A Livorno convegno su tolleranza di ieri e intolleranza di oggi. Il Gran Maestro Bisi: “L’intolleranza è figlia dell’ignoranza”

Si è svolto sabato 16 Aprile a Villa Henderson, sede del Museo di Storia Naturale della Provincia, il convegno dal titolo “Le leggi livornine: la tolleranza di ieri e l’intolleranza di oggi”. L’incontro, organizzato dal Consiglio dei Maestri Venerabili di Livorno presieduto da Paolo Pilloni, ha visto la partecipazione del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. Ha portato i saluti il presidente del Collegio della Toscana Francesco Borgognoni. I lavori sono stati moderati da Massimo Bianchi, Gran Maestro onorario del Grande Oriente, e hanno visto fra i relatori i giornalisti Paolo Ermini, direttore de “Il Corriere di Firenze”, e Giuseppe Mascambruno, e Il professore Gabriele Paolini, docente della Facoltà  di Scienze Politiche dell’Università di Firenze.
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Le leggi livornine emanate da Ferdinando I nel 1591 hanno dato a Livorno, nel tempo, le caratteristiche di città cosmopolita, tollerante, multirazziale e multireligiosa. A chiunque fu consentito professare il proprio culto e molte furono le chiese e i cimiteri costruiti dagli appartenenti alle varie comunità religiose e straniere: ebrei, armeni, greci, olandesi.

Il Gran Maestro Bisi nel suo intervento conclusivo ha definito Livorno “Terra della Libertà” ed ha sottolineato come “l’intolleranza sia figlia dell’ignoranza”. “Oggi l’intolleranza si manifesta in forme sempre più forti e egoistiche che minacciano la civile e pacifica convivenza. Noi massoni dobbiamo continuare a batterci perché predomini la virtù della Tolleranza. Non è bello assistere a scene come quella dei musulmani che a Milano pregano per strada. Così come non è bello vedere le scene che riguardano i rifugiati che sono uomini come noi ed ai quali bisogna assicurare umanità e diritti. I primi hanno il diritto ad avere dei luoghi di culto come è stato fatto con la moschea di Colle Val d’Elsa a Siena. I rifugiati hanno diritto ad una vita ed ad un’integrazione dignitosa. Ma in tema di diritti e di privacy non è neanche bello vedere che ai massoni con tanta intransigenza venga chiesto di dichiarare la propria appartenenza se vogliono partecipare politicamente alla vita pubblica. Questa intolleranza è altrettanto vergognosa”. Al convegno sono intervenuti il consigliere regionale del Pd Francesco Gazzetti , un esponente della Curia che ha portato i saluti del vescovo Simone Giusti e il direttore dell’Archivio di Stato di Livorno, Massimo Sanacore.

L’articolo sul Corriere Fiorentino che anticipa il convegno



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