I 40 anni della loggia “Alba Pompeia”

AlbaNon un semplice compleanno. Ma un’occasione per riflettere sul percorso iniziatico dell’officina e dei suoi protagonisti e sui propositi e le sfide del futuro. E’ questo il senso che hanno voluto dare i Fratelli della loggia piemontese “Alba Pompeia” (920) alla festa celebrata nella Casa Massonica il 12 dicembre per i 40 anni dall’innalzamento delle colonne. Una festa alla quale hanno preso parte il Gran Maestro Aggiunto Sergio Rosso, il Presidente del Collegio del Piemonte e Valle d’Aosta, Renato Lavarini, il Grande Ufficiale Giorgio Borra, i Gran Rappresentanti Adalberto Rava  e Marco Conti, l’ex Gran Maestro Aggiunto Mario Misul, l’ex Presidente del Collegio Marco Jacobbi e i rappresentanti delle logge “La Fratellanza” (953), “Heureuse Union” (1115), “Acacia” (782), “Monviso” (688), “E. Parona-Alla Catena d’Unione” (659), “C. Cavour” (16),  “A. Lemmi” (864), “C. Nigra” (868), “Concordia-S. Pilocane” (1162), “D. Alighieri” (1369), “G. Mameli” (1419), “Fenice” (1037). E che è stata caratterizzata da due momenti importanti. Uno più privato, dedicato alla memoria di chi ha saputo scrivere la storia della officina indicando il giusto cammino e trasmettendo insegnamenti e valori con quella umiltà, tolleranza e benevolenza che fanno di uomo un massone. E sintetizzato simbologicamente dal neo-gioiello di loggia: un medaglione tondo con al centro tre melograni circondati dal motto dei Cavalieri Templari: Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da Gloriam. Umiltà e Condivisione nella diversità.alba2

Più proiettata al futuro, la seconda parte delle celebrazioni, nel corso della quale   si è inteso sottolineare un altro aspetto fondamentale della Libera Muratoria, che è quello dell’universalità, attraverso l’incontro con Fratelli, che, con fatica, coraggio, forza, costanza e determinazione cercano di portare nella loro terra i valori ed i principi della Massoneria: i Fratelli albanesi. Con loro e con il loro Gran Maestro Elton Caci  l’officina ha dialogato per oltre un anno.  E la logica conclusione è stata stabilire un saldo legame. E’ stato, dunque, proposto a Caci di diventare Fratello onorario e all’ “Arberia” (1) di Tirana alla quale appartiene di entrare nella  Catena d’Unione della loggia piemontese. Tutto questo è diventato realtà. Nel tempio di “Alba Pompeia”, il giorno successivo alla tornata straordinaria del 12 dicembre, i Fratelli albanesi hanno elevato al grado di Maestro tre Compagni in un clima di grande emozioni. Un evento al quale è stato dedicato un libretto commemorativo con su stampati solamente i due rituali: quello per la nomina a Fratello Onorario e quello per il Gemellaggio.

 

 



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