Erasmo n. 1 gennaio 2026

Il numero di Erasmo di gennaio 2026 si apre con l’annuncio della prossima Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, che si terrà il 6 e 7 marzo al Palacongressi di Rimini. Nel corso dell’assise avrà luogo l’installazione del nuovo Gran Maestro e della sua giunta, che governeranno l’Ordine per i prossimi cinque anni e che saranno eletti nella consultazione fissata per domenica 1° febbraio. A questo appuntamento è riservato ampio spazio, con uno Speciale che riporta le liste dei candidati e i programmi. Seguono poi: un articolo sugli ottanta anni della Repubblica italiana, in cui si mette in luce il ruolo della Massoneria nella lotta all’antifascismo e nella costruzione del nuovo Stato democratico; e due articoli su iniziative benefiche, una a Lucca, dove si è tenuto il tradizionale concerto dell’Epifania, e l’altra a Prato. Tra i grandi iniziati spazio viene riservato a René-Jean-Marie-Joseph Guénon, figura centrale del pensiero metafisico e studioso dei linguaggi simbolici universali, passato all’Oriente Eterno 75 anni fa al Cairo. Ampio rilievo è dato anche al grande poeta e massone Giovanni Pascoli, di cui lo scorso dicembre sono stati celebrati i 150 anni dalla nascita e che ha ispirato al regista Giuseppe Piccioni il film Zvanì, contribuendo a sfatare i luoghi comuni cui questa importante figura è stata per lungo tempo relegata. In occasione della Shoah, si fa riferimento allo storico processo di Norimberga che vide alla sbarra gli alti ufficiali nazisti del Terzo Reich e in particolare alla figura di Robert H. Jackson, procuratore capo che ne fu l’ispiratore, massone e giurista raffinato, il cui contributo fu decisivo per imprimere una svolta al riconoscimento dei diritti umani e alla costruzione del diritto internazionale. Vengono inoltre segnalate nuove iniziative legate alla Cappella del principe di San Severo a Napoli, e rievocata, in occasione dei 150 anni del Corriere della Sera, la figura di Eugenio Torelli Viollier, primo direttore della testata. Giornalista di grande spessore si formò alla scuola di Alexandre Dumas padre, che era un libero muratore e amico dell’Eroe dei due mondi e che partecipò alla Spedizione dei Mille, fondando poi a Napoli il giornale L’Indipendente, dove Torelli Viollier apprese appunto il mestiere. Chiude il numero un’ampia ricostruzione storica di Filippo Grammauta che dà conto dei retroscena dell’ultimo atto delle persecuzioni perpetrate dal fascismo contro la Massoneria.