Bisi: la Massoneria? Scuola di libertà | Nuovo Corriere Nazionale

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia: insegna il libero pensiero, per questo è tanto odiata dagli autoritari. “Il fratello Mario Calvino, padre dello scrittore Italo: la Massoneria tutela il libero pensiero e cerca di fare il bene dell’umanità”. “Nell’iniziazione si giura fedeltà alla Costituzione in modo solenne: in quante associazioni accade questo?”. “Nei rapporti con la Chiesa la ferita di Porta Pia non è rimarginata, ma ci sono importanti segnali di dialogo da valorizzare”

di Giuseppe Castellini

Abbiamo intervistato il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (Goi), di gran lunga la più importante Obbedienza massonica, Stefano Bisi. L’intervista integrale, realizzata anche in video negli studi della televisione del giornale (Nuovo Corriere Nazionale Tv, o NCN Tv), è andata in onda in Tv ieri sera sul canale 11-Trg, diretto da Giacomo Marinelli Andreoli.

Che cos’è la Massoneria oggi è perché è utile? “La Massoneria oggi è quella che era ieri e quella che sarà domani, nel senso che è un’associazione che tutela il libero pensiero e cerca di fare il bene dell’umanità. Questa è una definizione sintetica che dette Mario Calvino, il fratello massone Mario Calvino, padre dello scrittore italo. Questa definizione è ancora molto attuale”.

Negli ultimi anni la Massoneria ha subito alcuni attacchi, si è cercata di dipingerla in maniera negativa. Alla Regione Sicilia addirittura è passata una cosa a mio parere folle, ossia si dichiarare questa appartenenza. Perché questo attacco? “Bisognerebbe chiederlo a chi attacca. Però il pregiudizio antimassonico viene da molto più lontano, non è questione degli ultimi due o tre anni. Nel 1738 Papa Clemente XII scomunicò i massoni e nel corso dei secoli ci sono state molte prese di posizione da parte dei vari Papi contro la Massoneria. È vero che la parola scomunica è scomparsa dal codice di diritto canonico, ma chi è massone non può, ad esempio, accedere alla comunione. Quindi un pregiudizio che viene da lontano. Negli ultimi anni la commissione parlamentare antimafia si è occupata di noi per due volte. Sono stato convocato dalla commissione parlamentare antimafia e poi in Sicilia, lo ha ricordato lei, è stata approvata dall’Assemblea regionale siciliana una legge mostruosa, perché vuole additare all’opinione pubblica gli amministratori pubblici massoni, perché gli amministratori pubblici regionali, comunali, addirittura circoscrizionali debbono dichiarare l’appartenenza a logge massoniche. Cosa che non si chiede per nessun’altra associazione. Siamo ancora oltre la Toscana, dove nel 1983, dopo l’esplosione della vicenda P2 venne approvata una legge regionale che obbligava, e obbliga tuttora dato che è ancora in vigore, gli amministratori pubblici a dichiarare tutte le associazioni di cui fanno parte: dall’Azione cattolica alla Massoneria, dall’Arci alla società sportiva. Una legge che viola la privacy, quella toscana, ma certo molto più liberale di quella della Regione Sicilia, che è una mostruosità”.

E dire che in tutto il Risorgimento, e poi anche dopo lo Stato unitario, la Massoneria è un dato oggettivo che abbia avuto un ruolo fondamentale nella costruzione dell’Italia moderna. Giuseppe Garibaldi, tanto per dire, fu Gran Maestro della Massoneria italiana… “Ma non c’è bisogno di andare al Risorgimento. Vorrei sottolineare che, nella costruzione della Repubblica, il presidente dell’Assemblea dei 75 che scrisse la Carta costituzionale fu Meuccio Ruini, un fratello del Grande Oriente d’Italia. Ma tutti i giorni i massoni educano si educano alla cittadinanza. C’è una proposta di legge di iniziativa popolare per ripristinare nelle scuole l’educazione civica. Ho letto l’editoriale di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della sera, dove si afferma che l’educazione civica bisognerebbe insegnarla, più che nelle scuole, agli adulti. Ecco, le logge massoniche sono palestre di educazione alla cittadinanza perché imparare a dialogare e a confrontarsi, a parlare, a riflettere, è un’educazione civica che noi facciamo ogni sera quando si riuniscono le nostre logge”.

