Como 8 gennaio 2011 – (La Provincia di Como) Opera difficile, a più livelli.

Como 8 gennaio 2011 – (La Provincia di Como) Opera difficile, a più livelli.

Intervista al direttore Oliver Gooch

Maestro Gooch, nel «Flauto magico» si intrecciano la dimensione ieratico-massonica e quella da opera buffa. A quale delle due avete dato la predominanza?

Per un pubblico moderno, il concetto di Massoneria è forse molto vago, non così all’epoca di Mozart. L’equilibrio fra le due dimensioni è davvero difficile. È una sfida che tutti i direttori devono superare. È possibile mettere in scena Il flauto magico a vari livelli. Mozart scrive una musica di tale profondità da consentire diversi tipi di interpretazione. È una gioia quando si esegue la sua musica.

I parlati hanno largo spazio, li eseguirete integralmente?

Abbiamo deciso di ridurre i dialoghi scritti da Schikaneder per alcuni motivi. La qualità dei parlati è molto variabile, cambia da scena a scena. Speriamo di aver fatto i giusti tagli utili sia alla produzione, al racconto e alla perfetta resa della storia e del dramma.

Al giorno d’oggi la contrapposizione fra il mondo di Sarastro (tutto positivo) e quello della Regina della Notte (tutto negativo) appare un poco semplicistica. Lei cosa ne pensa?

All’inizio dell’opera, la Regina della Notte è rappresentata come una madre amorevole, in lutto per il rapimento della figlia Pamina. Sarastro, viceversa, appare come il sovrano del male che sottomette e tiranneggia il proprio popolo, come fa con lo schiavo Monostatos, punito per il tentato stupro di Pamina. Man mano che la storia si sviluppa, assistiamo a uno spostamento verso una visione più semplicistica della Regina della Notte contrapposta a un sovrano del tutto illuminato quale Sarastro. Alcuni commentatori hanno trovato questo ribaltamento poco convincente, ma comunque funzionale alla resa globale della vicenda.

Giancarlo Arnaboldi

(La Provincia di Como) 8 GEN 11

Firenze 28 dicembre 2010 – (Corriere Fiorentino) Il banchiere del Risorgimento, con la cassa a Livorno.

Firenze 28 dicembre 2010 – (Corriere Fiorentino) Il banchiere del Risorgimento, con la cassa a Livorno.

Al museo Fattori per l’«anno garibaldino» una giornata di studio dedicata ad Adriano Lemmi, massone e mazziniano Livorno. Sul lato sinistro del cartoncino di presentazione c’è lo stemma del Comune di Livorno, su quello destro l’effige del Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali. Nel mezzo, senza squadre né compassi, il nome del Grande Oriente d’Italia, ovvero la più importante obbedienza massonica d’Italia. Oggi alle 17 nella sala degli specchi del museo «Giovanni Fattori», si celebra (o si discute) l’opera di Adriano Lemmi, finanziere, commerciante, mazziniano e garibaldino, tra i più importanti finanziatori del Risorgimento, gran maestro livornese della massoneria. Un’iniziativa, inserita nei festeggiamenti dell’anno Garibaldino, pensata e voluta dall’assessore alla Cultura Mario Tredici, oggi un intellettuale indipendente (ex giornalista del Tirreno), in passato orgoglioso iscritto al Pci. Non è la prima volta che tra massoneria e Comune di centrosinistra si instaura una collaborazione culturale. Che forse, come accaduto in passato, farà discutere. E forse anche un po’ sorridere i maliziosi. Ferdinando Cordova, uno dei relatori, illustre ordinario alla Sapienza di Roma, ha lo stesso cognome del magistrato che nei primi anni Novanta indagò sulla massoneria. «Se si vuole parlare della storia di Livorno bisogna inevitabilmente passare dalla libera muratoria», spiega Massimo Bianchi, gran maestro aggiunto del Grande oriente d’Italia (cioè numero due nazionale), ex vice sindaco socialista e pure lui livornese doc. L’assessore Tredici però non è incuriosito dalla storia delle logge labroniche. «Molto interessante è invece la figura di Lemmi (che massone divenne solo nel 1875 a 53 anni) soprattutto negli anni antecedenti all’unità e alla breccia di Porta Pia. Fu lui che, nel 1860 insieme al banchiere Pietro Adami, ottenne la concessione per la realizzazione delle ferrovie nel Mezzogiorno facendo arrabbiare l’aristocratico Cavour. L’affare saltò, ma il nome di Lemmi diventò di primaria importanza».

