(Adnkronos) Libri: ‘La filosofia ermetica’, il mistero del leone verde che ingoia il sole Dai simboli alla storia, Puglisi indaga un percorso iniziatico alla scoperta delle nostre origini

Un leone di colore verde ingoia il sole. La scena è di quelle che racchiudono un enigma e un viaggio: colui che sarà in grado di proiettare all’esterno un problema interiore, sarà anche in grado di mettersi in cammino verso una propria trasformazione. Inghiottire l’astro di fuoco significa infatti riappropriarsi di quelle energie che inconsapevolmente abbiamo proiettato all’esterno, ricapitolare e vagliare le proprie esperienze. Il leone verde “rappresenta la capacità da parte dell’alchimista di utilizzare le facoltà che lo legano al mondo, rivolgendole verso il suo interno. Solo così esso potrà riconoscere, animare e liberare le tre sostanze di cui si dovrà servire: Zolfo (Anima), Mercurio (Spirito) e Sale (Corpo). Processo non facile, in quanto si tratta di mortificare il proprio Ego, e il sangue copioso che cola dalla bocca del leone ne è la rappresentazione più evidente”. Sono alcune delle suggestioni che ci dona Rosario Marcello Puglisi nel saggio La filosofia ermetica. Un percorso iniziatico alla scoperta delle nostre origini (ed. Tipheret, pp. 160, euro 14, www.tipheret.org).

L’autore, medico specializzato in chirurgia vascolare, accompagna il lettore nei sentieri dell’Alchimia, parola che rimanda alla radice kemet, che significa terra nera, riferimento sia al fertile limo del Nilo sia al significato del colore nero per gli antichi Egizi. Prosperità e fertilità, strada di pietra di continua ricerca che invita a scoprire il significato del Corvo e della Fenice, della Salamandra e del Basilisco, il malefico guardiano posto alla soglia della conoscenza, che deve essere affrontato e battuto. L’Alchimia, che nulla a che vedere con la chimica, è “coscienza partecipante” per dirla con Berman, ma soprattutto -rimarca l’autore- è “atteggiamento conoscitivo, dottrina filosofica che cerca conferme nelle esperienze di laboratorio”. Telesma è la fiamma sottile e nascosta dell’Amore. Chi desidera conoscere la verità – è la lezione di Paracelso – deve essere capace di vederla. La fucina non può che essere vissuta, coperta da battiture di ferro. I libri – dapprima pesantemente ferrati in un angolo – vanno aperti alla vita, forza sempre più potente di uomini e cose.

Accanto alla grande stufa, nel laboratorio alchemico una scritta sul distillatore dice: Festina lente. E’ il monito che gli alchimisti intimavano ai propri discepoli: affrettati a purificarti ma non bruciare troppo le tappe se non vuoi correre pericoli. Occorre studio e formazione: è questo che fa la differenza tra alchimisti e ‘soffiatori’, cioè coloro che pretendono di dedicarsi all’Arte senza esserne iniziati. L’athanor, il forno in cui arde il fuoco perenne per consentire le trasmutazioni, parla a chi conosce il buio ma porta la Luce nel cuore. Poiché abita nuove dimensioni, l’alchimista può diventare messaggero della Sorgente. Saggio, mai negromante. Chi vuole addentrarsi nei misteri dello spirito non dimentica tuttavia quelli della materia, come ricorda il caduceo di Mercurio sul quale sono avvinti due serpenti, uno bianco e uno nero.Indagare la sapienza racchiusa nel detto alchemico ‘Solve et Coagula’ significa aprire nuove porte di comprensione: 7 volte bisogna far volare le aquile, 7 sforzi di volontà vanno battuti sul metallo della storia per rompere le catene che costringono lo Zolfo nella prigione di Saturno. Occorre attraversare la fase al Nero, gradualmente, per cogliere con fatica lo ‘spirito racchiuso nelle cose’, come insegnava Fulcanelli ne ‘Il mistero delle Cattedrali’. Ma non solo. Bisogna difendersi dalle passioni: “Ecco – mette in guardia Puglisi – a cosa si riferivano i vecchi alchimisti quando scrivevano di venti irati e di eclissi, cioè saper affrontare ‘il problema delle scorie’, perché ci troviamo di fronte a un incrocio dal quale divergono due vie; una porta al trono di Cristo, l’altra al regno di Satana”. Il Leone Rosso, cioè l’istinto di conservazione dell’Io animale che credevamo di aver ucciso, fa sentire nella carne la sua zampata a ogni tratto di strada. La verità è andare avanti, lavorare senza posa il proprio Sale e Mercurio. Scrive Puglisi: “La paura, ogni paura è, per l’Alchimia, il nemico più terribile dell’evoluzione e della vita stessa. Combattere la paura che il nostro ‘guardiano’ ci presenta, in ultima analisi significa compiere una scelta di vita, per la vita”. Mercurio, l’argento vivo, indica la fase al Bianco. L’Azot è il mercurio dei saggi.



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