidavo, qualcosa si è perso o distorto della chiacchierata sulla clausola anti-massonica nel codice etico del Partito democratico. Vorrei qui ricordare qualche tratto della vicenda.

Nel 2007, sotto la presidenza di Sergio Mattarella, la commissione che ha scritto il codice etico del Pd aveva discusso anche la norma che impone di «non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni». Per alcuni di noi questa formulazione, importata quasi letteralmente dai Ds, si prestava a discriminazioni arbitrarie.

A me non sembrava ragionevole colpire la massoneria risparmiando l’Opus Dei (o, poniamo, gli scout, dei quali ho fatto parte per molti anni, ovvero – perché no? – Legambiente). Ma come decidere? Nessuna associazione può essere segreta (lo vieta la Costituzione, articolo 18, senza bisogno del codice etico di un partito).

Tutte le associazioni possono tutelare i propri iscritti riservandosi di fornire l’elenco solo su richiesta dell’autorità civile. Tutte le associazioni inoltre, anche quando non se lo propongono, contengono la tentazione del mutuo sostegno al di là dei meriti e perfino delle leggi. Ciò che rende tale tentazione socialmente e politicamente micidiale è il vincolo di segretezza.

Anche quando si chiama riservatezza e non è anticostituzionale, questa brutta usanza implica l’impossibilità, per il resto del corpo sociale e politico, di gareggiare apertamente, ad armi pari, sulla base solidarietà trasparenti, note a tutti. Ma congreghe non trasparenti e camarille non sono purtroppo esclusive della massoneria! La controproposta che avevo fatto in quella commissione era dunque questa: al momento dell’iscrizione al Pd (o del rinnovo) ognuno deve dichiarare (e poi aggiornare) l’elenco delle associazioni di cui fa parte; con sanzioni gravi per chi ne omette qualcuna, oltre ovviamente alla non ammissione per chi fa parte di associazioni contrarie o politicamente concorrenti al Pd.

Come giustamente osserva Federico Orlando, la mia controproposta era guidata dalla convinzione che tanto fra i cristiani, quanto fra i massoni (o fra i soci di Legambiente), ci siano il grano e la zizzania; quelli che tramano nell’ombra e quelli che contribuiscono al bene comune; quelli che approfittano del legame associativo per fare i fatti loro (a volte in spregio della legge e della Costituzione) e quelli che perseguono sinceramente un ideale.

La controproposta, caldeggiata da me e Zanone (forse anche da Gad Lerner e da Lidia Ravera, ma di questi ultimi due non sono sicurissimo) non ebbe successo, e rimase la formulazione originaria. Se mai l’organo competente del Pd ne discuterà di nuovo, anche questo piccolo contributo potrà forse risultare di qualche interesse.

Giovanni Bachelet

(Europa) 03 GIU 2010

Firenze 3 giugno 2010 – (ANSA) PD: Ex Sindaco Pistoia, nel Partito massoni a bizzeffe.

Firenze 3 giugno 2010 – (ANSA) PD: Ex Sindaco Pistoia, nel Partito massoni a bizzeffe.

Nel Pci “era impensabile e inammissibile che qualcuno fosse massone: oggi nel Pd ce ne sono a bizzeffe”: lo ha detto Renzo Bardelli, ex sindaco comunista di Pistoia, durante la presentazione del suo libro ‘Memorie comuniste’.

Bardelli è così intervenuto sul caso degli iscritti al Pd affiliati a logge massoniche, caso tornato d’attualità dopo che un assessore del comune di Scarlino (Grosseto), Guido Mario Destri è stato fotografato ad una riunione della Loggia Guerrazzi di Follonica (Grosseto).

“Sul mio sito – ha proseguito – ho chiesto al neoconsigliere regionale eletto Gianfranco Venturi cosa pensi della massoneria: ma lui non risponde. Essendo stato cinque anni in Provincia, ritengo che lui sia un massone. Sono curioso di vedere cosa dichiarerà lui ora in base alla legge regionale. Conosco dei massoni dichiarati e sono persone perbene: non mi sta bene il principio che in politica si debbano nascondere delle cose”.