Lemmi, che fu soprannominato il «banchiere del Risorgimento» era un seguace di Mazzini. E durante l’iniziativa di oggi sarà analizzato anche questo aspetto storico controverso. Perché se Mazzini, come sostengono alcuni biografi, progettò attentati sanguinari, Lemmi fu il suo finanziatore? A questa e ad altre domande risponderanno, oltre che il professor Cordova, Giovanni Greco (Università di Bologna), Fabio Bertini (Università di Firenze), il direttore dell’archivio di stato di Livorno, Massimo Sanacore e lo stesso Massimo Bianchi.

Che precisa: «Lemmi fu un grande fratello e un grande patriota. Livorno, allora città massonica per antonomasia, aveva grandi amici. Tra questi i fratelli Jacopo e Andrea Sgarallino, anche loro liberi muratori. La famiglia Sgarallino tutt’oggi è custode della più grande collezione privata al mondo di cimeli garibaldini. Tra questi la bandiera di Curtatone e Montanara, la sciabola di Garibaldi e il famoso telegramma «Obbedisco» inviato da Garibaldi al re dal Trentino durante la seconda guerra di Indipendenza». Luci, ma anche ombre. Oggi si parlerà anche di un Lemmi coinvolto nello scandalo della banca romana. Una macchia che lo accompagnerà tutta la vita. Wikipedia lo ricorda così: «Adriano Lemmi, fu il primo a intuire l’importanza di avere a propria disposizione una loggia coperta per manovrare la finanza pubblica stando dietro il palcoscenico. Il suo programma era quello di far uscire dalle logge i poveracci e i pensatori, l’obiettivo quello di conquistare il potere».

(Corriere Fiorentino) 28 DIC 10

Livorno 28 dicembre 2010 – (La Nazione) Lemmi tra politica, economia e Massoneria.

Livorno 28 dicembre 2010 – (La Nazione) Lemmi tra politica, economia e Massoneria.

«Adriano Lemmi fra politica, economia e fratellanza»: è il tema del convegno che si svolgerà oggi, martedì, dalle 17, nella Sala Specchi di Villa Mimbelli (via San Jacopo in Acquaviva 65). L’iniziativa è promossa dal Comune insieme al Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali, in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia. Dopo i saluti dell’assessore comunale alla cultura Mario Tredici e di Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia, è prevista un’introduzione di Fabio Bertini, docente all’Università di Firenze e presidente del Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali.

Tema della sua relazione sarà «Adriano Lemmi, l’economia e la finanza». Sono poi previsti i seguenti interventi: Ferdinando Cordova, Università La Sapienza di Roma su «Adriano Lemmi, Gran Maestro dell’Italia Unita»; Giovanni Greco, Università di Bologna su «Notarelle su Adriano Lemmi»; Massimo Sanacore, direttore Archivio di Stato di Livorno, su «Appunti d’archivio su Adriano Lemmi». Per ulteriori informazioni: 0586/820.500.

(La Nazione) 28 DIC 10

Genova 26 dicembre 2010 – (Il Secolo XIX) È morto Giuseppe Anania storica figura della massoneria.

Genova 26 dicembre 2010 – (Il Secolo XIX) È morto Giuseppe Anania storica figura della massoneria.

L’avvocato Anania, 83 anni, è deceduto la scorsa notte a Genova. È stato una delle figure più note della massoneria genovese “storica”, quella del Goi, il Grande Oriente d’Italia ricoprendo incarichi ai vertici regionali e nazionali.

Anania, noto nel mondo forense, di origini calabresi, è stato ai vertici del Grande Oriente d’Italia, ricoprendo la carica di primo sorvegliante. Negli anni ottanta e Novanta ha condiviso il processo di trasparenza e pubblicizzazione di molte iniziative della massoneria del Goi, seguendo a Genova sia il ritorno nella sede storica di Sampierdarena (un tempo sede del partito socialista) con il trasferimento del “Tempio” massonico da via Fieschi e le iniziative svolte con il Gran Maestro del Goi, l’avvocato riminese Gustavo Raffi che hanno portato a Genova e in Liguria a molte iniziative pubbliche con la presenza di tutto il collegio dei venerabili e degli iscritti come accaduto nella manifestazione forse più importante per numeri e presenze, svoltasi all’auditorium del Carlo Felice quando tutti i “venerabili” della Liguria furono presenti alla manifestazione pubblica.

Vai al sito de “Il Secolo XIX”.

(Il Secolo XIX) 26 DIC 10

Giuseppe Anania

Roma 23 dicembre 2010 – (Adnkronos) Livorno: martedì convegno “Adriano Lemmi tra politica, economia e fratellanza”.

