
È la straordinaria riunione del celebre mazzo dei Tarocchi Colleoni il cuore pulsante della mostra “Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna”, allestita all’Accademia Carrara di Bergamo: un evento espositivo di particolare rilievo che riporta insieme, in via eccezionale, 74 carte miniate del Quattrocento oggi disperse tra la Carrara stessa, la Morgan Library di New York e una collezione privata. Un’occasione rara per ammirare da vicino uno dei più raffinati capolavori della produzione tarologica rinascimentale.
Realizzate da Bonifacio Bembo e Antonio Cicognara, le carte testimoniano l’altissimo livello artistico raggiunto dalle botteghe lombarde e restituiscono l’originaria funzione dei Tarocchi come oggetti di corte, legati a committenze aristocratiche e a una cultura visiva intrisa di allegoria, morale e cosmologia.
Attorno a questo nucleo prezioso si sviluppa un percorso che non si limita all’esposizione delle carte, ma ne approfondisce tecnica esecutiva, apparato simbolico e contesto storico, permettendo di cogliere la complessità iconografica degli Arcani: Imperatori, Virtù, Ruote della Fortuna e figure archetipiche che trascendono il semplice gioco per farsi linguaggio universale.
La visita guidata si amplia poi alla collezione permanente dell’Accademia Carrara, creando un dialogo suggestivo tra i Tarocchi e i capolavori della pittura italiana. Il museo, nato dalla donazione di privati collezionisti, custodisce circa 1.800 dipinti, un centinaio di sculture e un’importante raccolta grafica distribuiti in 28 sale.
Il percorso attraversa quattro secoli di arte, dal Quattrocento all’Ottocento, con opere di Pisanello, Bellini, Botticelli, Mantegna, Raffaello, Canaletto, Hayez, Previati e Pellizza da Volpedo. In questo contesto, i simboli delle carte trovano echi inattesi nelle grandi composizioni pittoriche: posture, attributi, allegorie e costruzioni morali che rivelano una comune matrice figurativa.
Ne emerge una lettura trasversale in cui il linguaggio dei Tarocchi illumina quello della grande arte e viceversa, trasformando la visita in un’esperienza a più livelli: estetica, storica e simbolica.
La proposta dell’Accademia Carrara si configura così come un vero viaggio tra immagini e archetipi, capace di unire il rigore della storia dell’arte al fascino senza tempo del simbolo, invitando il visitatore a una contemplazione più profonda del potere evocativo delle figure.
