Il 4 luglio si celebra l’anniversario della Rivoluzione americana e della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776, atto fondativo degli Stati Uniti e punto di svolta nella storia del costituzionalismo moderno. In quella data le Tredici Colonie del nuovo mondo affermano il principio della sovranità popolare e dei diritti naturali dell’uomo, inaugurando un modello politico destinato a influenzare profondamente l’intero Occidente.
La genesi di quel processo rivoluzionario si colloca all’interno del più ampio universo culturale dell’Illuminismo atlantico, in cui idee filosofiche e reti intellettuali contribuirono a ridefinire il rapporto tra individuo e potere. In questo contesto un ruolo determinante lo ricoprì la Massoneria, giunta oltreoceano già dagli anni Trenta del Settecento: nel 1733 venne infatti istituita a Boston la prima Gran Loggia provinciale sotto l’autorità inglese, segnando l’avvio di una progressiva diffusione dell’Ordine lungo l’intero territorio coloniale. Nel giro di pochi decenni le logge divennero parte integrante della vita sociale delle élite urbane e militari, fungendo da luoghi di incontro in cui si sperimentano forme di uguaglianza formale tra individui appartenenti a confessioni religiose e ceti differenti.
Tra le figure più rappresentative di liberi muratori dell’epoca c’è George Washington, iniziato nel 1752 nella Loggia di Fredericksburg, in Virginia. Il suo percorso personale riflette la transizione dal mondo coloniale alla costruzione istituzionale della nuova Repubblica, incarnando un modello di leadership fondato sull’autorevolezza morale e sulla disciplina civica, elementi spesso associati anche all’etica massonica del tempo. Accanto a lui, altre personalità centrali del processo rivoluzionario furono in vario grado vicine alla Libera Muratoria, contribuendo a delineare un’élite politica permeata dai valori dell’Illuminismo e da forme di sociabilità che avevano nelle logge uno dei loro principali punti di aggregazione. Tra loro, Benjamin Franklin, iniziato a Filadelfia nel 1731, già Gran Maestro della Pennsylvania e tra i firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza. Scienziato, editore e diplomatico, Franklin fu determinante nel consolidare l’alleanza con la Francia, decisiva per la vittoria americana, e rappresentò uno dei maggiori interpreti dell’Illuminismo atlantico.
Alla Massoneria appartennero anche John Hancock, primo firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza, Robert Treat Paine, Richard Stockton, William Hooper e John Sullivan, che fu tra i principali comandanti dell’Esercito Continentale. Tra i padri della Costituzione merita inoltre un posto di rilievo Edmund Randolph, massone e delegato alla Convenzione costituzionale di Filadelfia del 1787, dove presentò il cosiddetto Virginia Plan, destinato a costituire l’ossatura del futuro ordinamento federale. Anche Gouverneur Morris, al quale la tradizione attribuisce la stesura materiale del testo della Costituzione, è indicato da diverse fonti massoniche come appartenente all’Ordine, anche se la documentazione storica non è unanime.
