Roma 17 febbraio 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: a Firenze convegno su ruolo della Massoneria in Toscana.

Roma 17 febbraio 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: a Firenze convegno su ruolo della Massoneria in Toscana.

Nei primi 150 anni di storia unitaria la Toscana è stata la regione italiana con la più elevata presenza massonica. Il convegno ‘La massoneria in Toscana nei 150 anni d’Unità d’Italia’, in programma sabato a Firenze, intende ricostruire alcuni aspetti di questa presenza e offrire alcune “chiavi di lettura per comprendere le ragioni di un così vasto e duraturo radicamento dell’associazionismo liberomuratorio nel tessuto sociale della regione. Non un bilancio esaustivo, dunque, ma alcuni spunti di analisi che, a partire dalle acquisizioni dell’indagine storiografica, offrano elementi per una riflessione critica sul ruolo svolto dalla massoneria nella società toscana del secondo Ottocento e del Novecento”.

Le conclusioni del convegno sono affidate a Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia ed Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana.

(AdnKronos) 17 FEB 2011

Reggio Calabria 15 febbraio 2011 – (Gazzetta del Sud) La massoneria riflette sulla Shoah «simbolo di tutte le atrocità».

Reggio Calabria 15 febbraio 2011 – (Gazzetta del Sud) La massoneria riflette sulla Shoah «simbolo di tutte le atrocità».

“La giornata in memoria dell’Olocausto” è stato il tema di un convegno tenutosi nel Grand’hotel Stella Maris, in occasione del decimo anniversario della fondazione della loggia “Pitagora XXIX agosto” del Grande Oriente di Palmi, l’iniziativa s’inquadra nell’azione di dialogo con il mondo esterno da parte della Massoneria Universale, Comunione italiana, del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani guidata da Gustavo Raffi, ha visto presenti a Palmi i rappresentanti delle più importanti “officine” calabresi.

Il convegno organizzato in collaborazione con Provincia, Comune di Palmi e associazione Italia-Israele, ha rappresentato un momento di approfondita riflessione su uno degli eventi che hanno segnato l’Europa durante il periodo nazista ed è stato curato dal Maestro venerabile della loggia “Pitagora XXIX agosto” Roberto Lovecchio; coordinatore dell’evento è stato il grande ufficiale del Goi Cosimo Petrolino. I lavori sono stati aperti dall’intervento di Lovecchio che dopo aver dato il saluto al folto pubblico presente, ha ricordato l’impegno della loggia palmese che, nel solco dell’iniziativa intrapresa dal Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, ha organizzato per l’occasione un evento pubblico su un tema di grande portata come quello della memoria dell’Olocausto. Un indirizzo che trova continuità nel lavoro che sta svolgendo il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria, il cui presidente, Antonio Seminario è intervenuto alla serata palmese. Poi il convegno è entrato nel vivo con la testimonianza di Elvira Frankel, la cui storia personale assume un grande valore simbolico dal momento che è nata nel campo di internamento “Ferramonti” di Tarsia in Calabria, dall’amore sbocciato in quel luogo di sofferenza tra il padre di origine austriaca e la madre di origine tedesca.

La testimonianza è stata completata dalla proiezione di un servizio su Ferramonti realizzato dal regista-giornalista Mario Foglietti per la Rai. La relazione del prof. Enrico Esposito, vice presidente dell’Istituto calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea su “La Shoah, un unicum nella storia” ha ripercorso da una parte le vicende del popolo ebraico e dall’altro quella dello sterminio sistematico operato dal regime nazista. Un momento particolarmente simbolico è stato allorquando il dott. Rocco Pugliese, che ha portato il saluto della comunità ebraica calabrese, ha suonato un antico strumento rituale ebraico, lo shofà.

Infine lavv. Antonio Perfetti, Gran Maestro Aggiunto del GOI, ha sostenuto che la Shoah deve diventare il simbolo di tutte e atrocità commesse dagli uomini fin dai tempi di Caino, non circoscritto agli ebrei, come fatto emblematico di tutte le tragedie umane.
La manifestazione si è snodata lungo il filo di una colonna sonora particolarmente coinvolgente grazie ai brani musicali eseguiti dai maestri Bruno Battisti D’Amario (chitarra) e Paolo di Cioccio (oboe) che sono stati sottolineati da calorosi applausi.

(Gazzetta del Sud) 15 FEB 2011

Firenze 9 febbraio 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: a Firenze convegno sul ruolo della massoneria in Toscana. Sabato 19 febbraio con Gustavo Raffi ed Enrico Rossi.

