Bent Parodi di Belsito, un convegno a Capo d’Orlando per raccontare l’uomo, l’iniziato e il giornalista

Bent Parodi di Belsito, un convegno a Capo d'Orlando per raccontare l’uomo, l’iniziato e il giornalista
Bent Parodi è stato Grande Oratore Aggiunto del Grande Oriente d’Italia nel quinquennio 2004-2009. Apparteneva alla Loggia Giustizia e Libertà di Palermo e dal 2011 una loggia a Catania porta il suo nome.

Bent Parodi è morto nel 2009, nove anni sono passati. Quest’anno ne avrebbe compiuti settantacinque e nonostante sia trascorso quasi un decennio dalla sua scomparsa, a Capo d’Orlando, in quella che fu la sua seconda casa, a Villa Piccolo, si sono ritrovati amici, colleghi e Fratelli. Il compito era quello di ricordarlo, facendo di lui un romanzo o una fotografia, se preferite, a più strati: l’uomo, il giornalista, l’iniziato.

L’evento moderato da Massimo Antonio Fiore, organizzato dall’Associazione Culturale Agatirso di cui è presidente e dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Sicilia, con il patrocinio della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, ha permesso ai presenti di ascoltare diverse testimonianze che hanno ricomposto i tasselli di un mosaico originale, la vita di Bent.

Dell’uomo ha parlato l’avvocato Andrea Pruiti Ciarello che oltre ad essere il Consigliere d’amministrazione della Fondazione Einaudi e della Fondazione Lucio Piccolo di Calanovella, fu amico e legale di Bent fino all’ultimo. «Era un aristocratico – ha detto – ma non solo per il titolo di Duca di Belsito ereditato. Faceva parte dell’aristocrazia dello spirito, conosceva la sintesi delle varie religioni e per questo le abbracciava tutte definendosi pagano, ribaltando il senso di una parola che ai più suona con valore dispregiativo». Pruiti Ciarello lo conobbe all’età di diciassette anni e lo seguì fino al trasporto della salma, in viaggio da Palermo a Capo d’Orlando dove venne sepolto all’interno della cappella della Famiglia Piccolo. Un particolare: vicino alla sua tomba, anche il volume Trattato di Storia delle religioni di Mircea Eliade (trafugato da ignoti nel 2013).

Bent Parodi di Belsito, un convegno a Capo d'Orlando per raccontare l’uomo, l’iniziato e il giornalista
Capo d’Orlando, Villa Piccolo

Del giornalista hanno parlato i suoi colleghi Maria Pia Farinella e Franco Nicastro, rispettivamente consigliere regionale e consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Con loro Bent condivise il percorso professionale all’interno del Giornale di Sicilia: «Era uno straordinario erudito compagno di banco – ha detto Farinella – cresciuto in un ambiente multiculturale, meticcio, figlio di Tove che era danese (parente di quel Hans Christian Andersen, celebre per le sue fiabe). La sua educazione di massimo livello gli permise di essere un vero giornalista che praticava la ragione del dubbio». Negli anni ’70, un giovane Nicastro sostituiva il compianto Mario Francese al Giornale di Sicilia, il segretario di redazione era proprio Bent Parodi: «Con lui si divagava sempre – ha detto Nicastro – io ero uno storico, lui un filosofo e quello che facevamo non era altro che contaminarci l’uno con l’altro, completavamo le nostre culture perché la sua era un’esigenza di confronto che avveniva con stile e garbo. Quando divenne presidente dell’Ordine dei Giornalisti puntò tutto sulla formazione che sarebbe stata la credibilità delle nuove leve». Sarebbe rimasto presidente dell’Ordine fino al 2004.

E infine l’iniziato, scolpito nei ricordi del Segretario del Collegio Circoscrizionale della Sicilia del Grande Oriente d’Italia, Giovanni Quattrone: «Manca a tutti i Fratelli, ma soprattutto a tutti quelli giovani che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo – ha detto – sapeva aggregare, era curioso e alla curiosità degli altri rispondeva regalando libri senza volere cercare adepti, ma instillando il germe della conoscenza nel prossimo. E ci riusciva».

Delineati gli aspetti fondamentali della vita di Bent Parodi, la tavola rotonda ha dato il via a una sessione di microfono aperto. Molti dei presenti hanno raccontato delle sue imprese, dell’amicizia forte con l’autore del Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con i fratelli Casimiro e Lucio Piccolo, con Raniero Alliata di Pietratagliata, suo maestro, la cui relazione e amicizia è documentata nell’unico romanzo pubblicato da Bent: Il Principe Mago. Dei suoi saggi, invece, ci restano moltissime testimonianze  e uno di questi gli valse anche il premio internazionale Nietzsche per la filosofia nel 1980.

(Fonte: Ufficio Stampa-Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Sicilia)



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