I rapporti tra Massoneria e Chiesa cattolica, in Italia e forse anche in Europa, sono ben più complicati di quanto ad esempio non lo siano negli Stati Uniti. In Italia pesa ancora Porta Pia, una cosa che la Chiesa non perdonerà mai. Però, insomma, sembra una questione datata. Ci sono delle aperture per rapporti che siano come quelli esistenti negli Usa, dove ad esempio nel giorno del ‘Columbus Day’ l’Arcivescovo di New York benedice tutti i carri della parata, compreso quello della Massoneria? “Dire che la Chiesa cattolica non perdonerà mai forse è troppo affermarlo. Certo la Breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 è una ferita che ancora c’è, perché la Chiesa perse il potere temporale. Però un Papa illuminato qual era Paolo VI disse che quel 20 settembre 1870 era stata una data voluta dalla provvidenza, perché lasciava alla Chiesa più potere spirituale. Voglio quindi sperare che questa ferita pian piano possa essere ricucita. E ci sono in questo senso casi importanti, come ad esempio un articolo che è uscito un paio di anni fa sull’inserto domenicale del Sole 24 Ore, a firma del Cardinale Gianfranco Ravasi, dove parlava di un variegato mondo massonico in cui ci sono esperienze di lotta al materialismo, di spiritualità, di filantropia che vanno bene accolte. Un passaggio importante, questo del Cardinale Ravasi. Così come ci sono stati degli incontri, uno a Matera, con un sacerdote che è per il dialogo tra la Chiesa cattolica e la Massoneria, un altro a Castel del Monte, un altro ancora vicino Gubbio, con il Priore del convento di Fonte Avellana, dove si è parlato di quello che unisce più di quello che divide, nel solco del pensiero del Concilio vaticano II, quando Papa Giovanni XXIII invitava a vedere ciò che unisce”. 

La religione non è quindi ostativa all’ingresso in Massoneria, nel senso che uno può essere cattolico e massone, ad esempio… “Certo, può essere cattolico e massone. Deve dichiarare di credere in un essere supremo e ognuno ha il suo Dio. Non c’è divieto di entrare nel Grande Oriente d’Italia a chi appartiene alla Chiesa cattolica o a chi è musulmano, o buddista, o altro. Noi non bruciamo nessuno”.

Nell’intervista che lei mi rilasciò lo scorso anno fui colpito da un’affermazione: quando disse che, durante l’iniziazione, si giura fedeltà alla Repubblica e lo si fa in modo solenne. Lei si chiedeva in quante altre associazione si faccia questo, e lo si faccia in maniera solenne. “Sì, è un momento solenne l’adesione al rispetto della dell’Odine della Costituzione repubblicana. Una promessa solenne, un giuramento che si fa al momento dell’ingresso nel Grande Oriente d’Italia, quando un fratello si giura sulla Costituzione della repubblica italiana, la Carta che unisce tutti i cittadini del nostro Paese. Una Carta a cui noi vogliamo bene non solo perché firmata, come ho detto prima, da massoni come Meuccio Ruini, ma perché tanti uomini hanno lottato per averla, questa Carta. C’è una bella lezione tenuta agli studenti milanesi da Piero Calamandrei nel 1955, alla Società umanitaria – tra l’altro un anno prima di morire – in cui il grande giurista disse a quei giovani che questa Carta è il testamento spirituale di 100mila morti. E se volete rendere onore ai luoghi dove è nata la Carta costituzionale andate sui monti, dove sono morti i partigiani, nelle carceri dove sono stati imprigionati, nei campi di concentramento dove sono stati rinchiusi. Andate in tutti i luoghi, diceva Calamandrei, dove è morto un italiano per risollevare la propria dignità. Ecco, questa dignità deve essere propria di ogni cittadino e noi liberi muratori del Grande Oriente d’Italia non ci rinunciamo”.

