Erasmo n. 8 settembre 2026

È online il numero di settembre 2026 di Erasmo, dedicato alla Gran Loggia Straordinaria del Grande Oriente d’Italia, tornata a Roma dopo 26 anni in occasione delle celebrazioni del XX Settembre e dell’Equinozio d’autunno.

All’evento, svoltosi il 19 settembre al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, hanno partecipato i rappresentanti delle officine del GOI provenienti da tutta Italia, gli alti dignitari dell’Istituzione e numerose delegazioni massoniche estere, guidate da Gran Maestri e autorevoli esponenti giunti da tre continenti. Per la prima volta nella storia, ha preso parte a una manifestazione del Grande Oriente d’Italia anche il Pro Gran Maestro della United Grand Lodge of England, Jonathan Spence.

Il numero riporta integralmente l’allocuzione del Gran Maestro Antonio Seminario e il discorso introduttivo pronunciato in apertura della Tornata. Nei suoi interventi, il Gran Maestro ha posto una domanda centrale per il tempo presente — «quale Massoneria ci ritroviamo oggi?» — e ha richiamato i Fratelli alla necessità di restare umani: non opponendosi sterilmente al cambiamento, ma custodendo il discernimento, la responsabilità delle proprie scelte e il riferimento al Principio immutabile che dà senso all’Opera iniziatica.

Seguono: il discorso del Grande Oratore Marco Vignoni, dedicato al cammino iniziatico personale e al valore delle cariche temporanee, da vivere come servizio e non come occasione di protagonismo; l’allocuzione del Pro Gran Maestro Jonathan Spence, che , nel suo intervento, ha ricordato Giordano Bruno e richiamato le comuni radici umanistiche e illuministiche della Massoneria inglese e di quella italiana dl Grande Oriente.

Un altro servizio racconta la visita di Spence a Villa Il Vascello, dove è stato ricevuto da Seminario al quale ha consegnato il messaggio del Gran Maestro della UGLE , Edward, Duca di Kent e il giorno successivo, dinanzi alle delegazioni estere ospiti del Goi, il Medaglione a lui intitolato, un dono personale conferito a Seminario nella sua qualità di nuovo Gran Maestro, e non alla Gran Loggia da lui presieduta;

Il numero prosegue con il resoconto della giornata al Senato e al Foro di Traiano, che ha visto protagonisti gli ospiti stranieri del GOI, e con la cronaca delle celebrazioni del XX Settembre al Gianicolo — davanti ai monumenti di Anita e Giuseppe Garibaldi — e a Porta Pia. Un articolo è dedicato al significato dell’Equinozio d’autunno, che nella tradizione massonica segna la ripartenza dei lavori  nel Tempio. Viene data inoltre notizia della ripresa delle pubblicazioni di Hiram, storica rivista del Grande Oriente, presentata in Gran Loggia anche nelle edizioni in lingua inglese e spagnola.

Erasmo dà conto anche della vicenda del massone Tarducci, cui la Chiesa ha negato le esequie religiose, e del passaggio all’Oriente Eterno del maestro e grande chitarrista Bruno Battisti D’Amario, autore dell’inno del Goi.  Chiudono il numero due contributi culturali: uno dedicato a Mito ed esoterismo, il volume di Francesco Zambon su Giovanni Pascoli; l’altro al novantesimo anniversario della morte di Federico García Lorca, poeta e drammaturgo ucciso dal regime franchista.