Roma, 12 febbraio 2013
Il Gran Maestro Raffi: “Una vittoria della libertà di ricerca e un’affermazione dei diritti della persona”
La Corte Europea per i Diritti dell'Uomo ha respinto il ricorso
del governo italiano contro la decisione, ora definitiva, dei
Giudici comunitari che avevano definito discriminatorie le norme
della legge 40 relative alla diagnosi preimpianto
sull'embrione.
"La legge 40 è da riscrivere: è una vittoria della libertà di
ricerca e un'affermazione dei diritti di migliaia di coppie e
persone che vogliono avere un figlio". Gustavo Raffi, Gran
Maestro del Grande Oriente d'Italia, commenta così il rigetto del
ricorso del governo italiano in difesa della legge 40 sulla
fecondazione assistita.
"Con la bocciatura da parte della Corte europea per i diritti
dell'uomo a Strasburgo - fa notare Raffi - la legge 40
dovrà essere adeguata alla Carta europea dei diritti dell'uomo,
prevedendo l'accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente
assistita anche per le coppie fertili portatrici di patologie
trasmissibili ai figli. Il nuovo Parlamento faccia la sua parte e
tuteli la laicità e i cittadini e, segnatamente, il diritto al
rispetto della vita privata e familiare".


