Roma, 15 dicembre 2012
La libertà sospesa
TSO psicologia psichiatria diritti è il nuovo titolo di Fefè
Editore dedicato al Trattamento Sanitario Obbligatorio
psichiatrico, a cura di Renato Foschi (Università Sapienza di
Roma). Un argomento di estrema attualità: è recente la condanna in
primo grado di alcuni medici giudicati responsabili della morte del
maestro Francesco Mastrogiovanni, deceduto in regime di TSO dopo
cinque giorni di letto di contenzione, senza acqua né cibo.
Il TSO rappresenta una "eccezione" al diritto costituzionale per
cui, poste certe condizioni (urgenza, mancanza di presidi
extra-ospedalieri e rifiuto delle cure), al cittadino - con un
provvedimento del sindaco - sono sospesi, per sette fino a quindici
giorni, alcuni diritti elementari. Secondo i dati ISTAT, in Italia,
nell'ultimo decennio si sono effettuati ogni anno oltre 10.000
trattamenti psichiatrici "obbligatori". Sono, inoltre, in
discussione progetti di legge finalizzati ad estendere le
possibilità di applicazione del TSO.
Parlare del TSO vuol dire aprire scenari drammatici, a volte veri
e propri orrori umani e familiari, che rimangono sotterranei e
riescono a raggiungere l'opinione pubblica solo in casi estremi
come quello di Mastrogiovanni. Scenari che meriterebbero
l'attenzione quotidiana dei cittadini più accorti e sensibili, e
delle "pubbliche autorità" (giudici, medici, sindaci, ecc.) da cui
l'applicazione del TSO dipende.
In questo libro a più voci di Fefè Editore, curato da Renato
Foschi, ne scrivono oltre allo stesso Foschi, psicologi,
psichiatri, giuristi e giornalisti: Giuseppe Allegri, Giorgio
Antonucci, Ines Ciolli, Gioacchino Di Palma, Giuseppe Galzerano,
Nicola Viceconte, Philip G. Zimbardo. Con la chiusura di Ascanio
Celestini.


