2005-2015
La continua crescita e l’affermazione all’esterno, tra cultura e solidarietà. I tre mandati di Gustavo Raffi e l’elezione di Stefano Bisi alla guida del Grande Oriente

Nel secondo mandato, iniziato con celebrazione del bicentenario della fondazione del GOI e che ha visto mobilitarsi l’intera Comunione nelle più importanti città italiane, la Giunta presieduta dal Gran Maestro Raffi ha proseguito da una parte l’opera di moralizzazione e potenziamento dell’Obbedienza – non solo in relazione alle nuove iniziazioni ma anche migliorando le sue strutture come il Servizio biblioteca e l’archivio, il sito (completamente rinnovato e irrobustito), le riviste (“Hiram” ed “Erasmo notizie”) e con la creazione di una Newsletter per render più efficiente la comunicazione con i suoi membri – e dall’altra operando un’apertura verso la società civile attraverso il consolidamento di un progetto culturale forte e dialogante, nell’alvo di una tradizione storica che ha visto il GOI come soggetto fondamentale nel processo di modernizzazione e laicizzazione del paese. Le allocuzioni aperte al pubblico durante le Gran Logge, le annuali manifestazioni pubbliche in commemorazione del XX settembre, gli innumerevoli eventi culturali (testimoniati puntualmente da “Erasmo Notizie”, prezioso strumento per i futuri storici della massoneria) in tutto il territorio nazionale, cercando il dialogo con l’opinione pubblica e con tutte le istituzioni in essa attive, rappresentano in modo tangibile lo sforzo da parte della massoneria di contribuire in modo costruttivo all’edificazione di una coscienza di pace, tolleranza e libertà, al pieno servizio degli ideali contenuti nella Carta Costituzionale. In questo ampio spettro d’intervento non bisogna dimenticare la difesa della laicità intesa come spazio di tutti, condiviso e sicuro, garantito e garantista. Laicità e non laicismo intollerante, perché la funzione della laicità moderna è quella di stabilire, in modo equidistante, una serie di norme che salvaguardino la libertà indelebile dell’individuo dall’interferenza di altri poteri che scaturiscono da fonti esterne allo Stato stesso. In questo contesto la massoneria non solo ha il diritto ma anche il dovere di far sentire la sua voce, sia per la sua storia sia perché essa resta un luogo di libera aggregazione spirituale, capace di coniugare la moderna laicità con la ricerca della verità, in un ambito di confronto e di riflessione, unendo uomini che pur nelle rispettive e differenti posizioni culturali sono uniti in un cammino di ricerca, affinché il diritto alla felicità sia un fine collettivo e non un privilegio di pochi. Se la Giunta che entrò in carica nel 2004 ha dovuto gestire un evento storico come il bicentenario del GOI, quella eletta nel 2009, ancora una volta guidata dal Gran Maestro Raffi e composta dai Gran Maestri aggiunti Massimo Bianchi e Antonio Perfetti, dal Primo Gran Sorvegliante Gianfranco De Santis e dal Secondo Giuseppe Troise, dall’Oratore Morris Ghezzi, dal Tesoriere Piero Lojacono e dal Gran Segretario Pino Abramo (prematuramente scomparso nel 2014) ha dovuto farsi carico di un evento altrettanto caro ai massoni come il 150° anniversario dell’unificazione italiana, costruita con il fondamentale supporto delle logge del GOI. Con il significativo titolo “Dopo 150 anni per restare insieme”, la Libera Muratoria di Palazzo Giustiniani, durante il 2011 e in tutta la penisola, non solo ha testimoniato il contribuito dato all’unificazione del nostro paese ma, guardando all’oggi, ha voluto riflettere, insieme a tutti gli uomini di buona volontà, sul futuro ribadendo di sentirsi parte viva della società italiana, in continuo e proficuo dialogo con le istituzioni e i soggetti sociali e culturali, per costruire itinerari condivisi e individuare soluzioni da declinare nel solo interesse della collettività e soprattutto delle giovani leve che rappresentano la speranza del nostro paese.

Giovani che a partire dall’inizio del nuovo Millennio sempre più numerosi chiedono di entrare in massoneria come testimonia l’aumento delle iniziazioni che hanno portato il GOI dai 12.630 del 1999 ai 22.228 aderenti nel 2014 (al 31 dicembre), trend certificato dai dati EURISPES 2014 dove nella relazione annuale si afferma che la Massoneria piace e conquista i giovani, grazie anche alla vincente politica di glasnost e trasparenza portata avanti dalla più importante delle Obbedienze italiane, con le sue battaglie civili, per esempio la campagna ‘Invia un libro a Lampedusa’, senza dimenticare l’impegno solidaristico delle sue istituzioni come gli Asili Notturni di Torino e altre associazioni di solidarietà.

