Città di Castello, 05 dicembre 2012
I misteri celati nel quadro di Piero della Francesca
Federico da Montefeltro, non era chi diceva di essere: e
soprattutto, il ducato d'Urbino non fu in alcun modo una sua
creatura solamente.
Dietro di lui, un altro uomo si celava, la cui ombra è quella di
un "mago", grande esperto di cabala, alchimia e astrologia: suo
fratello!
Entrambi, che nei loro cuori e nei meandri del palazzo ermetico
frutto di misure mistico simboliche in grado di dialogare con le
stelle, nascondevano il loro più terribile segreto: quello di notte
d'orrori ed omicidi attraverso la quale avevano potuto mettere le
mani su Urbino e il Montefeltro.
Un dipinto misterioso, oggi svelato in tutti i suoi sensi arcani,
racconta tutto questo: la Flagellazione di Piero della
Francesca.
Un'opera che non era mai stata un quadro.
Un'opera la cui collocazione originaria era un tempio mistico
destinato a complessi rituali di purificazione.
Un'opera che parlava di salvezza e di destini d'un intera
comunità, unita e ritrovata nelle glorie militari e culturali dei
due "principi d'Urbino": Federico e Ottaviano Ubaldini della Carda.
Signore della politica e della guerra il primo, amico delle arti e
dei misteri il secondo: capaci di forgiare assieme a maestri e
artisti di ogni genere un piano culturale che a buon diritto è
simboleggiato dalle "due torri" colonne della facciata del Palazzo
ducale, nelle forme e nei misteri del quale si ritrovano in nuce
tutti quei saperi iniziatici che poi saranno appannaggio di altre
"fratellanze".