(ANSA) 3 GIU 10

Firenze 3 giugno 2010 – (ANSA) PD: Venturi; non sono massone, agirò in sede legale.

Firenze 3 giugno 2010 – (ANSA) PD: Venturi; non sono massone, agirò in sede legale.

Gianfranco Venturi, consigliere regionale del Pd, smentisce le affermazioni dell’ex sindaco di Pistoia Renzo Bardelli riguardo una sua presunta affiliazione alla massoneria.

“In relazione alle affermazioni di Renzo Bardelli circa la mia presunta appartenenza alla Massoneria – afferma Venturi in una nota – mi vedo costretto a precisare che non sono mai stato iscritto o aderente a tale organizzazione, e che ho provveduto a comunicarlo allo stesso Bardelli allorquando ha posto la questione sul suo sito web, come da nota pubblicata nel corpo di un suo editoriale sul sito www.renzobardelli.it in data 8/12/2009″.

“In tale occasione – aggiunge Venturi – diffidavo Bardelli ad insistere su tali affermazioni. Vista l’insistenza con la quale lo stesso torna sull’argomento, non vedo altra strada che agire anche in sede legale a tutela della mia immagine e della verità”.

(ANSA) 3 GIU 10

Torino 2 giugno 2010 – (Il Giornale del Piemonte) Abbaglio di Castagnetti Pd, massoneria e l’etica del formaggio.

Torino 2 giugno 2010 – (Il Giornale del Piemonte) Abbaglio di Castagnetti Pd, massoneria e l’etica del formaggio.

L’onorevole Pierluigi Castagnetti, ex democristiano e ora garante del codice etico del Partito Democratico, ha affermato su un quotidiano l’incompatibilità tra il suo partito e le logge perché, a suo avviso, la massoneria comporta «vincoli di segretezza».

Il tema è delicato e richiede chiarezza. La massoneria non è più scomunicata dalla chiesa cattolica. Infatti il Codice di diritto canonico vigente non prevede alcuna incompatibilità tra logge e altari. Invece secondo i catto-comunisti (nipotini di Tina Anselmi) il massone rimane il «nemico».

Nel 1914 i massoni vennero espulsi dal Partito socialista e nel 1923 dal partito Nazionale Fascista per volontà di Benito Mussolini, poco democratico. Nel 1922 la Terza Internazionale di Mosca e, sulla sua scia, tutti i partiti comunisti dichiararono guerra alla massoneria e ne annientarono gli affiliati. Altrettanto fece Hitler. Oggi però Hitler, Lenin e Stalin e gli inventori del complotto demo-pluto-giudaico-massonico, rinverdito da dichiarazioni improvvide, non sono considerati campioni di libertà. Tutto questo non può aver nulla da spartire con un partito che si dichiara democratico.

Qual è l’accusa di Castagnetti contro la massoneria? Il segreto. Quale segreto? Mistero. Non lo chiarisce affatto. Tutte le persone e tutte le associazioni hanno forme di riservatezza, che non significa segreto. Persino ogni produttore di formaggi, salumi, vini eccetera ha i suoi piccoli segreti. Anche i cuochi hanno i loro piccoli segreti e nessuno se ne scandalizza… Chi legge una poesia si emoziona in libertà. Nell’ottica di Castagnetti si arriverà a proibire la lettura dell’Infinito di Giacomo Leopardi e di degustare il gorgonzola al peperoncino?

Il problema dell’Italia odierna è proprio questo: mentre ogni vinello o frutto di bosco è tutelato, la denominazione della massoneria non è protetta da nessuna norma. Al di là dei codici etici di associazioni private e semipubbliche il punto è se le organizzazioni massoniche contrastino o meno con i codici dello Stato. Chi può provarlo, lo documenti. Se non può provarlo, taccia e finisca una buona volta l’invenzione artificiosa di fantasmi quali capri espiatori per distrarre dai problemi veri. Forse il problema vero è l’etichetta «Democratico» anche da chi ha un passato di intolleranza e conserva qualche tentazione liberticida.

(Il Giornale del Piemonte) 02 GIU 2010