Kandinsky a Roma. A Palazzo Bonaparte settanta opere per il viandante dell’anima.

 

A Roma  Vassily Kandinsky, protagonista di una grande esposizione a Palazzo Bonaparte che ha aperto i battenti il 15 settembre e li chiuderà  nel febbraio 2027. La mostra ripercorre il cammino di un artista che non volle soltanto rappresentare il mondo visibile, ma cercò di dare forma a ciò che si cela oltre la materia: emozioni, energie interiori, armonie nascoste. Pioniere dell’astrattismo, Kandinsky fu tra i primi a sostenere che la pittura potesse diventare una sorta di musica dello spirito, dove colori e geometrie non descrivono oggetti, ma evocano stati dell’anima.

Nel suo celebre saggio Lo spirituale nell’arte (1911), l’artista affermò che l’opera nasce da una necessità interiore e che il colore possiede una forza capace di raggiungere la dimensione più profonda dell’essere umano. Pur non essendo documentata una sua appartenenza alla Massoneria, Kandinsky fu vicino al clima culturale delle correnti esoteriche e spiritualiste del primo Novecento, in particolare alla teosofia, che influenzò molti protagonisti delle avanguardie europee. La sua ricerca artistica si muove infatti intorno a temi cari alla sensibilità iniziatica: il passaggio dal visibile all’invisibile, la trasformazione interiore, la scoperta di un ordine nascosto dietro il caos apparente.

A Roma sono esposte circa settanta opere del maestro russo, con un percorso che attraversa tutta la sua evoluzione artistica: dagli esordi figurativi fino alla piena maturità dell’astrattismo. Le opere arriveranno principalmente dalle collezioni del Centre Pompidou di Parigi, che conserva uno dei nuclei più importanti al mondo dell’artista. In mostra presenti alcuni dei lavori più significativi della sua carriera, tra cui “Giallo-rosso-blu” (1925), uno dei capolavori della fase geometrica del Bauhaus, insieme ad altre composizioni nelle quali Kandinsky trasforma cerchi, linee e colori in un vero linguaggio simbolico.

 

 



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