Firenze 9 febbraio 2011 – (Adnkronos) Unità d’Italia: a Firenze convegno sul ruolo della massoneria in Toscana. Sabato 19 febbraio con Gustavo Raffi ed Enrico Rossi.

Si volgerà sabato 19 febbraio, a partire dalle ore 9.30, presso Villa Vittoria, Sala Verde del Palazzo dei Congressi in piazza Adua a Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana, il convegno “La Massoneria in Toscana nei 150 anni d’Unità d’Italia”. E’ organizzato dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana (Grande Oriente d’Italia, massoneria di Palazzo Giustiniani) con l’obiettivo di ripercorrere il contributo dei massoni toscani per la realizzazione dell’unità nazionale. Fu un impegno non marginale quello della massoneria toscana che, attraverso la tradizione medicoscentifica, il ruolo dell’associazionismo popolare e di volontariato permise la costruzione di un tessuto sociale laico radicato ancora oggi.

Dopo l’introduzione di Moreno Milighetti (vice presidente Collegio Circoscrizionale Toscana – Grande Oriente d’Italia) interverranno Stefano Bisi (presidente Collegio Circoscrizionale Toscana – Grande Oriente d’Italia) sul tema “La massoneria, attualità di una società iniziatica in Toscana”; lo storico dell’Università di Firenze Fulvio Conti su “Centocinquant’anni di massoneria in Toscana”; di “Massoneria e tradizione medico-scientifica” parlerà Donatella Lippi (Università di Firenze), poi sarà la volta di “Associazionismo popolare e volontariato: la massoneria e la costruzione di un tessuto civico laico” a cura di Luigi Tomassini (Università di Bologna).

L’ultimo intervento sarà di Marino Biondi (Università di Firenze) su “Figure e professioni in un paesaggio massonico”. Concluderanno i lavori Gustavo Raffi (Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia) ed Enrico Rossi (presidente della Regione Toscana).

(AdnKronos) 9 FEB 2011

Firenze 9 febbraio 2011 – (Adnkronos) Terrorismo: Raffi (GOI), ricordiamo la lezione di libertà di Lando Conti. 25 anni fa l’allora sindaco di Firenze fu ucciso dalle Brigate Rosse.

Firenze 9 febbraio 2011 – (Adnkronos) Terrorismo: Raffi (GOI), ricordiamo la lezione di libertà di Lando Conti. 25 anni fa l’allora sindaco di Firenze fu ucciso dalle Brigate Rosse.

“Una testimonianza di profonda umanità che ha dato volto alla vera politica, quella che si impegna con ragione e passione al servizio delle persone. Nell’anno delle celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, l’esempio del Fratello Lando Conti aiuta ad affrontare le lotte quotidiane per la giustizia sociale e la democrazia”. Così Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, ricorda Lando Conti nel 25° anniversario della scomparsa dell’ex sindaco di Firenze, barbaramente assassinato dalle Brigate Rosse il 10 febbraio 1986.

“Chi pensava di uccidere la sua storia di libertà in quel freddo pomeriggio di febbraio – sottolinea l’avvocato ravennate alla guida della Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani – non poteva comprendere, nel delirio della violenza cieca, che le idee non si possono fermare con il piombo. A venticinque anni dalla scomparsa di un massone autentico, continuiamo la sua missione civile di libertà e fraternità. Nel saluto che Lando Conti rivolse al Consiglio Comunale il 18/4/1984 che lo eleggeva sindaco di Firenze, si legge: ‘Sono dell’opinione che nei prossimi mesi sia meglio andare di più nella città e non limitare il dibattito al Palazzo. Non siamo portatori di interessi particolari ma di interessi generali che evidentemente valutiamo dal nostro punto di vista, ma non siamo mai disposti a barattare per un interesse particolare’. Era la lezione altissima di un uomo vero, per il quale libertà, democrazia e giustizia vanno riconquistate ogni giorno”.

“Per questa coerenza – rimarca Raffi – Lando Conti ha pagato il prezzo più alto. Ma come per Giordano Bruno e altri martiri della libertà, la tragica e irragionevole morte non ha potuto fermare il pensiero di verità che corre sulle gambe di mille altri Fratelli, Uomini del dubbio come lui, che lottano in ogni ambito e in ogni terra per far spazio alla luce. La sua stella di Maestro di Vita – conclude il Gran Maestro del G.O.I.- è sempre nel Pantheon dei cercatori di sfide infinite. Perchè Lando Conti è cittadino dell’Umanità”.

