550 Fratelli toscani alla Tornata della Loggia Avvenire n.666 di Firenze in onore del Gran Maestro Stefano Bisi

La Loggia Avvenire di Firenze ebbe la sua fondazione nel maggio 1905 e la sua rifondazione all’indomani della Liberazione e successivamente nel maggio 1967.
Da qui sono passati negli ultimi decenni il Gran Maestro come Armando Corona e Gustavo Raffi e il 29 aprile u.s. il nuovo Gran Maestro Stefano Bisi. Una serata attesa da centinaia di fratelli toscani che non hanno fatto mancare il loro affetto esprimendo la loro gioia per il nuovo Gran Maestro ed in 550 sono accorsi all’evento, oltre ogni aspettativa.

La tornata svoltasi in collaborazione con il Consiglio dei MM.VV. dell’Oriente di Firenze e del suo presidente Giovanni Stefanelli, con la collaborazione del Collegio Circoscrizionale della Toscana, ha visto un affollatissimo tempio allestito nei saloni dell’hotel Sheraton di Firenze. All’Oriente cinquanta Maestri Venerabili, il Presidente del Collegio Circoscrizionale Francesco Borgognoni con i membri della Giunta toscana, i membri della Corte Centrale Federico Donati, Lorenzo Del Lungo e Mariano Carlini e Luigi Cappelli, i Consiglieri dell’Ordine Fabio Reale, Claudio Cavallini, Enzo Trebbi dell’Umbria, Il Grande architetto revisore Fabio Bargellini e i Gran Maestri Onorari Mauro Lastraioli e Massimo Bianchi.

Accompagnato dalla scorta di sette Maestri Venerabili delle Logge fiorentine, il Gran Maestro Stefano Bisi ha fatto il suo ingresso nel Tempio. La tornata condotta dal Maestro Venerabile dell’Avvenire Michele Polacco è stata allietata da una tavola letta dal primo Sorvegliante Franco Vocioni dal titolo “La bellezza, l’armonia e l’avvenire”. Tre maestri delle cerimonie hanno scanditola ritualità, Giovanni Salvini, Paolo Niccolini e Simone Vocaturo, con il secondo sorvegliante Alfredo Barucco, tutti assieme hanno offerto alla serata un tono di ritualità, sobrietà e di efficienza che ha rappresentato un ulteriore elemento nel successo della serata. Bellissime le musiche alquanto ricercate del Maestro d’Armonia Guido Boni che con la sua esperienza ha seguito i ritmi della serata.

Il Maestro Venerabile ha poi rivolto un saluto al Gran Maestro: “Auspichiamo che siate il Gran Maestro di ognuno perché rappresentate la sintesi di questo Ordine, che siate giusto ed equilibrato e queste sono caratteristiche che vi appartengono e sono sicuro che manterrete, che rafforziate, in ognuno di noi quell’orgoglio di appartenere ad un Ordine iniziatico ad una famiglia, che con forza, con l’aiuto di tutti, possiate fare risplendere la Massoneria, lontano da quei facili frequenti e impropri accostamenti che ci addolorano e che possiate rappresentare ed organizzare con orgoglio una Istituzione inserita a pieno nella civiltà, nella cultura di questo paese e nel nostro tempo“.

Il Gran Maestro Stefano Bisi ha ricordato “quando da Firenze, dalla Toscana iniziò alcuni anni fa un viaggio su di una piccola imbarcazione salirono pochi marinai, ma ben presto il viaggio cominciò a piacere e soprattutto molti sentirono di poter essere protagonisti attivi di quella navigazione e via via oggi siamo arrivati qua, grazie innanzi tutto a voi e poi a tutti i fratelli della comunione. Ora il viaggio da intraprendere è immensamente più importante e noi abbiamo le idee, la volontà e i marinai per compierlo, – a vele spiegate verso il futuro –“.

Il Gran Maestro ha avuto parole anche per i fratelli delle Logge di Piombino che stanno vivendo una drammatica situazione con la loro città in declino. Al Termine il fratello Michele Polacco a nome del Consiglio dei MM.VV. dell’Oriente di Firenze e del suo presidente Giovanni Stefanelli, ha voluto donare al Gran Maestro un grembiule americano di Maestro Venerabile del 1929 ricordando quante similitudini si possono trovare tra quel periodo e la difficile situazione economico finanziaria che sta attraversando il nostro paese. I massoni non possono assistere inermi ma devono, con i loro valori, indicare un nuovo cammino di prosperità.

L’oratore Ennio Zani ha tracciato a braccio le conclusioni indicative della serata: “Se intendiamo la ritualita’ non gia’ come un mero esercizio di stile, ma anche come un raffinato, doveroso equilibrio tra sentimento e ragione, non si puo’ non cogliere in questa serata un momento tanto disciplinato nella forma, quanto cosi’ straordinario da riempire il cuore di noi tutti intervenuti”.

Il Tronco della vedova è stato devoluto all’associazione Fratellanza fiorentina onlus, associazione di fratelli che opera sul territorio nel campo della solidarietà e della cultura.
Al termine dei lavori un piccolo ricordo a tutti gli intervenuti a ricordo della memorabile serata.



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