Il Goi esprime cordoglio per la scomparsa di mons. Riccardo Fontana, arcivescovo emerito di Arezzo, figura di grande umanità e ne ricorda l’importante contributo alle iniziative per i 150 della loggia Cairoli 119

Il Grande Oriente d’Italia esprime profondo cordoglio per la scomparsa di monsignor Riccardo Fontana, arcivescovo emerito di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, figura di riferimento della Chiesa aretina e sacerdote stimato per l’attenzione alle persone, l’umiltà del tratto e la costante vicinanza alla comunità, protagonista nel corso degli anni anche di significativi momenti di incontro pubblico con il mondo massonico del territorio. Il Goi ricorda in particolare, la sua partecipazione e il suo contributo di riflessione ampliamente apprezzato per profondità equilibrio e apertura alle iniziative promosse per il 150° anniversario della Loggia “Benedetto Cairoli” n. 119 di Arezzo.

In quell’occasione, nel suo indirizzo di saluto, spiegò con semplicità il senso della propria presenza, richiamando — parva componere magnis — il sentimento espresso da Paolo VI quando fu invitato all’Assemblea delle Nazioni Unite: «Forse sono qui come esperto di umanità». Un intervento il suo nel quale volle sottolineare l’esistenza di valori condivisibili e universali.

«Sono consapevole – fu la sua premessa- che siamo diversi, ma nel vicendevole rispetto delle nostre alterità abbiamo alcuni obiettivi che ci auguriamo che siano condivisibili: il rispetto degli altri, la ricerca del bene comune, l’impegno per la società in cui si vive, la dignità delle persone, l’apprezzamento dell’onestà personale». Parole che delineavano un terreno di dialogo fondato sul rispetto reciproco, nella consapevolezza delle differenti identità ma anche della possibilità di convergere su principi etici comuni.

Riflettendo sul rapporto tra mondi storicamente contrapposti, monsignor Fontana osservò poi come il tempo presente inviti a rivolgersi, «senza improprie commistioni, agli uomini di buona volontà, al di là dei recinti ideologici ottocenteschi costruiti in altri contesti». Suggestivo, inoltre, fu il richiamo culturale al termine latino “ripales”, attribuito a Seneca, per indicare — come spiegò — coloro che, pur collocati su sponde diverse, restano custodi del medesimo fiume, condividendo dunque un comune destino umano e civile. Di questo straordinario uomo di Chiesa il Grande Oriente d’Italia conserva e onora la memoria condividendo le parole con le quali il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani gli ha reso omaggio, ricordando quanto Fontana “fu un uomo attento, umile e vicino alle persone, capace di guidare la comunità con ascolto, equilibrio e grande umanità”.



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