A conferma di questo progetto di cambiamento e di apertura verso la società – portato avanti a partire dalla fine degli anni Novanta -, al GOI sono arrivati numerosi riconoscimenti, anche in ambito internazionale. Tra i tanti spiccano l’invito al Meeting con i rappresentanti delle associazioni umanistiche non confessionali sul tema ‘Combattere la povertà e l’esclusione sociale. Un imperativo per la governance europea’, che si è tenuto al Parlamento europeo il 15 ottobre 2010 alla presenza del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, del presidente del Parlamento Ue, Jezry Buzek e dal presidente del Consiglio europeo, Herman von Rompuy. Invito reiterato l’anno successivo per l’incontro su “Un partenariato per la democrazia e una prosperità condivise: una volontà comune di promuovere i diritti e le libertà democratiche”. Inoltre il GOI è stato invitato come partner d’eccellenza al 33° Consiglio Esecutivo Mondiale dell’Unesco che si è tenuto a Lucca nel marzo 2013.

Questa nuova immagine seria e positiva che il GOI ha acquisito in questi anni non ha portato solo riconoscimenti nel mondo profano ma ha avuto ricadute positive anche nelle relazioni con le Obbedienze massoniche regolari e si sono ottenuti concreti risultati sul piano della credibilità. Nell’ultimo quinquennio si è registrato un costante aumento di reciproci riconoscimenti e la ripresa di alcuni rapporti (Svizzera, Spagna, Belgio e Portogallo) in passato sospesi o interrotti a causa delle note vicende avvenute all’inizio degli anni Novanta. In questo contesto di fraterna collaborazione nell’ottobre del 2013 sono state ospitate a Roma 41 delegazioni estere partecipanti alla Conferenza Europea dei Gran Segretari e dei Gran Cancellieri. Inoltre il GOI si fatto promotore di una campagna di solidarietà e sostegno economico nei confronti della Gran Loggia di Cuba.

In campo nazionale un grande sforzo è stato compiuto nella direzione della razionalizzazione e miglioramento delle strutture amministrative e nell’acquisizione di nuove case massoniche per consentire i lavori delle logge in templi prestigiosi e funzionali, come per esempio la creazione di Casa Nathan, il Centro polifunzionale e nuovo tempio romano – intitolato al più grande sindaco di Roma di tutti i tempi, Ernesto Nathan, che a inizio secolo guidò l’Obbedienza – inaugurata il primo marzo del 2014. Nell’ottobre 2013 si è verificato un altro importante evento: sono rientrate nella naturale casa del Grande Oriente le logge all’obbedienza Gran Loggia d’Italia della Massoneria Universale guidata da Pasquale Cerofolini, dopo 35 anni dalla sua fondazione.

Il 2 marzo 2014 oltre 11.500 Maestri del GOI si sono recati alle urne per eleggere il nuovo Gran Maestro, secondo il sistema elettorale introdotto nel 2000 che dà diritto di voto a ogni Maestro massone. Dalle urne è uscita vincitrice la lista guidata dal giornalista senese Stefano Bisi – iniziato nel 1982 nella Loggia Montaperti n. 722 all’Oriente di Siena – e composta dai Gran Maestri aggiunti Santi Fedele e Sergio Rosso, dal Primo Gran Sorvegliante Antonio Seminario, dal Secondo Gran Sorvegliante Pasquale La Pesa, dall’Oratore Claudio Bonvecchio e dal Tesoriere Giovanni Esposito.

Il nuovo Gran Maestro e la Giunta che guideranno l’Obbedienza nel prossimo quinquennio, sono stati insediati ufficialmente il 6 aprile 2014 in occasione della Gran Loggia.

Nella prima allocuzione da Gran Maestro, Bisi ha enunciato i punti chiave della sua gran maestranza ribadendo la volontà di proseguire sulla via tracciata nei precedenti anni ma soprattutto facendosi guidare dalla tradizione libero muratoria e dai valori fondanti del GOI. Punti programmatici che indicano con chiarezza un obiettivo chiaro e preciso: levigare la pietra per migliorare se stessi e contribuire a migliorare l’umanità.

Tra i primi atti ufficiali Bisi ha nominato Gran Maestro onorario Massimo Bianchi, già Gran Maestro Aggiunto dal 1999 al 2014, completato la sua squadra nominando Gran Segretario Michele Pietrangeli, e ha ottenuto il ‘battesimo’ internazionale partecipando alla Conferenza Mondiale delle Grandi Logge massoniche che si è tenuta nel maggio del 2014 a Bucarest, dove si è recato accompagnato dal Secondo Gran Sorvegliante, Pasquale La Pesa.

