Intervista a Stefano Bisi. Che senso ha essere massoni? /Panorama

«Per i politici il nostro nome è diventato sinonimo di malfattori» dice a Panorama Stefano Bisi, il numero uno del Grande oriente d’Italia. «Ma noi siamo senza tempo, la nostra missione di libertà non cambia. E oggi, sul sito web, ci contattano centinaia di potenziali aderenti…». di Annalisa Chirico

Grembiuli e guanti bianchi, rami di acacia, il cannocchiale di Galilei… Il Grande oriente d’Italia è un tripudio di simboli. Alla Gran Loggia che, una volta l’anno, chiama a raccolta 23 mila iscritti, il padrone di casa è lui, Stefano Bisi. Senese, un’infanzia all’ombra del colle di Montaperti, con un passato da giornalista e un presente da pensionato e numero uno del Grande oriente, che raccoglie la comunità massonica del nostro Paese.

Gran maestro, la sua iniziazione risale al 1982, annus horribilis per la massoneria, in piena tempesta P2.

All’epoca si respira un clima da autentica caccia alle streghe, scontiamo tutt’oggi il pregiudizio legato alla vicenda P2. Nessuno ricorda che Licio Gelli, che io non ho mai conosciuto, viene espulso dal Grande oriente d’Italia ben prima che l’inchiesta giudiziaria prenda l’avvio.

Lei, appena 25enne, decide di aderire.

L’accanimento collettivo contro la massoneria mi spinge verso una scelta controcorrente. Non ho antenati massoni, mio padre faceva il camionista e non era iscritto. Gli amici mi dicono: lascia perdere, avrai problemi sul lavoro, sarai isolato. Invece io chiedo di entrare.

Dunque l’aspirante massone presenta una domanda.

Si propone la propria candidatura a una loggia che svolge gli approfondimenti necessari. Serve una fedina penale intonsa. Una volta approvata la richiesta all’unanimità, segue la cerimonia d’iniziazione a cui si partecipa senza metalli perché bisogna rinascere. Muori profano e risorgi libero muratore. Il primo grado è quello di apprendista che durante i lavori non ha diritto di parola, può solo ascoltare.

Se un iscritto si becca una condanna per abuso edilizio, viene espulso?

Le conseguenze sono rimesse alla valutazione del maestro venerabile, a capo di ogni loggia. Non ci sono automatismi.

Lei stesso è stato indagato per un presunto caso di ricettazione, archiviato pochi mesi or sono.

Tre anni, tre mesi e nove giorni d’inchiesta fino alla pronuncia di non luogo a procedere perché il fatto non Che sans es 10 Panorama I 17 maggio 2018 costituisce reato. Il circo mediatico attorno alla vicenda mi ha ferito. Non ho fatto un passo indietro perché ho sentito la solidarietà dei fratelli.

La liturgia massonica, con i suoi paramenti, le prove di terra-acqua-aria-fuoco, il testamento spirituale, vi fa somigliare a una setta fuori dal tempo.

Non siamo una setta, al nostro interno vige un principio di libertà. Noi siamo senza tempo, i valori che professiamo libertà, uguaglianza e fratellanza sono eterni.

Come si concilia l’affiato spirituale con una società secolarizzata e materialista?

C’è un gran bisogno di spiritualità laica, di ritrovarci uniti in una catena umana che è un concerto di anime.

Il suo linguaggio è un po’ pretesco, lo ammetta. La nostra è una religiosità laica che unisce cattolici, valdesi, ebrei, musulmani, atei. Sa quanti progetti realizziamo in giro per l’Italia grazie all’impegno volontario delle nostre 850 logge? Abbiamo inaugurato l’illuminazione del nuovo stadio di Norcia, i fratelli aprono laboratori di odontoiatria per fornire servizi dentistici gratuiti ai meno abbienti. A Milano abbiamo fondato Pane quotidiano, una mensa per i poveri, visitata anche dal capo politico del M5s, Luigi Di Maio, forse ignaro dell’origine massonica dell’iniziativa.

Di Maio ha espulso i candidati massoni, veri o presunti.

Una persona può essere giudicata inaffidabile o impresentabile in ragione di un’aspirazione spirituale? Il leader grillino ci ha equiparato a «omofobi» e «razzisti», ignorando peraltro che il Grande oriente ha abolito la parola «razza» dallo statuto.

La politica vi maltratta?

Massone è diventato sinonimo di malfattore. In Senato Maria Elena Boschi, a qualcuno che la apostrofava non so come, ha risposto: «Massone dillo a tua sorella». Pure Matteo Renzi ha definito i Cinque stelle «un’arca di Noè per truffatori, scrocconi e massoni».

Ne deduco che Renzi non sia massone.

Né lui né il padre. E neppure Denis Verdini. L’editoriale di Ferruccio de Bortoli con lo «stantio odore di massoneria» mi ha deluso. Il nostro è profumo di fresca pulizia.

La Costituzione sancisce la libertà di associazione.

Io dico: giudicateci per quello che facciamo. Fino a quando dovremo pagare lo stigma della P2?

La commissione antimafia, guidata da Rosy Bindi, ha sequestrato gli elenchi degli iscritti.

Un atto di prevaricazione. Sono stato audito da quella commissione che si appellava, senza imbarazzo, alla legge fascista del 1925 che mise fuori legge la massoneria. Ho avuto l’impressione che l’onorevole Bindi mirasse a strumentalizzare l’inchiesta calabrese, sui presunti legami tra mafia, ‘ndrangheta e massoneria, allo scopo di stanare un avversario politico. Tentativo andato a vuoto.

Quanto costa la tessera del massone?

Tra i 400 e 600 euro l’anno. Alla quota fissa per il nazionale, se ne aggiunge una variabile destinata alla loggia locale.

Il ruolo di Gran maestro comporta un gran daffare.

Per me è motivo di orgoglio. Abbiamo fatto l’Unità d’Italia, Garibaldi era gran maestro, così com’erano massoni Enrico Fermi e Salvatore Quasimodo, Ernesto Nathan e Arnoldo Foà, padri di Italo Calvino e di Eugenio Scalfari. Pure Carlo Lorenzini, l’inventore di Pinocchio, era massone.

Tutti uomini, le donne non sono ammesse.

All’Unione donne in Italia gli uomini non sono ammessi.

Se la massoneria è «concerto di anime», un’esclusione basata sul genere ha senso?

Discendiamo dagli antichi costruttori delle cattedrali, tutti uomini. Non è un tema all’ordine del giorno, anche perché abbiamo condotto battaglie di libertà a favore delle donne. La legge sul divorzio porta la firma di due parlamentari, Fortuna e Baslini, entrambi massoni.

Teme il calo degli iscritti? Per niente, suscitiamo curiosità. Nel 2017 oltre cinquecento persone ci hanno contattato sul nostro sito web.

Il Grande oriente d’Italia non è a rischio estinzione.

Siamo senza tempo, e la ragione è racchiusa nella nostra missione: difendere il libero pensiero e fare il bene dell’umanità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA asso A 17 17 maggio 2018 I Panorama

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