Roma, 08 febbraio 2013
Il Gran Maestro Raffi, la Repubblica Romana del 1849, un esempio indelebile di cittadinanza che si emancipa e rivendica autonomia di giudizio e di decisione
"La Repubblica Romana del 1849 costituisce la pagina più
alta scritta dalla democrazia in Italia. E' negli articoli della
sua Costituzione - promulgata poco prima che i suoi eroici
difensori dovessero cedere alla forza soverchiante della reazione
europea, impegnata a riportare sul trono il Papa Re - che viene
affermato senza possibilità di equivoci il principio della
sovranità popolare, scolpita nella formula mazziniana: la sovranità
è per diritto eterno nel popolo". E' quanto afferma il Gran
Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi.
"La Repubblica Romana - sottolinea Raffi - è l'epopea
di tantissimi giovani che si immolarono in nome di un ideale,
inseguendo un sogno di libertà e di laicità. In questi momenti
tristi e bui della vita italiana, l'esperienza della Repubblica
Romana sia di monito per le giovani generazioni e per un nuovo
sentimento di solidarietà e di fiducia nelle Istituzioni, che vanno
affrancate dalle logiche di sudditanza a potentati e interessi
particolari di qualsiasi natura".
"Un esempio di cittadinanza che si emancipa e rivendica
autonomia di giudizio e di decisione - rimarca il Gran Maestro
di Palazzo Giustiniani - anche in vista delle necessarie e
indifferibili riforme che il nostro Paese è chiamato a compiere per
ricollocarsi nel novero delle democrazie avanzate dell'Occidente e
non a sovranità limitata, e contribuire così alla costruzione della
Patria Europea".


