125 anni fa moriva il fratello Oscar Wilde. Era stato iniziato in Massoneria a Oxford durante gli anni universitari

Oscar Fingal O’Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900), scrittore, poeta, drammaturgo e spirito libero della letteratura europea fin-de-siècle, continua a parlarci ancora oggi con la forza dei suoi paradossi e l’eleganza dei suoi aforismi. Ma nella sua biografia complessa e spesso romanzata esiste un capitolo poco noto, eppure rivelatore: la sua adesione alla Massoneria durante gli anni universitari a Oxford.

La Massoneria come laboratorio di libertà intellettuale

Nella seconda metà dell’Ottocento, le logge britanniche costituivano, per molti giovani intellettuali, uno spazio di sociabilità colto e aperto alle nuove sensibilità dell’epoca. Non è dunque sorprendente che un giovane brillante, curioso e anticonformista come Oscar Wilde vi trovasse un ambiente in cui riconoscersi. Secondo le testimonianze storiche più accreditate, Wilde fu iniziato nel 1875, a soli vent’anni, all’“Apollo University Lodge” di Oxford, una delle logge universitarie più prestigiose del Regno Unito. La data coincide con il periodo della sua formazione accademica, quando Wilde elaborava già quella sensibilità estetica e morale che farà di lui un protagonista assoluto del decadentismo.

La scrittura di Wilde, spesso definita «impudente nelle parole e semplice nella forma», si nutre di paradossi che hanno il sapore di massime iniziatiche. Non è un caso che molti suoi aforismi – tratti da Il ritratto di Dorian Gray, dai Dialoghi, dalle sue conferenze sull’estetismo e dalle commedie – sembrino riecheggiare il ritmo dell’istruzione simbolica, quel procedere per antitesi e illuminazioni che costituisce uno dei tratti distintivi della pedagogia massonica.

Per Wilde, il paradosso è uno strumento per scardinare le certezze e costringere il lettore alla riflessione. Come nella tradizione massonica, l’ironia serve a mettere in discussione i dogmi, a porre l’individuo di fronte allo specchio della propria libertà interiore.

L’iniziazione di Wilde si inserisce in un contesto più ampio: la partecipazione di numerosi scrittori alla vita massonica nell’Ottocento. Non è l’unico grande autore a varcare la soglia del Tempio: anche Rudyard Kipling, futuro premio Nobel per la Letteratura, venne iniziato nel 1886 nella Hope and Perseverance Lodge di Lahore, nel Punjab. Per molti di loro la Massoneria rappresentò un terreno comune di confronto spirituale, etico e culturale, al di là delle appartenenze politiche o religiose.

La fine tragica di Oscar Wilde – la condanna, la prigione, l’esilio in Francia – non cancellò mai la sua fedeltà ai valori che lo avevano guidato in giovinezza: la difesa dell’individuo contro l’ipocrisia sociale, la ricerca della verità oltre le convenzioni, l’idea che la Bellezza sia una forma di etica.

Il 30 novembre 1900, nella modesta stanza dell’Hôtel d’Alsace a Parigi, si spense uno degli spiriti più liberi della modernità. E insieme al grande scrittore, se ne andò un iniziato che continuò a incarnare sempre nella sua esistenza quel viaggio simbolico verso la luce che la Massoneria propone ai suoi figli.



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