Milano, 09 febbraio 2013
Solidarietà massonica, in cantiere il progetto di una Fondazione
Un nuovo strumento di impegno per il contributo dei
Fratelli del Grande Oriente alla società civile.
Il secondo incontro del "Laboratorio per la Solidarietà e la
Filantropia Massonica". Obiettivo costruire un rinnovato stato
sociale, secondo gli ideali della Libera Muratoria. La scelta di
ritrovarsi al Pane Quotidiano per confrontarsi sui modelli di
filantropia internazionali.
Insieme alla Società Umanitaria e agli Asili Notturni era stato
giustamente assunto a paradigma e a modello della Fratellanza
solidale 'Il Pane Quotidiano', l'Associazione laica milanese che
cammina ormai saldamente sulle sue gambe distribuendo ogni anno
800.000 pasti caldi a cittadini indigenti. Nel pomeriggio del 9
febbraio scorso, ha ospitato nei suoi locali il secondo incontro
del "Laboratorio per la Solidarietà e la Filantropia Massonica".
Dopo il primo appuntamento dello scorso dicembre, che aveva riunito
spontaneamente oltre centro Fratelli milanesi, il Laboratorio ha
incontrato qui il suo genius loci, in una sala da pranzo da pochi
mesi ridipinta à la Mondrian e attrezzata per accogliere i fratelli
provenienti da Milano, dalla Lombardia e da altre regioni quali il
Fratello Mino Mancuso, dall'Emilia Romagna e Marco Novarino dal
Piemonte. La scelta di ritrovarsi al Pane Quotidiano e di
affrontare il tema dei "modelli di filantropia internazionali",
ovvero di quelli che hanno ispirato "i primi passi sul territorio
milanese" - per riprendere il titolo dell'incontro - esprime la
doppia anima di questo nuovo progetto, come ha ricordato il
Fratello Giorgio Fedocci, che guarda in particolare alla dimensione
angloamericana per introdurre, sulla scena italiana e lombarda in
primis, gli strumenti filantropici più innovativi e più funzionali
alle esigenze e ai bisogni del territorio. Glocal, si direbbe in
altre sedi. E nel segno del glocal hanno avuto inizio i lavori, che
si sono aperti con una documentata relazione del fratello Giovanni
Smaldone. Manager di formazione anglosassone, che ha subito marcato
le diversità ricordando come nel Regno Unito l'attività
filantropica sia meglio codificata sia sul piano organizzativo sia
su quello esecutivo. La Freemasons's Grand Charity, l'esempio
cardine sottoposto all'attenzione dei fratelli, negli ultimi
trent'anni ha raccolto e donato oltre 100 milioni di sterline,
occupandosi prevalentemente di tre settori d'intervento specifici:
il mondo giovanile, l'assistenza sanitaria, l'aiuto finanziario ai
disoccupati e ai soggetti del disagio sociale.
Questi temi, presentati dal Fratello Smaldone senza tecnicismi di
sorta e rapportati alla situazione italiana del cosiddetto terzo
settore, hanno promosso nel Laboratorio l'idea comune di
organizzare le attività di solidarietà massonica in una forma
compiuta, attraverso la creazione di un soggetto giuridico. Una
Fondazione, come ha indicato il Fratello Maurizio Rovati, che possa
tradursi in vettore di collegamento fra il Grande Oriente d'Italia
e la società civile. Una Fondazione, inoltre, che possa declinarsi
territorialmente e portare, nel mondo profano, "tre e più mattoni"
per contribuire alla costruzione di un rinnovato stato sociale,
secondo gli ideali della Libera Muratoria.
A fronte dei numerosi Fratelli che si sono offerti di mettere al
servizio di questo nuovo progetto le proprie competenze e
professionalità, è emerso come questa iniziativa imponga una
riflessione attenta in materia di comunicazione. Fatto salvo che la
costruzione dell'identità è preliminare agli strumenti con cui si
comunica, così come a ciò che si comunica, il tema di come
affacciarsi al mondo profano è ben lontano dal poter essere
esaurito in un solo incontro. E con ogni probabilità, visto
l'orgoglio di molti fratelli che si sono detti pronti a dichiararsi
massoni, costituirà la base di lavoro di una specifica commissione
di studio. Le linee guida che emergeranno saranno leit-motiv degli
incontri futuri del Laboratorio, che si è dato appuntamento intorno
alla metà di marzo.
Intanto, sono stati messi agli atti due percorsi differenti e
complementari: uno più breve, fatto di azioni di solidarietà che
"vivono" anche al di fuori di una logica di sistematica
programmazione (è il caso, già affrontato nel corso del primo
incontro e ripreso in coda al secondo, dei laboratori dentistici,
che ha interessato e coinvolto molti Fratelli odontoiatri tra cui i
fratelli Fontò, Levrini, Gattuso e Di Lorenzi); uno più lungo, e
certamente di maggior complessità, che mira alla realizzazione di
un'entità strutturata, secondo un programma che verrà presentato e
discusso nel prossimo mese.
Un lavoro, dunque, in costante "evoluzione": così Mondrian chiamò
uno dei suoi capolavori più celebri, in cui una triplice figura
femminile, prima dormiente, apre gli occhi in direzione della luce.
I nuovi colori del Pane Quotidiano non potevano essere più
benauguranti.