Dicevo prima che molte le dittature fasciste e comunista hanno represso la Massoneria, questo è un fatto storico. Con l’eccezione di Cuba, dove Josè Martì, l’apostolo dell’indipedenza cubana, era massone e la sua tomba è piena di simboli massonici espliciti. Castro non era comunista, questo è noto. Lo diventò in chiave anti Usa, ma prima non lo era e anche il castrismo ha fatto di Martì il suo apostolo. Castro voleva essere il secondo liberatore dalla schiavitù, il secondo Martì. Perché le dittature reprimono, tra le prime, proprio la Massoneria? “Perché vogliono sopprimere il libero pensiero. Tutte le dittature vogliono sopprimere il libero pensiero. Il regime comunista, il regime nazista e fascista hanno sempre represso la Massoneria. Nelle terre dell’Est Europa le comunioni massoniche sono rifiorite dopo la caduta del Muro di Berlino. In Italia nel 1925 venne approvata una legge dal Parlamento, firmata da Benito Mussolini e Alfredo Rocco, che in pratica metteva fuori legge la Massoneria. Ci furono devastazioni dei Tempi massonici, ci fu un assalto a Palazzo Giustiniani, che era la sede del Grande Oriente d’Italia, perché si cercavano i nomi-  c’è sempre questa ossessione sempre di voler sapere chi sono i massoni – e proprio per difendere l’elenco dei fratelli fiorentini venne ucciso un massone fiorentino, Giovanni Becciolini, e a lui sono intitolate tre Logge del Goi. Nel dibattito parlamentare l’unico che si ribellò a questa proposta di legge anti massonica, che poi venne approvata, fu Antonio Gramsci, perché intuì che da lì a poco sarebbero finite le libertà di tutti”.

Insomma, da quello che sostiene quando si reprime la Massoneria è un campanello d’allarme per la libertà, le libertà di tutti… “Sì, quando si comincia a colpire la Massoneria è un campanello d’allarme per la democrazia. E così andò nel 1925. Non vorremmo veder ripetere quello che è già stato visto e che è già stato pagato a caro prezzo da questa nostra amata Patria”.

Però nonostante gli attacchi degli ultimi anni, da quello che ho letto è aumentato in maniera importante il numero degli aderenti. Perché? “Perché i cittadini approfondiscono, hanno la possibilità di capire, di approfondire gli argomenti. E hanno capito che il Goi, con la sua attività rituale e poi con la prosecuzione nel mondo, perché siamo cittadini del mondo, è proprio un un antitodo alle mafie. È un luogo dove si cresce spiritualmente, dove si impara a dialogare, dove si impara a parlare. Ce n’è molto bisogno di luoghi come le Logge massoniche in questo momento ed è per questo che bussano alle porte dei nostri templi. Ma non è che si entra nel Grande Oriente d’Italia con un clic o suonando il campanello di una Casa massonica. C’è una procedura abbastanza lunga che noi osserviamo”.

Uno dei punti che viene criticato del Grande Oriente d’Italia è la non ammissione delle donne, anche se ci sono organizzazioni femminili come le Stelle d’Oriente. Da cosa deriva questa esclusione delle donne? “Ma perché nell’Unione donne in italia, una volta si chiamava Unione donne italiane, ci sono solo le donne? La sua è una domanda che potrei capovolgere. Però non voglio, perché sarebbe un modo per sottrarsi alla domanda. Noi fratelli del Goi ci sentiamo un po’ gli eredi dei costruttori delle cattedrali medievali, che erano soltanto uomini. Inoltre il Grande Oriente d’Italia ha un sistema di relazioni internazionali con 200 comunioni massoniche, che non prevedono la partecipazione di donne. E quindi per ora non vogliamo cambiare queste due cose”.

Ma si può escludere un cambiamento sul fronte donne almeno nel medio periodo? “Il problema non è in agenda”.

Mi ha colpito apprendere che, tra coloro che desiderano entrate nella Massoneria, ci sono molti giovani. Perché, a suo giudizio? “Sì, ci sono molti giovani e questo è un fatto significativo. È che probabilmente il nostro è rimasto uno degli ultimi luoghi dove si può andare per parlare, dove si può andare sapendo che saremo ascoltati. E poiché il problema dell’ascolto è uno dei problemi del nostro tempo, probabilmente trovano risposte a problemi interiori. Perché chi pensa di bussare alla porta del Grande Oriente d’Italia per avere un vantaggio nella carriera sbaglia porta e da lì a poco, se riesce ad entrare perché abbiamo le competenze per capire chi entra per un motivo e chi per un altro, esce”.

Bisi: la Massoneria? Scuola di libertà

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