La presentazione al mondo profano della nuova Giunta è avvenuta pochi giorni dopo a Roma dove il Gran Maestro ha parlato non soltanto delle tante sfide che attendono la massoneria ma ha anche tracciato la rotta futura, invitando tutti i fratelli del GOI a farsi sempre più paladini di libertà, laicità e solidarietà, e a costruire ponti tra gli uomini, sempre attenti ai bisogni della comunità in cui viviamo. Concetti ribaditi nel tradizionale messaggio pronunciato in occasione della celebrazione del XX settembre, momento che da quasi un secolo e mezzo la massoneria celebra con solennità, festa definita dal Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele come di tutti gli italiani perché è la «memoria condivisa di un evento cruciale della nostra storia nazionale; omaggio reso alla memoria di quanti hanno, seppur da posizioni diverse (laici e cattolici, unitari e federalisti, democratici e moderati), concorso al farsi dell’Italia; rinnovato impegno di una collettività nazionale sempre più unita all’insegna di quei valori di tolleranza e di solidarietà cui i massoni del Grande Oriente d’Italia ispirano il loro impegno civile».

E proprio partendo da questi valori il Gran Maestro ha affermato nel suo messaggio che «solitudine, emarginazione, estraneazione non sono portati ineluttabili delle grandi concentrazioni urbane. Solo che lo vogliamo, in una città sempre più multietnica la rete dell’umana solidarietà può abbracciare uomini e donne di lingue, culture e religioni diverse; la diffusione dell’informazione e la socializzazione delle conoscenze; favorire la comprensione e il rispetto dell’altro; la rinuncia al superfluo; garantire il mantenimento degli equilibri ecologici e soprattutto consentire di alleviare le sofferenze degli ultimi. Noi massoni lavoriamo perché la solidarietà fraterna che ispira i nostri comportamenti possa permeare di sé l’intero consesso civile, portando così mattoni alla costruzione di utopia, la città degli uomini liberi perché eguali ed eguali perché liberi. Nel solco della tradizione cosmopolita e filantropica della Libera Muratoria universale, ci adoperiamo perché i nostri valori si propaghino alle mille città d’Europa. L’Europa da cui si è nel secolo scorso originata la scintilla che ha prodotto l’immane massacro di due guerre mondiali, ma che, abbattuti steccati ideologici paralizzanti e avviato pur tra mille difficoltà e contraddizioni irrisolte un grandioso processo di unificazione, può riproporsi al Mondo come il Continente che, anche grazie all’apporto dei Fratelli che ci hanno preceduto, ha dettato le regole della moderna civiltà liberaldemocratica e ha affermato la valenza universale dei valori della Libertà, dell’Eguaglianza e della Fratellanza».

E in questo solco si inserisce l’iniziativa, coordinata dal Gran Maestro Aggiunto Sergio Rosso, di creare una Federazione nazionale di associazioni massoniche impegnate in prima linea nella solidarietà, pronte a sperimentare la formula inedita di un nuovo modello di welfare, fondato su una stretta collaborazione tra volontariato e istituzioni. E’ un progetto importante alla quale sta lavorando a pieno ritmo Sergio Rosso, forte dell’esperienza maturata come presidente degli Asili Notturni e del Piccolo Cosmo di Torino, realtà che costituiscono un’esperienza unica in Italia nel settore dell’assistenza alle fasce più deboli e che confermano che è possibile sperimentare sinergie nuove con le strutture pubbliche ottenendo risultati straordinari. Nel gennaio del 2015 questo progetto si è concretizzato con la nascita della Federazione Italiana di Solidarietà Massonica (Fism) – grazie anche all’instancabile impegno del suo segretario, Marco Cauda – che si metterà a disposizione delle organizzazioni di volontariato che intraprendono la via della solidarietà libero muratoria. Il modello seguito è quello delle due prestigiose istituzioni torinesi che operano ormai da anni sul territorio e che sono entrate a far parte del primo nucleo della Fism, insieme al Banco Alimentare l’Acacia di Arezzo, alla Casa della Fraterna Solidarietà di Sassari e all’associazione Europa 1444 di Taranto, realtà alle quali presto si aggiungeranno altre operanti sull’intero territorio nazionale.

In campo culturale, altro pilastro portante delle attività del GOI, oltre alle consolidate e apprezzate attività del Servizio Biblioteca, diretto dal Gran Bibliotecario Bernardino Fioravanti, e le numerose iniziative culturali a livello locale, è nata una nuova rivista dall’intrigante titolo “MassonicaMente”, un quadrimestrale on line pubblicato sul sito www.grandeoriente.it, che si affianca alla rivista “Hiram” e al bollettino “Erasmo Notizie”, pubblicazioni che insieme al sito e alla “Newsletter” compongono il comparto ‘comunicazione’ del GOI.