Roma 23 dicembre 2010 – (Adnkronos) Livorno: martedì convegno “Adriano Lemmi tra politica, economia e fratellanza”.

Il Comune di Livorno e il Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali, in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia, presentano il Convegno ‘Adriano Lemmi fra politica, economia e fratellanza’. L’evento si terrà martedì 28 dicembre, alle ore 17.00 al Museo civico “Giovanni Fattori” di Livorno (Sala degli specchi, Villa Mimbelli Via S. Jacopo in Acquaviva, 65).

I programmi dei lavori prevedono i saluti di Mario Tredici, assessore alla cultura del Comune di Livorno e di Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia. Presiede e introduce Fabio Bertini, Università di Firenze e presidente del Comitato livornese per la promozione dei valori risorgimentali, che tratterà “Adriano Lemmi, l’economia e la finanza”.

Relatori: Ferdinando Cordova, dell’Università La Sapienza di Roma, sul tema: “Adriano Lemmi, Gran maestro dell’Italia unita”; Giovanni Greco, Università di Bologna, “Notarelle su Adriano Lemmi”; Massimo Sanacore, Direttore dell’ Archivio di Stato di Livorno su “Appunti d’archivio su Adriano Lemmi”.

(AdnKronos) 23 DIC 2010

Roma 23 dicembre 2010 – (AGI) Massoneria: Raffi, in 2011 dialogo per cambiare il Paese.

Roma 23 dicembre 2010 – (AGI) Massoneria: Raffi, in 2011 dialogo per cambiare il Paese.

Un 2011 di progetti e di dialogo per cambiare il paese. Questo l’augurio per le festività di fine anno di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che in un messaggio afferma: “Buone feste a chi crede ancora ai sogni, a chi coltiva un dubbio che è seme di ricerca. Buona ‘stella di luce’ a chi conserva una speranza nel cuore e a chi coltiva un pensiero per il domani, anche quando è notte. L’augurio del Grande Oriente per tutti gli italiani è di vivere un 2011 di grandi progetti e di azioni concrete per il sociale. Un anno in cui la scuola pubblica torni ad essere agenzia forte di educazione, giorni in cui il dialogo si faccia strada tra le appartenenze, strutturando un confronto necessario per realizzare i cambiamenti che il nostro Paese attende”.

Raffi sottolinea: “Che sia un anno di pensieri forti, di cultura vissuta e impegno per superare l’incompiuto. Un anno di fraternità per chi è solo e al freddo, di coesione nel 150esimo dell’Unità nazionale. Abbiamo bisogno, insieme, di stringere verità controvento ma anche di fare spazio alla fiducia perché tutto può sempre cambiare. I liberi muratori sono da sempre al fianco di ogni uomo che cerca il senso della vita. Ci facciano compagnia la pietra della ricerca che non ha fine, il grano della speranza che non muore, il volto dell’altro che è nostro fratello sulle strade di un tempo da vivere”.

(AGI) 23 DIC 10

Roma 9 dicembre 2010 – (Adnkronos) Ciampi: Raffi (GOI), Auguri a un Grande italiano.

Roma 9 dicembre 2010 – (Adnkronos) Ciampi: Raffi (GOI), Auguri a un Grande italiano.

“Auguri a un grande italiano, uno statista che ha servito bene il nostro Paese e continua con umanità e intelligenza a dare prestigio alla nostra storia repubblicana”. Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, formula gli auguri del Goi al presidente emerito e senatore a vita Carlo Azeglio Ciampi, per il suo novantesimo compleanno.

“Ricordiamo con affetto – prosegue l’avvocato ravennate alla guida della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani – il suo infaticabile impegno civile, politico e istituzionale di garante della Costituzione, a tutela dei valori della Repubblica. Siamo d’accordo con Stefano Folli che oggi, sul ‘Sole 24 Ore’, definisce il senatore a vita ‘ultimo uomo del Risorgimento’, augurandoci al contempo che la sua lezione alta di vita e di politica continui a parlare all’oggi della nazione. L’insegnamento di Ciampi non puo’ infatti restare solo una pagina di storia profonda che racconta di Italia e di Europa, ma deve tracciare un percorso di presa di coscienza anche per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, per l’incompiuto cui dobbiamo lavorare tutti insieme affrontando le sfide che ci attendono”.

“Ci farà a lungo strada – conclude Raffi – l’energia morale, la forza del progetto e il pensiero di Ciampi che hanno costruito un percorso per ravvivare la memoria nazionale e avvicinare i cittadini alle istituzioni e al tricolore, che e’ simbolo di tutti. Auguri presidente”.

(AdnKronos) 9 DIC 2010