Roma, 31 gennaio 2013
La cultura è più forte dei fondamentalismi. Salvi i manoscritti della biblioteca di Timbuctu
Questa straordinario patrimonio dell'umanità risale al XIII
secolo.Il complesso dell'università di Timbuctu (che comprendeva,
oltre la madrassa di Sankoré, anche le moschee di Djinguereber e di
Sidi Yahya) ha rivestito un ruolo di assoluta preminenza sia come
polo culturale che come centro di insegnamento e diffusione
dell'islam nell'intera Africa . Infatti poteva ospitare fino a 25
000 studenti e possedeva una delle più grandi librerie del mondo
medievale (tra 400 000 e 700 000 manoscritti, una collezione
superata nel continente solamente dalla biblioteca di Alessandria).
La maggior parte dei manoscritti di Timbuctu è scritta in lingua
araba o in lingue africane traslitterate in arabo, Tali manoscritti
trattano un variegato insieme di argomenti, compresi vari aspetti
della cultura dell'Islam, l'astronomia, il diritto e una vasta
casistica legale.
Tra il 2000 e il 2007 l'Università di Oslo ha attivato il progetto
Timbuktu Manuscripts Project. Suoi scopi sono stati il fornire
assistenza fisica a quanti si occupavano di conservazione dei fondi
manoscritti di Timbuctu, digitalizzandoli e predisponendo un
catalogo informatico, rendendoli accessibili ai ricercatori di
tutto il mondo. Tra gli altri risultati del progetto si possono
ricordare: recupero delle antiche rilegature grazie all'intervento
di specialisti del luogo; allestimento di un database elettronico
dei manoscritti, affidato all'alta specializzazione dell'Institut
des Hautes Études et de Recherche Islamique - Ahmad Baba (IHERIAB)
- francese; digitalizzazione di un vasto insieme di manoscritti di
proprietà dello stesso Istituto parigino, facilitazione per gli
studiosi e scambio tecnico con esperti in Marocco e in altri
Paesi.
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