(ANSA) Massoneria: loggia ferrarese compie 40 anni a apre le porte

‘Siamo selettivi, escludiamo condannati per reati dolosi’

E’ il quarantennale della Loggia massonica ‘Giordano Bruno’. Allora, via il cappuccio e porte aperte alla stampa, nella prima assoluta regionale,della casa massonica ferrarese di via Pergolato. “Siamo gente normalissima – spiega Eligio Bolzan, venerabile della confraternita intitolata all’eretico – malgrado ci venga cucita addosso un’aurea sulfurea come quella del diavolo. Forse anche per colpa nostra: non siamo mai usciti allo scoperto”. Per la prima volta i massoni di Ferrara si presentano: “La nostra caratteristica principale è la tolleranza, la nostra convinzione il libero pensiero: i massoni lavorano ai fini di bellezza, saggezza e forza, per il bene dell’umanità e non del proprio fabbisogno, del consorte o del sodale”, assicura Giangiacomo Pezzano, presidente dell’Emilia-Romagna del Grande Oriente d’Italia.

I massoni ferraresi propongono una serie di appuntamenti pubblici. Si parte venerdi’ 25 ottobre con una conferenza in Sala della Musica su ‘Massoneria e Costituzione’; sabato 9 novembre doppio appuntamento in Sala Estense: un convegno su ‘Giordano Bruno. La fiamma infinita’, seguito dallo spettacolo teatrale ‘Giordano Bruno e la pietra della bellezza’. Chiusura sabato 7 dicembre, con la conferenza ‘Massoneria e tolleranza religiosa’.

Dei circa 1.200 affiliati in regione, nel Ferrarese se ne contano un centinaio. “Appartengono a tutti i ceti sociali – assicura Bolzan -. Non ci sono politici ferraresi attivi tra le nostre file, anche se in passato ne abbiamo avuti”. Italo Balbo fu uno tra questi, “tuttavia il fascismo mise al bando la massoneria – nota Germano Salvatorelli, della seconda loggia cittadina, la ‘Savonarola’ – persecuzioni ci furono con le inchieste su Licio Gelli e con quelle del pm Cordova. Io stesso mi autodenunciai come massone in questura: polizia e carabinieri volevano l’elenco degli associati, pure ‘in sonno’. Ne risultò un buco nell’acqua”. “Siamo selettivi – spiega Pezzano – ma non elitari: non entrano i curiosi, come escludiamo chi ha condanne per reati dolosi. I ‘bussanti’, vengono valutati per bene. Un reclutamento vero e proprio non esiste”.



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