“Lando Conti – sottolinea una nota del G.O.I. – divenne libero muratore il 22/11/1957 nella loggia ‘G. Mazzini n. 62’ di Prato, all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia e fu Fratello massone della Loggia ‘Abramo Lincoln, oggi ‘Lando Conti'”.

(AdnKronos) 9 FEB 2011

Milano 5 febbraio 2011 – (Il Giornale) Grande Oriente: «Ci diffamano».

Milano 5 febbraio 2011 – (Il Giornale) Grande Oriente: «Ci diffamano».

Si sta trasformando in uno scontro interno alla massoneria italiana il processo milanese al gruppo di faccendieri accusati di avere arruolato mercenari per andare a combattere per la «liberazione» della Cabinda, la provincia più ricca dell’Angola. Il progetto – inquietante ma con venature fantozziane – era emerso durante una inchiesta per una storia di tangenti a Benevento, poi indagine e processo sono stati trasferiti a Milano: e qui il sostituto procuratore Armando Spataro ha portato a giudizio un gruppo di dodici trafficanti e imbroglioni, accusati di avere reclutato soldati di ventura per la spedizione in Africa ma anche, e ben più concretamente, di avere scroccato fondi pubblici per un paio di fantomatiche onlus che proponevano aiuti al popolo di Cabinda.

Il problema è che sull’intera vicenda si intuiscono ombre di «grembiulini», ovvero di massoneria deviata, perché il gruppo dei faccendieri si riuniva intorno ad una autoproclamata «Grande Loggia indipendente d’Italia». I vertici della massoneria «ufficiale» si sono arrabbiati assai, accusando il gruppo di avere macchiato l’immagine dei liberi muratori di tutta Italia. E davanti alla quarta sezione del tribunale milanese il Grande Oriente d’Italia si è costituito parte civile, preannunciando richiesta di danni morali e di immagine.

Contro gli aspiranti liberatori della Cabinda, la Procura milanese aveva formulato inizialmente anche l’accusa di associazione segreta e di associazione a delinquere, che si sono però smontate strada facendo. Il plotone resta imputato di corruzione, truffa, tentata truffa e di arruolamento di mercenari: reato, quest’ultimo, di ben rara contestazione nel nostro paese, ma che la legge italiana ha recepito da una convenzione internazionale firmata sotto l’egida dell’Onu.

(Il Giornale) 5 FEB 2011

Milano 4 febbraio 2011 – (La Repubblica) Goi parte civile contro esponenti pseudo massoni.

Milano 4 febbraio 2011 – (La Repubblica) Goi parte civile contro esponenti pseudo massoni.

La loggia del Grande Oriente d’Italia si è costituita parte civile, perché ritiene di aver subito un danno d’immagine, contro un gruppo di massoni della Grande Loggia indipendente d’Italia, imputati davanti ai giudici della quarta sezione del tribunale di Milano con l’accusa di aver tentato di aver reclutato mercenari per organizzare un colpo di Stato nella regione Cabinda dell’Angola.

Gli imputati, in gran parte originari di Benevento, devono rispondere della violazione dell’articolo 3 e 4 della legge 210/95 che ha ratificato la convenzione Onu contro il reclutamento di mercenari. Fra le accuse ci sono anche la truffa aggravata, la corruzione e la tentata truffa per aver cercato di frodare il fisco. Nel capo d’imputazione formulato dal procuratore aggiunto Armando Spataro, a capo del pool antiterrorismo della Procura di Milano, i 12 imputati “hanno finanziato il reclutamento e l’addestramento… di almeno 30 uomini da destinare alla guerra di secessione del Cabinda, e quindi al fine di far loro combattere un conflitto armato nel territorio controllato dall’ Angola e al fine di farli partecipare ad azioni preordinate e violente dirette a mutare l’ordine costituzionale e a violare l’ integrità territoriale dell’ Angola, di cui essi non erano né cittadini né stabilmente residenti, senza far parte delle forze armate di una delle parti del conflitto e senza essere invitati in missione speciale ufficiale quali appartenenti alle forze armate di altro Stato estraneo al conflitto”.

C’è poi il versante fiscale. Per ricevere indebitamente fondi, gli imputati avevano istituito due onlus: la ‘Freedom for Cabinda’ e la ‘Freedom for Cabinda confederation’. Le due improvvisate onlus ricevevano sì denaro che però non finiva per aiutare la popolazione dello Stato africano, ma per abbattere gli utili di alcune società che poi ritornavanmo parte delle somme attraverso false fatturazioni agli imputati. Con questo meccanismo, gli imprenditori che facevano le donazioni usufruivano di un’Iva agevolata al 3 per cento (invece del 20).

(La Repubblica) 4 FEB 2011