Nel suo discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato le celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica italiana, sottolineando come la memoria e la partecipazione consapevole dei cittadini siano elementi imprescindibili per la vitalità della democrazia. Mattarella ha richiamato il valore del referendum del 2 giugno 1946, momento fondativo della Repubblica, ricordando come quella data segnò non solo la nascita dello Stato repubblicano, ma anche una conquista decisiva sul piano dei diritti civili, con il primo voto delle donne nella storia italiana. È in questa visione, all’insegna della responsabilità civile, che si inserisce in modo coerente anche il percorso da sempre portato avanti dalla Massoneria del Grande Oriente d’Italia, che ha fatto della riflessione storica uno degli elementi centrali del proprio impegno pubblico. Le celebrazioni per i 70 anni della Repubblica, organizzate nel 2016, rappresentarono infatti un esempio concreto di come la memoria possa essere tradotta in iniziativa culturale diffusa, capace di coinvolgere territori, istituzioni locali e cittadini.
In quell’occasione il Goi rivendicò non un ruolo identitario, ma il proprio contributo storico, fatto di uomini e di idee, alla fine della dittatura fascista, alla nascita e alla costruzione dello Stato democratico e all’elaborazione della Costituzione, fondata su libertà, uguaglianza e diritti. Questo impegno si tradusse in una lunga serie di eventi organizzati in tutta Italia, mettendo in campo un’azione di gran lunga superiore, per ampiezza e continuità, a quella di ogni altra istituzione, con l’obiettivo dichiarato di sensibilizzare i cittadini, in particolare i più giovani, alla conoscenza dell’identità repubblicana e dei fondamenti della comunità democratica. Al centro di ogni iniziativa vi furono la Costituzione, i suoi principi inderogabili, e l’equilibrio tra diritti e doveri sancito dalla Carta nata dal lavoro dell’Assemblea Costituente. Ad aprire ufficialmente le celebrazioni fu Reggio Emilia, il 20 febbraio, con un incontro dedicato a Meuccio Ruini, massone, padre costituente e presidente della Commissione dei 75, incaricata nel 1946 di redigere il progetto della Costituzione. Un omaggio significativo a una figura chiave nella costruzione dell’architettura democratica del Paese.
Da lì prese avvio un lunghissimo percorso che attraversò l’Italia da nord a sud. Il 12 marzo fu la volta di Bonorva, con un convegno sul contributo dei sardi al Risorgimento, preludio alla Gran Loggia 2016, svoltasi dall’1 al 3 aprile e interamente dedicata al settantesimo della Repubblica, con il titolo “I Doveri dell’Uomo, i Diritti del Mondo”.
L’8 aprile, a Colle Val d’Elsa, in provincia di Siena, si tenne un evento ospitato in Moschea, dedicato al tema “La ricchezza della diversità. L’eguaglianza nella libertà”. Il giorno successivo, 9 aprile, a Terni, in collaborazione con il Comune, si discusse di lavoro e dignità con l’incontro “Una Repubblica fondata sul lavoro (art. 1) nell’epoca della crisi”.
Il 15 aprile, a Macerata, un convegno di studi approfondì “Il contributo dei massoni marchigiani alla lotta antifascista e alla nascita della Repubblica”. Il 25 aprile, Festa della Liberazione, i vertici del GOI scelsero Lipari per una tre giorni intitolata “Conversando di libertà e valori”.
Il calendario proseguì il 14 maggio a Reggio Calabria con un incontro dedicato all’immigrazione; il 21 maggio a Piombino, nella sede del Comune, con il convegno “Costituzione, democrazia e lavoro”; il 26 maggio a Siena, nel Palazzo della Provincia, con un appuntamento su Costituzione e libertà; e il 1° giugno a Torre Pellice, con un incontro dedicato a “Paolo Paschetto, la Repubblica, il suo emblema, i suoi valori”.
L’11 giugno, a Genova, si discusse del contributo della Massoneria alla Costituzione; il 18 giugno, a Firenze, si tornò sul referendum del 2 giugno 1946; il 9 luglio, a Trani, l’attenzione fu rivolta alle autonomie locali. Dopo la pausa estiva, le iniziative ripresero il 3 settembre a Radicofani.
Dal 17 al 20 settembre, al Vascello, le celebrazioni del XX Settembre furono dedicate all’anniversario dell’Unità e della Repubblica. Seguirono Anzio, il 27 settembre, città simbolo dello sbarco alleato; Trieste, il 9 ottobre, con il convegno “Cittadini d’Italia, cittadini del mondo. Per un’Europa giovane e senza frontiere”; Sansepolcro, il 15 ottobre, con un incontro su “Costituzione, diritti, doveri e solidarietà”; Milano, ancora il 15 ottobre, con un focus sui diritti civili; Arezzo, il 23 ottobre, con una serata organizzata dai Lions; Alessandria, il 10 novembre, con il convegno “Le speranze degli italiani”; Roma, il 29 novembre, a Casa Nathan, con un dibattito sulla libertà di stampa dal Risorgimento alla Costituzione; fino all’evento conclusivo di Udine, il 3 dicembre, intitolato “Futuro chiama Italia. La battaglia delle idee contro gli interessi di parte”.
Alle celebrazioni si accompagnò anche la pubblicazione di materiali e atti, che documentarono il contributo storico e culturale della Massoneria italiana alla nascita dello Stato democratico, riaffermando il ruolo svolto da numerosi liberi muratori nel Risorgimento, nella lotta antifascista e nei lavori dell’Assemblea Costituente.
Una nota curiosa riguardò infine il logo ideato dal Grande Oriente d’Italia per i 70 anni della Repubblica: il simbolo venne ripreso dal Ministero dell’Interno in prossimità del 2 giugno e la vicenda fu raccontata dai giornali. Dal Viminale arrivò l’ammissione dell’imitazione.