Voluta fortemente dal Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Messina, co-diretta da Giovanni Greco, anch’egli ordinario di Storia Contemporanea a Bologna e appoggiata dalla Giunta, la rivista si pone l’ambizioso obiettivo di «fare storia, raccontare la storia, la nostra storia, la storia della massoneria italiana e di quella internazionale. Fare storia nel contesto di una società civile in continua, vorticosa trasformazione, tale da indurre anche il GOI a rinverdire i suoi strumenti, cercando di valorizzare il passato e di immaginare il futuro in un circuito rinnovato di riflessioni e di studi. Fare storia per il tramite di una Rivista di ricerca ma anche, se non soprattutto, di alta divulgazione storica; nonché osservatorio aperto su quanto massonicamente si produce a livello internazionale. Una Rivista strumento di dialogo col mondo profano, a fronte del quale, senza presunzione e senza iattanza, ma con serena consapevolezza, rivendicare l’orgoglio di una storia bicentenaria e del contributo dato dai nostri Fratelli prima al farsi della Nazione italiana e quindi alla sua crescita civile e politica. Una Rivista fatta da storici massoni e “profani”, accademici e appassionati della materia, capaci di riflettere sul mondo che ci circonda, attraverso una interdisciplinarità feconda all’interno di una modernità interattiva e condivisa, ma pur sempre seguendo rigorosamente il metodo storiografico.»

Il trend positivo dei primi mesi della gran maestranza di Stefano Bisi emerge dal rapporto 2015 dell’EURISPES “Italia: burocrazia il ‘grande fardello’” che conferma quanto finora scritto e dove ancora una volta viene sottolineato che sempre più giovani bussano ai templi del GOI, che cresce al ritmo di 600 nuovi affiliati l’anno, dato che rappresenta un vero e proprio record tra le Obbedienze massoniche di tutta Europa. «La Massoneria piace ai giovani – ama ripetere Bisi – perché è una scuola senza libri, una università senza docenti, dove ciascuno anche il più umile può donare il meglio di sé ai propri compagni di viaggio. La Massoneria insegna il rispetto per se stessi e per gli altri, insegna ad ascoltare prima di parlare, a riflettere prima di prendere la parola, ad apprezzare la diversità tra gli uomini, a credere in un futuro migliore da conquistare attraverso l’impegno e il lavoro senza tregua. E il suo linguaggio, fatto di simboli, è universale, attraversa le barriere costituite dai secoli e dalle diverse lingue parlate dagli uomini. I massoni si considerano Fratelli perché hanno compiuto una scelta di vita finalizzata alla fratellanza e percorrono una strada di perfezione interiore che mira a migliorare il mondo attraverso l’unico strumento che l’uomo ha per centrare quell’obiettivo: l’amore fraterno».

L’identikit tracciato dall’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali fondato e presieduto da Gian Maria Fara, è quello di una Obbedienza massonica al passo con i tempi, aperto ai media, alla società civile e alle istituzioni con le quali ha saputo intrecciare un dialogo serrato sui grandi temi attraverso la promozione di convegni, seminari, iniziative scientifiche e culturali. La via intrapresa della trasparenza si è, dunque, rivelata vincente, così come la scelta di rivitalizzare una storica mission: quella della solidarietà. Il Grande Oriente – che ha lavorato in questi anni per liberarsi dai pregiudizi, a costruirsi un’immagine nuova, trasparente e cristallina, riguadagnandosi un ruolo pubblico dando voce al suo pensiero laico – è riuscito a intercettare quel bisogno forte che attraversa la nostra società di partecipare a un laboratorio nuovo di costruzione di ideali etici, grazie ai quali rispondere alle sfide della crisi che investe l’Occidente. Un laboratorio che sappia storicizzare i valori di Libertà, Fratellanza e Uguaglianza che sono fondamento della Massoneria e della nostra stessa civiltà.

Dati Grande Oriente d’Italia (settembre 2015)

  • totale iscritti 22.675 secondo la seguente distribuzione geografica: Piemonte-Valle d’Aosta 2103, Lombardia, 1825, Trentino Alto Adige 136, Veneto, 512, Friuli Venezia Giulia, 344, Liguria, 949, Emilia Romagna 1158, Toscana 3079, Marche 975, Umbria 984, Abruzzo-Molise 342, Lazio 1916, Campania, 1113, Puglia, 1028, Calabria 2673, Sicilia, 2189, Sardegna 1349.

Grande Oriente d'Italia, iscritti per area geografica

Il grafico evidenzia il primato della Toscana. Secondo e terzo posto per Calabria e Sicilia. Gran parte dei nuovi iscritti ha circa 40 anni e come titolo di studio ha una laurea specialistica.